Come si fa a correggere i piedi piatti del bambino?

Chiara Di Paola A cura di Chiara Di Paola Pubblicato il 28/11/2022 Aggiornato il 28/11/2022

Non si tratta di una condizione necessariamente patologica, ma se provoca dolore e instabilità e compromette la mobilità del bambino, è fondamentale intervenire correttamente. Ecco tutti gli interventi consigliati per i piedi piatti del bambino

bambina con piedi piatti massaggiati dalla mamma

Il piede è una parte anatomica complessa, che consente di camminare, comportandosi  alternativamente come una molla e una leva. Una delle sue più frequenti deformità sono i piedi piatti (sindrome pronatoria o PTT disease), che riguarda l’arco longitudinale e trasversale (determinando un’impronta plantare aumentata sul terreno) ma coinvolge anche le  articolazioni dell’avampiede e della caviglia.
i piedi piatti non sono necessariamente una patologia, ma può diventare tale quando i meccanismi di compenso vengono a mancare, determinando sintomi (come sofferenza del malleolo tibiale, valgismo del calcagno, alluce valgo e dita a griffe, cioè ad artiglio) che causano dolore e instabilità, compromettendo la mobilità e la qualità della vita del bambino.

A cosa sono dovuti i piedi piatti nei bambini?

Tutti i bambini alla nascita hanno i piedi piatti: si tratta di un “vantaggio evolutivo” che serve a fornire una base di appoggio più ampia nella fase in cui si impara a camminare, e che regredisce naturalmente tra gli 8 e i 12 anni, quando i piedi cominciano ad assumere una forma simile a quella dell’adulto. Perciò, in assenza di deformità dei piedi evidenti alla nascita, deficit neurologici o patologie specifiche che rendano necessario una valutazione precoce, l’età corretta per una prima analisi ortopedica dei piedi del bambino è tra i 6 e gli 8 anni.

Che problemi possono dare i piedi piatti?

Anche quando assume un profilo patologico, il piede piatto nel bambino resta spesso asintomatico e viene scoperto solo se il piccolo viene visitato da un ortopedico per patologie concomitanti diverse. In alcuni casi può capitare che il bambino lamenti affaticamento o crampi, che zoppichi o, più raramente, che senta dolore all’interno dell’arco del piede. Sono segnali che, seppure non direttamente correlabili al piede piatto, possono rappresentare dei campanelli d’allarme di una condizione che può evolvere in altre deformità come il cosiddetto “alluce valgo giovanile”.

Come capire se i bambino ha i piedi piatti?

Verso i 6-8 anni d’età, la valutazione dei piedi del bambino da parte dell’ortopedico avviene innanzitutto a partire dai racconti del bambino stesso, dalle testimonianze dei genitori, dall’ispezione dell’usura delle scarpe e dall’osservazione del modo di camminare. In presenza di una diagnosi di sindrome pronatoria, lo specialista valuterà se eseguire una radiografia dei piedi in carico, cioè quando il bimbo è in piedi, per studiare l’evoluzione della deformità.

Come si risolve il problema dei piedi piatti?

Cure soft
La terapia più efficace per un bambino con i piedi piatti è rappresentata da un’alimentazione equilibrata e dalla pratica di uno sport che gli consenta uno sviluppo armonico. È, infatti, scientificamente dimostrato che i plantari correttivi, un tempo ampiamente utilizzati, possono compensare una deformità, ma non correggerla. Fondamentale è invece arrivare a una diagnosi di piede piatto patologico entro gli 8-9 anni di vita, per non precludere la possibilità terapeutiche offerte dalla chirurgia mini-invasiva, attuabile solo nella fase di crescita del bambino.
L’intervento chirurgico
Il trattamento chirurgico di prima scelta per il piede piatto patologico in età pediatrica (fino al massimo ai 15 anni circa) è rappresentato dalla tecnica del calcaneo-stop tradizionale e da una sua più recente rivisitazione, l’endortesi senotarsica. L’endortesi è una protesina con un diametro che può variare dagli 8 ai 10 millimetri, che viene posizionata tra calcagno e astragalo, capace di indurre stimoli propriocettivi che guidano la crescita a del piede, ottenendo una correzione progressiva della deformità. Si tratta di un intervento poco invasivo, che dura solo una decina di minuti e con un ricovero di una sola notte. Nei bambini può richiedere un’anestesia periferica, in associazione o meno, a una sedazione. In genere è consigliato l’intervento bilaterale per fare un’unica anestesia e ottenere una correzione efficace su entrambi gli arti. Le protesi oggi più utilizzate sono in titanio (materiale inerte, che non provoca reazioni) e a differenza che in passato, non vengono più rimosse nel 90% dei casi. Già dopo 3 giorni dall’intervento i bambini riescono a camminare, pur indossando stivaletti di gesso, e possono tornare a scuola, evitando così prolungate assenze. Dopo 15 giorni i due gessi vengono rimossi e per i piccoli è possibile ricominciare a praticare sport in acqua. Bisognerà invece attendere 45 giorni per riprendere a correre e 4-6 mesi per praticare gli sport che comportano un minimo di rischio traumatico. Nei rari casi in cui il piccolo paziente avverta fastidio (per esempio durante le attività sportive) è possibile rimuovere le protesi dopo un anno dall’impianto senza che questo comprometta la correzione ottenuta.

 

 
 
 

In sintesi

Come migliorare i piedi piatti nei bambini?

Prima di arrivare alla correzione chirurgica, si possono tentare altre strade meno invasive, per esempio facendo praticare gli sport adatti (i più indicati sono danza, calcio, basket, nuoto e in particolare le arti marziali che si praticano a piedi nudi) e o ricorrendo a scarpe particolari e al plantare.

 

Fonti / Bibliografia

  • Piede piatto: i problemi nascono quando c’è dolore e instabilità - Humanitas Medical CareTra le problematiche che colpiscono il piede, una delle più comuni è la sindrome pronatoria, che nel linguaggio comune viene chiamata “piede piatto”. Si tratta di una patologia multifattoriale, causata cioè da alterazioni congenite – presenti dalla nascita – e da fattori ambientali. La patologia si presenta con alterazioni ossee, articolari e tendinee, e si […]
  • Alluce valgo: deformità del piede, cosa fare - ISSaluteL'alluce valgo è una malattia del piede, nota come “cipolla”, dovuta a una progressiva deformità dell'articolazione tra primo metatarso e falange prossimale del primo dito del piede. A volte è solo un difetto estetico, nelle forme più gravi può rendere difficile camminare. Quando consultare lo specialista
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