Pipì a letto: un aiuto dalla stimolazione magnetica?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 21/10/2015 Aggiornato il 21/10/2015

La stimolazione magnetica transcranica potrebbe aiutare i bambini che fanno la pipì a letto a controllare meglio lo stimolo. Ecco come funziona

Pipì a letto: un aiuto dalla stimolazione magnetica?

In genere, fra i due e i tre anni la maggior parte dei bambini è pronta per abbandonare il pannolino. Mentre di giorno il passaggio al vasino spesso avviene senza grandi problemi, può succedere che di notte il piccolo faccia fatica a sentire lo stimolo di fare pipì e bagni il letto. Non bisogna allarmarsi eccessivamente: alcuni bimbi continuano a fare la pipì a letto anche per mesi.

Quando diventa un problema

Quando, però, i tempi si dilatano molto, quello che all’inizio è solo un inconveniente si può trasformare in un problema psicofisico per il bambino, che può iniziare a provare disagio e imbarazzo. Per aiutarlo a superare questa fase potrebbe essere utile la stimolazione magnetica transcranica, una metodica che si basa sull’utilizzo di un dispositivo che genera un campo magnetico sopra la testa (al momento si è dimostrata efficace contro ictus, schizofrenia, dislessia e depressione. A suggerirlo è uno studio condotto da un gruppo di ricercatori egiziani, dell’Assiut University Hospital, pubblicato sulla rivista Restorative Neurology and Neuroscience.

Che cos’è l’enuresi notturna

Occorre sapere che fino ai quattro anni circa è normale che di notte il bimbo abbia un po’ di difficoltà a controllare completamente la vescica e, qualche volta, faccia la pipì a letto. Tutta colpa dell’immaturità del meccanismo della minzione. Dopo i sei anni, però, il bambino dovrebbe aver raggiunto la continenza e il pieno controllo della vescica. Se emette ancora urina durante il sonno, senza svegliarsi nonostante la sensazione di bagnato, si parla di enuresi notturna.

Uno studio su 44 ragazzini

La ricerca ha coinvolto 44 ragazzini. Tutti stavano seguendo una cura farmacologica perché erano soggetti a enuresi notturna. Gli studiosi li hanno divisi in due gruppi. Un gruppo è stato sottoposto a sedute giornaliere, della durata di circa sette minuti ciascuna, di stimolazione magnetica alla schiena per 10 giorni. L’altro gruppo, invece, ha ricevuto la stimolazione ma non alla schiena. Lo scopo era capire se questa tecnica potesse aiutare i partecipanti a non fare la pipì a letto.

Meglio la stimolazione alla schiena

L’analisi dei risultati ha confermato che la stimolazione magnetica può essere utile per trattare l’enuresi notturna. Infatti, in tutti i volontari, dopo i 10 giorni di trattamento, si è osservato una diminuzione nel numero di “incidenti notturni”: da una media di sei episodi a settimana si è passati a una media di un episodio alla settimana. I benefici maggiori però si sono registrati nei ragazzini che avevano ricevuto la stimolazione alla schiena. Infatti, hanno continuato a non fare la pipì a letto per oltre un mese dopo la fine della cura. Gli altri, invece, hanno ripreso quasi subito a bagnare il letto con la frequenza precedente.

Il meccanismo d’azione è ancora incerto

Gli esperti hanno spiegato che per ora non si sa precisamente in che modo agisca la stimolazione magnetica transcranica. Si ipotizza però che possa migliorare la tonicità dei muscoli che svolgono un ruolo importante nel controllo della vescica oppure la funzionalità dei nervi della parte bassa della schiena. Al momento, comunque, pare ci siano tutte le premesse per considerare la tecnica come una possibile opzione terapeutica per aiutare i piccoli che soffrono di enuresi notturna.

 

 

 
 
 

In breve

UN AIUTO PER I BAMBINI

Un trucco per aiutare i bimbi che fanno la pipì a letto? Dalle 17 al momento di andare a nanna, non dovrebbero bere più di 200-250 ml di acqua. Inoltre, a cena e dopo dovrebbero evitare i cibi ricchi di calcio, come latte, formaggi, yogurt: questa sostanza, infatti, richiama tanta acqua nella vescica.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Bimbo di tre anni che respinge la nonna che lo ha cresciuto

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Serena Mongelli

Può capitare che il bambino cambi improvvisamente atteggiamento nei confronti di qualcuno che si è sempre preso cura di lui. Quando succede non è consigliabile metterla sul piano personale mentre è opportuno mantenere nei suoi confronti un comportamento sereno, accogliente, affettuoso.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti