Se parla bene all’asilo, andrà meglio a scuola

Sono importanti gli stimoli linguistici alla scuola materna: si ripercuoteranno positivamente sulle prestazioni scolastiche

Se parla bene all’asilo, andrà meglio a scuola

A che età i bambini imparano a parlare? Già nei primissimi anni di vita. E se opportunamente stimolati all’asilo, arrivano a scuola già dotati delle competenze linguistiche necessarie per imparare a leggere e scrivere. La correlazione tra precoce età di acquisizione delle proprietà di linguaggio e migliori prestazioni scolastiche è stata dimostrata da uno studio condotto all’università di Stavanger (Norvegia) su circa mille bimbi frequentanti la scuola materna.

Canto e lettura per le femmine

I ricercatori hanno voluto dimostrare a che età i bambini imparano a parlare e se questo influisce sull’andamento scolastico. Hanno concluso che le femmine, più interessate e più impegnate in attività linguistiche come la lettura e il canto, raggiungono in questi ambiti risultati migliori dei maschietti. Gli scienziati aggiungono che è fondamentale fornire, già all’asilo, ai bambini di entrambi i generi gli stimoli opportuni per acquisire le competenze linguistiche necessarie in età scolare. Le osservazioni compiute dagli studiosi, tuttavia, segnalano che spesso le attività proposte differiscono in base al sesso, “pilotando” così lo sviluppo delle competenze maschili e femminili in modo diverso.

Maschi più indietro

In particolare, attività come la lettura, il canto e la recitazione in rima, fondamentali per prendere coscienza del linguaggio, vengono considerate prettamente femminili e quindi riservate alle femminucce. Se i bimbi maschi partecipano meno ad attività di questo tipo, si hanno conseguenze nell’apprendimento della lettura. Che poi proseguono nelle epoche successive, tanto che i ragazzi della scuola secondaria risultano un anno indietro rispetto alle ragazze della stessa età e sono più portati ad abbandonare gli studi. Per garantire loro uguali opportunità di successo scolastico, i maschietti vanno quindi stimolati di più, facendo leva sui desideri, gli interessi e le inclinazioni di ciascuno. 

Se ci sono disturbi

Oltre a scoprire a che età i bambini imparano a parlare, gli studi di questo tipo servono a indagare anche sulle cause e i fattori di rischio che portano alla comparsa dei cosiddetti “disturbi specifici del linguaggio” o Dsl, cioè dislessia, disgrafia, specifici come dell’articolazione, dell’eloquio, del linguaggio espressivo. Interessano lo sviluppo del linguaggio sin dall’infanzia, sono caratterizzati dalla presenza di significativi ritardi o devianze nei diversi ambiti del linguaggio (fonologia, semantica, sintassi e pragmatica) e hanno un’evoluzione nel tempo. 

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

 Oggi i disturbi del linguaggio colpiscono circa il 10% dei bambini in età prescolare e il 5-6% di quelli in età scolare. Sono in tutto circa 570 mila bambini, senza contare quelli che non hanno mai ricevuto un diagnosi.

 

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