Diabete: i campanelli d’allarme nei bambini

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 20/02/2019 Aggiornato il 22/02/2019

Il diabete di tipo 1 si manifesta prevalentemente nell'infanzia e adolescenza. Ecco che cosa osservare per scoprirlo al più presto

Diabete: i campanelli d’allarme nei bambini

Il diabete di tipo 1 è sempre più diffuso anche nei bambini.  Nel nostro Paese si calcolano circa duecentomila persone con diabete di tipo 1, la forma giovanile, molte delle quali hanno manifestato i primi sintomi da bambini. Il 10% dei pazienti, infatti, è under 18. In Italia ha un tasso di incidenza variabile: da 6-7 casi a 40 per 100mila bambini da 0 a 14 anni, a seconda delle regioni.

L’importanza della prevenzione

Per sensibilizzare genitori e pediatri sul diabete infantile e sulla chetoacidosi, la complicanza più diffusa della “malattia del sangue dolce” tra gli under 6, la Società italiana di endocrinologia e diabetologia pediatrica (Siedp) ha realizzato una campagna con distribuzione di materiale informativo, poster e locandine negli studi di 10mila pediatri e nelle scuole di tutta Italia. Franco Cerutti, presidente Siedp, ha spiegato come prevenire la patologia sia fondamentale per la salute dei piccoli. I primi sintomi che possono far capire ai genitori che il proprio bambino potrebbe avere il diabete sono sete e pipì eccessiva. Un terzo segnale importante è il dimagrimento.

Il pericolo della chetoacidosi diabetica

Il diabete, raccomandano gli esperti, va diagnosticato e trattato subito per evitare una rischiosa complicanza chiamata chetoacidosi diabetica (DKA), che nella fase più grave può portare a edema cerebrale con conseguenze neurologiche importanti, fino al decesso. Una ricerca del gruppo di studio Diabete della Siedp ha segnalato che, dei 14.493 bambini e adolescenti seguiti dai Centri di diabetologia pediatrica, 2.453 hanno presentato esordio di malattia nel biennio 2012- 2013. Tra questi, circa il 38,5% è stato ricoverato in chetoacidosi diabetica, il 10,3% con una forma grave.

Coinvolti 68 centri specializzati

La frequenza di chetoacidosi diabetica sale al 72% considerando i bimbi di età prescolare, tra i quali la forma grave interessa il 16,6%. Lo studio ha coinvolto 68 Centri di diabetologia pediatrica: 34 al Nord, 11 al Centro e 23 al Sud. La chetoacidosi diabetica è gravata da un tasso di mortalità dello 0,15-0,30%, ma quando compare l’edema cerebrale il rischio di decesso può aumentare significativamente. L’obiettivo della campagna è abbattere il più possibile questa emergenza clinica.

 

 

In breve

IMPORTANTE L’IMPEGNO DI TUTTI

L’impegno delle istituzioni scolastiche e sanitarie, associazioni di pazienti, dei medici e paramedici e delle associazioni scientifiche è fondamentale per prevenire il diabete mellito di tipo 1 e la chetoacidosi in età pediatrica.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Forte raffreddore e un episodio di febbre a inizio gravidanza: ci sono rischi?

12/12/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Nessuno studio finora si è rivelato conclusivo circa la relazione tra comparsa della febbre e malformazioni nel feto.   »

HPV ad alto rischio oncogeno: come avviene il contagio?

03/12/2019 Gli Specialisti Rispondono di Dott.ssa Elena Bozzola

La trasmissione del Papilloma virus responsabile del carcinoma della cervice avviene quasi esclusivamente per via sessuale.   »

Vaccinazione anti-rotavirus: la ricerca dice sì, senza alcun dubbio sì

27/11/2019 Gli Specialisti Rispondono di Professore Alberto Villani

Gli ultimi studi compiuti in modo serio e rigoroso sulla vaccinazione antirotavirus hanno evidenziato che si tratta di uno strumento più che sicuro (e prezioso) per la salvaguardia della salute dei piccolini.  »

Fai la tua domanda agli specialisti