Iperattività: colpa anche dell’abuso di energy drink?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 23/04/2015 Aggiornato il 23/04/2015

I bambini in età scolare che consumano molti energy drink avrebbero il 66% di probabilità in più di sviluppare il disturbo da iperattività

Iperattività: colpa anche dell’abuso di energy drink?

Anche se consapevoli del fatto che forse non rappresentano le bevande ideali per un bambino, molti ritengono che tutto sommato gli energy drink siano abbastanza innocui. Invece, possono mettere in serio pericolo la salute dei minori, specialmente se consumati in grandi quantità. L’ennesima conferma arriva da uno studio condotto da un team di ricercatori statunitensi, secondo cui queste bibite possono aumentare le probabilità di soffrire della sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd).

Studiati oltre 1.500 bambini

La ricerca, che è stata realizzata della Yale School of Public Health e pubblicata sulla rivista scientifica Academic Pediatrics, ha coinvolto oltre 1.600 bambini in età scolare. Tutti sono stati invitati, anche con l’aiuto dei genitori, a compilare dei questionari sulle loro abitudini alimentari, in particolare sull’uso o meno di energy drink. Inoltre, sono stati sottoposti a una serie di test e di indagini diagnostiche. Lo scopo era capire se fra il consumo delle cosiddette “bibite energetiche” e disturbi come la sindrome da deficit di attenzione e iperattività (Adhd) ci fosse una qualche relazione.

Più disturbi psicofisici

L’analisi dei risultati ha convalidato le ipotesi degli scienziati. Infatti, ha rivelato che i ragazzi che hanno l’abitudine di bere molti energy drink tendono a soffrire maggiormente di disturbi rispetto ai coetanei che non usano queste bibite. In particolare, si è visto che nello studio, i consumatori abituali di tali bevande presentavano il 66% di rischio in più di sviluppare la sindrome da iperattività o comunque di sintomi paragonabili all’Adhd.

Attenzione anche alle bevande zuccherate

Per quali ragioni? Secondo gli autori, è probabile che il contenuto di sostanze eccitanti, come taurina, caffeina e guaranà, risulti dannoso per l’organismo in via di formazione dei bambini. Anche l’elevato apporto di zuccheri ha riflessi negativi sulla salute dei minori. Non solo rende i consumatori più vulnerabili al sovrappeso e all’obesità, ma potrebbe correlarsi anche all’Adhd.

Le raccomandazioni degli esperti

Ecco perché, oltre agli energy drink, bisogna temere anche le bevande dolci. Del resto, se il fabbisogno di zucchero in età scolare è di circa 30 grammi al giorno, alcune bevande ne contengono anche fino a 40 grammi in una lattina. “I risultati ottenuti sono in linea con le raccomandazioni dell’American Academy of Pediatrics: i genitori dovrebbero limitare il consumo di bevande zuccherate e in particolare evitare il consumo di bevande energetiche” hanno concluso gli esperti.

 

 

  

In breve

NON VA CONFUSA CON LA VIVACITA’

L’iperattività non va confusa con la svogliatezza, la scarsa attenzione e soprattutto la vivacità. La vivacità, infatti, è una caratteristica normale nei bambini. Anzi, è un segno positivo. L’Adhd, invece, un vero e proprio disturbo, che influenza la qualità di vita del piccolo.

 

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