Febbre o mal di gola: lo mando a scuola oppure no?

È il dubbio di tante mamme quando il bambino ha la febbre o il mal di gola, così frequenti in questa stagione. Come fare a decidere per il meglio?

Febbre o mal di gola, mal di pancia o dissenteria. In inverno  questi disturbi sono frequenti, soprattutto tra i più piccoli, e spesso è difficile capire quando sono davvero seri e se il bambino deve restare a casa o se può comunque andare a scuola o all’asilo. Un dilemma per i genitori, che spesso non sanno che pesci prendere.

Il sondaggio americano

Un sondaggio nazionale effettuato dall’Università del Michigan ha indagato l’atteggiamento di mamma e papà quando si tratta di scegliere se tenere in casa i bambini in caso di febbre o mal di gola. È emerso che il 75% dei genitori coinvolti ha tenuto a casa il figlio malato almeno una volta nel corso dell’anno. Un genitore su cinque ha scelto di mandare comunque i figli a scuola anche con la dissenteria, mentre il 58% ha preferito lasciarli a casa in caso di vomito. Il 49% li manda a scuola in caso di leggera febbre cui non si associano altri sintomi, naso che cola, tosse (12%) e occhi arrossati che lacrimano (16%). La maggior parte dei genitori (80 %), comunque, non è propenso a mandare a scuola il bambino con la diarrea.

Le paure dei genitori

Tra  i fattori che pesano di più sulla decisione se tenere i bimbi a casa o mandarli a scuola sono  il timore che col passare delle ore i sintomi possano peggiorare (60%), che il proprio figlio contagi i compagni di classe (47%) e la paura di fargli perdere troppe lezioni (37%).

Il parere dei pediatri

La presenza o meno di febbre è decisiva per molti genitori: se la temperatura è normale, anche in presenza di naso che cola, tosse secca occhi arrossati, in genere il bambino viene mandato a scuola. In realtà, secondo i pediatri, la febbre è un segnale che non andrebbe valutato in modo isolato. In caso il bambino abbia una temperatura inferiore a 37 gradi, ma tosse e naso che cola, inappetenza, mal di testa, andrebbe comunque tenuto a casa. Vomito e diarrea, invece, possono essere causati da un virus, ma anche da un’intossicazione alimentare. Se i disturbi sono accompagnati da dolore o febbre o se il bambino è troppo piccolo per gestirli, per esempio andare in bagno da solo e lavarsi poi bene le mani, è meglio lasciarlo a casa.

 

 

 

 
 
 

In breve

UN PROBLEMA ANCHE CON CHI LASCIARLO

Il 18% dei genitori intervistati  ha dichiarato che anche la difficoltà di trovare qualcuno che stia a casa con il bambino rappresenta un discrimine importante nella scelta tra casa o scuola, mentre per l’11%  è fondamentale non perdere giornate di lavoro.

 

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