Dislessia: all’origine un deficit di elaborazione lessicale?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 19/11/2015 Aggiornato il 19/11/2015

La dislessia potrebbe dipende da difficoltà nell’elaborazione delle parole irregolari o contenenti le doppie

Dislessia: all’origine un deficit di elaborazione lessicale?

Ancora oggi si associa a sentimenti di imbarazzo e vergogna. Eppure, ormai è stato dimostrato senza più alcuna ombra di dubbio che la dislessia è un vero e proprio disturbo, che nulla ha a che fare con la svogliatezza o scarsa capacità di applicazione del bambino. La conferma arriva da un recente studio secondo cui alla base di tutto ci sarebbe un deficit di elaborazione lessicale.

Di che cosa si tratta

La dislessia, che appartiene ai disturbi dell’apprendimento, consiste in una difficoltà di lettura. In pratica, il bambino dislessico non riesce a distinguere e a mettere nell’ordine esatto le sillabe o le lettere che compongono una parola. Di conseguenza, si stanca rapidamente, commette errori, prova sempre maggiore ansia e senso di inadeguatezza, rimane indietro, fatica a imparare. Secondo alcuni, alla base di tutto ci sono piccole alterazioni dell’apparato neurobiologico, che rendono difficile imparare a leggere e scrivere nei tempi medi. Stando a questa teoria i bambini dislessici avrebbero un problema di percezione che rende difficoltosa l’organizzazione spazio- temporale di eventi, concetti e anche sequenze di lettere o numeri. Altri studi, invece, suggeriscono che i bambini dislessici sono molto sensibili e soffrono di ansia di prestazione, a tal punto da non riuscire a utilizzare in modo ottimale le loro capacità. 

Uno studio italiano ad hoc

Lo studio che suggerisce una nuova ipotesi sull’origine della dislessia è stato condotto da un team di ricercatori italiani, dell’Irccs Medea e del Servizio di Neurochirurgia di Udine, in collaborazione con il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Milano-Bicocca, e pubblicato sulla rivista Cortex. Gli autori hanno cercato di esaminare validità ed efficacia del cosiddetto “modello di lettura e scrittura a due vie”. Secondo questo modello, bambini e adulti possono leggere e scrivere utilizzando due vie alternative elaborate da parti diverse del cervello: la via lessicale (o ventrale), che consente di capire direttamente il significato delle parole, e la via fonologica (o dorsale), che permette di convertire i grafemi (unità grafiche elementari) in fonemi (la più piccola unità linguistica) o viceversa. Per testare questo modello, gli studiosi hanno effettuato diversi esami, fra cui una risonanza magnetica cerebrale, su un gruppo di persone sane e su un paziente con una lesione localizzata nel lobo temporale che aveva grandi difficoltà a leggere e scrivere, specialmente le parole irregolari e le doppie.

Più informazioni sul linguaggio scritto

Dall’analisi dei risultati è emerso che il paziente presentava una dissociazione tra la via lessicale e la via fonologica. In particolare, aveva una via di elaborazione lessicale danneggiata e una minor attivazione della via lessico-semantica ventrale rispetto ai soggetti di controllo, mentre la via di elaborazione fonologica era tutto sommato preservata. Gli esperti hanno concluso la dislessia potrebbe dipendere da difficoltà nell’elaborazione delle parole irregolari o contenenti le doppie. “I nostri risultati enfatizzano l’importanza del fascicolo fronto-occipitale inferiore in lettura e scrittura e offrono una comprensione migliore dei substrati neurologici e funzionali coinvolti nel linguaggio scritto e, in particolare, nell’elaborazione di suoni e lettere che contengono le doppie” hanno commentato.

 

 
 
 

In breve

È POSSIBILE AIUTARE I BAMBINI

 I bambini che soffrono di dislessia possono essere aiutati in diversi modi: per esempio, con tecniche di riabilitazione e di compenso oppure con alcuni semplici provvedimenti didattici, come la concessione di tempi più lunghi per lo svolgimento di compiti e l’uso della calcolatrice o del computer. 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

La mia gravidanza si è interrotta subito: quando riprovarci?

16/09/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Si può cercare un bimbo immediatamente dopo un aborto spontaneo, avvenuto nelle primissime settimane di gravidanza.   »

Sono incinta: posso continuare ad allattare?

14/09/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se lo si desidera, non c'è ragione di smettere di allattare quando inizia una nuova gravidanza.   »

Dolicocefalia in bimbo di tre mesi: quali conseguenze?

14/09/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Carlo Efisio Marras

Questo tipo di malformazione cranica comporta un problema quasi esclusivamente di natura estetica.   »

Fai la tua domanda agli specialisti