Pidocchi: i consigli per ridurre il contagio

Patrizia Masini A cura di Patrizia Masini Pubblicato il 15/11/2019 Aggiornato il 19/11/2019

I pidocchi colpiscono tutto l’anno, anche in inverno. Colpa degli ambienti chiusi e affollati, ma anche dell'uso di sciarpe e cappelli, spesso messi uno vicino all'altro, quando non addirittura ammucchiati dai bambini

Pidocchi: i consigli per ridurre il contagio

Ambienti chiusi e affollati, ma anche lo scambio, o la semplice vicinanza, di sciarpe a cappellini favoriscono la diffusione dei pidocchi tra i bambini. Non a caso questi parassiti si diffondono prevalentemente a scuola, all’oratorio e nelle palestre.

Le regole da seguire

Per affrontare adeguatamente il problema dei pidocchi è opportuno conoscere le regole e i consigli degli esperti per ridurre il contagio. La comparsa di questi fastidiosi parassiti non dipende dalla mancanza di igiene personale, come molti credono. La loro grande diffusione è causata soprattutto dal fatto che il trattamento non è eseguito in modo corretto. I pidocchi, quindi, non sono eliminati definitivamente e con molta facilità si trasmettono, poi, anche agli altri bambini. Contro i pidocchi si possono seguire le regole e i consigli degli esperti per ridurre il contagio.  Gli specialisti della Società italiana di pediatria (Sip) sostengono che è diffusa l’errata idea che basti usare i prodotti specifici sui capelli. In realtà, dopo il trattamento è di fondamentale importanza ispezionare accuratamente i capelli bagnati e togliere uova e pidocchi con un pettine a denti molto stretti. Lavare ad alte temperature lenzuola, cuscini, asciugamani ed eventuali peluche con cui la persona infestata è venuta in contatto. Pulire anche divani e tappeti con l’aspirapolvere. I prodotti antiparassitari agiscono uccidendo i pidocchi ma non le uova, che vanno rimosse manualmente.

Attenzione a nuca, tempie e orecchie

Ogni 2–3 giorni nelle 3 settimane successive al trattamento va eseguito un controllo approfondito del cuoio capelluto: bisogna sollevare lentamente i capelli facendoli scorrere contropelo e osservare attentamente la presenza di lendini (uova). Queste si differenziano dalla forfora e dai pulviscoli per la loro forma ovoidale e per l’estrema aderenza al capello. Le uova in 7-13 giorni completano il loro sviluppo e si trasformano in pidocchio. I punti in cui più facilmente si annidano sono la nuca, le tempie e dietro le orecchie.

Il problema della farmaco-resistenza

Purtroppo sono stati osservati i primi casi di resistenza ad alcuni farmaci per un loro utilizzo non preciso. Solo se il rimedio è eseguito correttamente ed è accompagnato da sorveglianza il problema si risolve. Per scongiurare la fastidiosa comparsa dei pidocchi, ecco le regole e i consigli degli esperti per ridurre il contagio: bisogna cercare di evitare il contatto testa contro testa tra i bambini; è opportuno non condividere mai vestiti, cappelli, caschi, auricolari; controllare spesso la cute dei figli; disinfettare saltuariamente i pettini e le spazzole, immergendoli in acqua molto calda con bicarbonato per una decina di minuti.

 

 

In breve

NON SI POSSONO PREVENIRE

Non esistono trattamenti preventivi per evitare la comparsa dei pidocchi: il prodotto antiparassitario non previene, infatti, l’infestazione ed è quindi inutile utilizzarlo a scopo precauzionale.

 

 

 

Fonti / Bibliografia

  • SIP - Società Italiana di PediatriaLa Società Italiana di Pediatria promuove e tutela la salute fisica e psichica del neonato, del bambino e dell’adolescente, di ogni cultura ed etnia
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