Il tuo bambino è svogliato? Forse ha un disturbo dell’apprendimento

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 24/11/2022 Aggiornato il 24/11/2022

È facile confondere un disturbo dell’apprendimento con la pigrizia e la svogliatezza del bambino. Ecco come fare

come scoprire se un bambino è svogliato o ha un disturbo dell'apprendimento

Sbagliare è semplice, nonché comune. Un bambino che fa fatica a imparare a leggere, ma che non ha problemi a giocare viene spesso etichettato come pigro e svogliato. In realtà nella maggior parte dei casi soffre di un disturbo dell’apprendimento. Un ragazzo dislessico, infatti, può leggere e scrivere, ma deve impiegare molte energie per farlo bene. È esattamente il contrario di un pigro e di uno svogliato.

Quali sono i disturbi dell’apprendimento del bambino?

Sono quattro: la dislessia, la disgrafia, la discalculia e la disortografia. Gli alunni che frequentano le scuole italiane a cui è stato diagnosticato un disturbo specifico dell’apprendimento  sono il 4,9% del totale, una percentuale che corrisponde a 3 milioni circa di persone. Il disturbo più diffuso è la dislessia con il 39,6% del totale, seguita dalla disortografia con il 21,5%, discalculia e di disgrafia, rispettivamente con il 20,3% e il 18,6% del totale. Gli alunni con dislessia rappresentano il 3,2% del numero complessivo degli alunni delle scuole primarie e secondarie, quelli con disgrafia l’1,5%, gli alunni con disortografia l’1,7% e gli alunni con discalculia l’1,6%. In Italia gli studenti universitari con dislessia sino 20mila.

Qual è il motivo delle difficoltà di apprendimento del bambino?

A oggi non è ancora stata identificata una causa precisa che le determini. Non bisogna considerarle, però, come malattie perché non sono provocate da danni organici né dipendono da deficit neurologici o intellettivi o da problemi psicologici o ambientali. Sono delle neuro-diversità, cioè delle diverse modalità di funzionamento delle reti neuronali coinvolte nei processi di lettura, scrittura e calcolo.

Che impatto hanno sulla scuola i DSA?

I disturbi specifici dell’apprendimento possono avere un impatto negativo sul percorso scolastico e lavorativo, se le difficoltà non vengono compensate attraverso strategie e strumenti adeguati al proprio stile di apprendimento. Grazie ai contributi della ricerca scientifica e all’applicazione di strategie didattiche inclusive, negli ultimi decenni sono stati fatti importanti progressi nella gestione dei Dsa. Però bisogna continuare nell’azione di divulgazione per consentire alle persone con queste neuro-diversità di far emergere a pieno il proprio potenziale.

Come si guarisce dai disturbi di apprendimento?

Non essendo malattie, i disturbi dell’apprendimento non si curano e non si risolvono ma nel tempo si possono brillantemente compensare le difficoltà. Le persone con dislessia hanno difficoltà a decodificare testi, quindi la lettura per loro è più lenta, meno corretta delle aspettative in base all’età o alla classe frequentata. Quelle con disortografia hanno difficoltà nella competenza ortografica e nella competenza fonografica (la capacità di far corrispondere correttamente i segni ai suoni o viceversa). Le persone con disgrafia hanno una difficoltà nell’abilità motoria della scrittura. Infine, i discalculici hanno una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri. I Dsa possono comparire insieme oltre che isolatamente, e possono accompagnarsi a un disturbo dell’attenzione.

 

 
 
 

In sintesi

Come riconoscere un bambino con difficoltà di apprendimento?

Anche se alcuni segnali di Dsa possono essere evidenti già a 5 anni, la diagnosi dei disturbi specifici dell’apprendimento si fa dopo la fine della seconda elementare.  Alla fine della prima elementare gli indicatori più frequenti sono: difficoltà nella lettura (lenta decifrazione delle singole lettere, incertezza nell’utilizzo delle sillabe, scarso controllo del significato delle parole); difficoltà nella scrittura (scarsa autonomia nella scrittura delle parole, sostituzioni o cancellazioni di lettere, difficoltà nell’atto della scrittura); difficoltà nell’uso dei numeri (errori nel conteggio da 0 a 20, errori nel passaggio dalla pronuncia alla scrittura dei numeri da 0 a 20, difficoltà nel calcolo a mente entro il 10).

Come aiutare un bambino con difficoltà di apprendimento?

Quando un genitore o un insegnante sospetta di trovarsi di fronte ad un bambino dislessico, qualunque sia l’età dell’alunno, è importante che venga fatta una valutazione diagnostica. La diagnosi spetta a specialisti esperti che usano specifici test (la Consensus Conference, il Panel di Aggiornamento e Revisione della Consensus Conference e l’Istituto Superiore di Sanità hanno stabilito un iter diagnostico condiviso).

 

Fonti / Bibliografia

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