Dislessia nei bambini: un aiuto dai videogiochi d’azione

Miriam Cesta
A cura di Miriam Cesta
Pubblicato il 01/02/2019 Aggiornato il 01/02/2019

Nei bimbi con dislessia l'attenzione visiva e la velocità di lettura possono essere migliorate simultaneamente grazie ai videogame. Ecco perché

Dislessia nei bambini: un aiuto dai videogiochi d’azione

I videogiochi d’azione possono migliorare la dislessia nei bambini e incrementare la loro capacità e velocità di lettura, oltre che migliorare la memoria a breve termine, incidendo positivamente sull’efficienza dell’elaborazione visiva e uditiva dei piccoli con questo disturbo.

Non sempre negativi

A provare che i videogiochi – spesso sul banco degli imputati perché accusati di favorire, soprattutto nei più giovani, comportamenti violenti – se utilizzati nel modo giusto possono essere d’aiuto è uno studio condotto da Sandro Franceschini e Sara Bertoni del Laboratorio di Neuroscienze Cognitive e dello Sviluppo del Dipartimento di Psicologia Generale dell’Università di Padova e pubblicato sulla rivista medica Neuropsychologia.

Risultati in tempi brevi

La ricerca è stata effettuata su un campione di 18 bambini di 9 anni. I ricercatori hanno rilevato che la dislessia nei bambini migliorava dopo due sole settimane di utilizzo di videogiochi d’azione. Gli studiosi si sono concentrati in particolare sulla stimolazione visuo-attentiva e hanno dimostrato che nei bimbi dislessici l’attenzione visiva e la velocità di lettura possono essere migliorate simultaneamente utilizzando videogiochi d’azione, che possono inoltre comportare un potenziamento dell’elaborazione multisensoriale dovuta a un incremento della memoria a breve termine.

Un disturbo dell’apprendimento

La dislessia fa parte dei disturbi specifici dell’apprendimento (insieme di disturbi che comprende anche la disortografia, la disgrafia e la discalculia) e si caratterizza per la difficoltà nell’effettuare una lettura accurata e fluente in termini di velocità e correttezza che può avere ripercussioni sulla comprensione del testo scritto. Interessa circa un bambino su 10. Per effettuare una diagnosi solitamente è bene aspettare la fine della seconda elementare; se si hanno dei sospetti, però, non è da escludere la possibilità di una valutazione specialistica anche prima, soprattutto se in famiglia ci sono persone cui sono stati diagnosticati disturbi specifici dell’apprendimento.

 

Da sapere!

In presenza di segnali di dislessia è bene consultare una struttura sanitaria specializzata nei disturbi del neurosviluppo e richiedere una valutazione specialistica  mediante specifici test. Ci si può rivolgere ai centri per l’età evolutiva dell’Asl o a centri privati accreditati dal Servizio sanitario nazionale.

 

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana
Prevenire tosse e raffreddore si può?
21/10/2019 Gli Specialisti Rispondono

Nei primi anni di vita le infezioni respiratorie, come tosse e raffreddore, sono lo scotto da pagare alla socializzazione.   »

Vaccino antivaricella: va fatto agli altri bimbi se c’è in casa un piccolissimo
14/10/2019 Gli Specialisti Rispondono

I bambini che frequentano l'asilo dovrebbero essere vaccinati (anche) contro la varicella, per scongiurare il rischio di ammalarsi e contagiare un fratellino nato da poco.   »

Fattore Rh negativo: l’immunoprofilassi anti-D va fatta in gravidanza?
11/10/2019 Gli Specialisti Rispondono

E' più che opportuno che le donne con fattore Rh negativo che aspettano un bambino eseguano l'immunoprofilassi specifica già durante la gravidanza. L'iniezione (intramuscolare) dovrebbe essere effettuata da personale sanitario.  »

Fai la tua domanda agli specialisti