“Dislessia 2.0”, piattaforma per lo screening digitale

Silvia Finazzi Pubblicato il Aggiornato il 28/11/2018

Riconoscere la dislessia non è sempre facile. Ma ora c’è uno strumento in più che facilita la diagnosi: un sito gratuito che offre diversi utili servizi

La dislessia è un disturbo sempre più diffuso e conosciuto. Tuttavia, non sempre è facile riconoscerla con tempestività: non di rado, prima di arrivare a una diagnosi, i bambini che ne soffrono vengono etichettati come pigri, svogliati, disattenti. Per questo, alcuni enti hanno deciso di collaborare fra di loro per creare “Dislessia 2.0”, la prima piattaforma in Italia per lo screening gratuito delle difficoltà di lettura.

È un disturbo dell’apprendimento

La dislessia fa parte dei Dsa, i Disturbi specifici dell’apprendimento. Si tratta di disturbo della lettura che si manifesta con una difficoltà nella decodifica del testo. La diagnosi di dislessia può essere posta solo dalla fine della seconda elementare in poi, ma già a quattro-cinque anni si possono notare segnali di allarme, come incertezza nell’utilizzo delle sillabe, decifrazione lenta delle singole lettere, problemi a denominare in modo rapido e corretto oggetti anche di uso comune.

Uno strumento realizzato da più partner

Per aiutare famiglie, docenti, ma anche studenti e pediatri, a riconoscere la dislessia, la Fondazione TIM in partnership con l’Associazione italiana dislessia, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, l’Istituto superiore di sanità e l’Istituto di scienze applicate & sistemi intelligenti del Consiglio nazionale delle ricerche (Crn) di Messina, ha messo a punto “Dislessia 2.0”, una piattaforma gratuita che fornisce tutta una serie di strumenti digitali innovativi per lo screening gratuito delle difficoltà di lettura. Validità ed effetti dello strumento sono stati valutati dal ministero della Salute e dal ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Aiuta a riconoscere eventuali difficoltà

Sulla pagina Dislessia on line, bambini dai sette anni, ma anche ragazzi e adulti hanno l’opportunità di eseguire prove di lettura per valutare la presenza di eventuali problematiche. Non solo: in caso di lievi difficoltà possono avviare un percorso di recupero che prevede anche una sessione finale di verifica. I profili che risultano maggiormente a rischio saranno indirizzati verso strutture competenti per ricevere una diagnosi più approfondita. Questo semplice screening on line permette alle famiglie di scoprire se effettivamente il bambino ha un problema di dislessia, riducendo il ricorso a specialisti del settore solo nei casi di effettivo bisogno.

Gli altri servizi utili

Collegata alla piattaforma “Dislessia 2.0” c’è anche la Smart@pp, attraverso cui i pediatri, in accordo con i logopedisti e i neuropsichiatri, possono effettuare uno screening ultra-precoce con domande puntuali secondo test standard validati per riconoscere i disturbi della comunicazione e del linguaggio nei primi tre anni di vita del bambino. Sul sito è presente anche la mappatura delle 5.000 scuole (dalla primaria fino alla secondaria di II grado) già certificate “Amiche della Dislessia”: in questo modo i genitori possono sapere quali sono gli istituti che dispongono di docenti formati per l’inclusione degli studenti con Dsa.

 

 

 
 
 

Da sapere!

Un semplice aumento della spaziatura tra le lettere può essere in grado di migliorare la lettura nelle persone con dislessia.

 

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