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I piedi piatti nei bambini sono una condizione ortopedica abbastanza comune nei primi anni di vita, che di solito si risolve spontaneamente entro l’inizio della scuola primaria. Si parla di piedi piatti quando l’arco plantare, invece di risultare leggermente concavo, continua a essere del tutto appiattito, o quasi, anche negli anni della crescita.
Questo comporta problemi alla deambulazione e dolore sia ai piedi sia agli arti inferiori. È importante osservare i segnali che potrebbero far pensare a una condizione di piedi piatti nel proprio bambino, parlandone con il pediatra durante le visite periodiche e prenotando eventualmente una visita presso un ortopedico pediatrico.
I segnali da osservare
Notare che il bambino ha i piedi piatti nei primi anni di vita è assolutamente normale. Questo si verifica perché i piccoli hanno la pianta del piede ricca di tessuto adiposo e, fino ai 15 mesi circa, il bimbo non cammina ancora in modo autonomo. Anzi, tutti i bambini alla nascita hanno i piedi piatti, perché si tratta di una sorta di “vantaggio evolutivo” che fornisce una base di appoggio più ampia nella fase in cui si impara a camminare.
Dai 6 anni in su e, in modo particolare, tra gli 8 e i 12 anni, lo sviluppo osteo-muscolare porta la pianta del piede ad assumere una conformazione leggermente concava, simile a quella dell’adulto, che consente di camminare, comportandosi alternativamente come una molla e una leva per sollevare la gamba e compiere i passi.
Quando questa evoluzione naturale non si verifica, i genitori possono osservare alcune caratteristiche della camminata del bambino, che può anche lamentare dolore ai piedi e agli arti inferiori. I segnali da tenere d’occhio sono:
- aspetto “piatto” completo o totale della pianta di entrambi i piedi o di uno solo, un po’ come quello dei piccoli fino ai due-tre anni, anche se il bambino è ormai più grande
- camminata anomala, con le punte dei piedi rivolte verso l’esterno
- difficoltà nella deambulazione e nella corsa, con tendenza a inciampare
- dolore e affaticamento a piedi, caviglie, polpacci, che il bambino lamenta dopo una camminata o una corsa
- forma dell’arco plantare poco definita a un piede oppure a entrambi
- tendenza del tallone a inclinarsi verso l’interno in posizione eretta, quando il peso del corpo grava sul piede (si parla di tallone valgo).
- irrigidimento del piede quando il bambino cerca di sollevarsi sulle punte.
In questo caso è importante segnalare il problema al pediatra, che valuta la situazione.
Visita specialistica: quando consultare l’ortopedico o il podologo
Il pediatra può già effettuare un controllo nell’ambulatorio durante una delle visite di routine del bambino. Se ritiene che ci sia un problema di piede piatto, può indicare un approfondimento da un ortopedico pediatrico, oppure da un podologo verso i 6-8 anni d’età, quando l’organismo è soggetto a una rapida crescita e i piedi dovrebbero già avere assunto una conformazione simile a quella degli adulti.
La diagnosi di piedi piatti
La diagnosi di piedi piatti nei bambini è clinica, ossia è sufficiente l’esame dello specialista mentre in bambino è in posizione eretta: si notano infatti la pronazione (ossia la tendenza all’appoggio verso l’interno) e il valgismo calcaneare (che consiste in un’inclinazione del tallone verso l’interno).
Il medico inoltre valuta le caratteristiche dell’appoggio e la flessibilità del piede piatto attraverso alcuni test. Questi servono a capire se il piede piatto è flessibile oppure rigido. Nel primo caso, esercizi specifici possono risolvere il problema. Nel caso di piede rigido, è necessario ricorrere all’intervento chirurgico.
I test specifici
Ecco i test che si eseguono.
- L’osservazione del piede “in scarico” consiste nel valutare la conformazione della pianta del piede senza appoggiare il peso del corpo, per esempio facendo sedere il bambino e chiedendogli di lasciare le gambe penzoloni. Se la volta del piede, ossia l’arco naturale, rimane piatta anche in scarico il piede è rigido.
- Il Tip toe test, ossia la valutazione in punta di piedi, si effettua chiedendo al bambino si sollevarsi sulle punte dei piedi dopo la posizione di carico eretta. Se l’arco plantare prima assente si nota quando il piccolo si alza sulle punte, il piede è flessibile.
- Il Jack test prevede che il bambino si metta in piedi rilassato. Il medico solleva e flette l’alluce sotto carico. Se l’arco plantare ricompare, il piede piatto è flessibile.
- Il podoscopio, uno strumento simile a una pedana, mostra attraverso una sorta di specchio illuminato il modo in cui il bambino appoggia i piedi.
Il ruolo del podologo
Anche il podologo è una figura professionale importante in caso si sospetti il piede piatto in un bambino, soprattutto nei casi meno seri, quando non compare dolore ma solo difetti della deambulazione.
Spesso collabora con l’ortopedico per creare plantari specifici, se necessari, e può lui stesso individuare difetti nella volta plantare e problemi nella deambulazione. È bene ricordare che i plantari, un tempo ampiamente utilizzati, oggi tendono a essere suggeriti solo per compensare, ma non correggere, un problema come i piedi piatti nei bambini.
Quali scarpe scegliere per accompagnare la crescita naturale del piede
Anche le calzature ortopediche, un tempo, erano suggerite spesso per correggere i difetti di conformazione del piede.
Oggi, le opinioni sono molto diverse: per permettere uno sviluppo naturale del piede, il bambino dovrebbe stare il più possibile scalzo, a piedi nudi in estate e con calze antiscivolo quando fa freddo. Dovrebbe poter camminare su sabbia, erba e altre superfici che favoriscano lo sviluppo neuromuscolare attraverso il movimento.
Sono anche importanti lo stile di vita attivo, lo sport e l’alimentazione varia e corretta che favoriscono la crescita armoniosa di ossa, muscoli e articolazioni.
Le calzature dovrebbero essere di buona qualità, in tessuto traspirante e base ampia per permettere alle dita di muoversi liberamente. La suola dovrebbe essere sottile ed elastica per favorire i movimenti corretti che si ripercuotono anche sul benessere plantare.
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Esercizi e giochi utili per stimolare l’arco plantare a casa
Su indicazione dell’ortopedico o del podologo, è possibile favorire una corretta conformazione dell’arco plantare con alcuni esercizi semplici, da fare a casa anche in modo giocoso.
I genitori e i fratelli possono eseguirli insieme con il bambino, per un maggiore coinvolgimento. Questi esercizi andrebbero effettuati almeno a giorni alterni, anche non tutti e soprattutto devono essere vissuti dal bambino in modo piacevole, non come un impegno faticoso.
- Seduti su un tappetino, gambe tese, piedi a martello, ci si piega in avanti e si afferrano le dita dei piedi tirandole delicatamente verso di sé, avvertendo una leggera tensione a livello di polpacci e arco plantare. Si resta in questa posizione per una decina di secondi.
- Nella stessa posizione, si effettua il movimento opposto, cercando di piegare le dita verso la parte inferiore e in avanti, restando per cinque secondi in questa posizione.
- In piedi, appoggiati al muro, bisogna portare leggermente avanti una gamba con il piede appoggiato al pavimento, alzando a un certo punto solo la parte anteriore del piede senza staccare il tallone da terra. Si resta in questa posizione per dieci secondi, quindi si ripete con l’altra gamba.
Si possono utilizzare anche semplici attrezzi trovati in casa, per esercizi più giocosi e coinvolgenti per i più piccoli.
- Con l’asciugamano: in piedi, si appoggia sul pavimento un telo e si cerca di afferrarlo, stropicciarlo e sollevarlo con le dita dei piedi, prima col sinistro e poi col destro.
- Con il pennarello: si sceglie un pennarello del colore preferito, lo si appoggia sul pavimento e si prova a prenderlo e a sollevarlo prima con un piede, quindi con l’altro. Si può fare anche in gruppo, in una sorta di gara.
- Con la pallina da tennis: in piedi, si appoggia una pallina da tennis (oppure in gomma o altro materiale) sotto la volta plantare e si preme delicatamente immaginando di disegnare dei cerchi sul pavimento.
Quando serve la chirurgia
In caso di piede piatto rigido, gli interventi correttivi sono spesso di tipo chirurgico.
In età pediatrica (fino al massimo ai 15 anni circa) si utilizza la tecnica del calcaneo-stop tradizionale oppure una sua più recente rivisitazione, l’endortesi senotarsica.
Tra calcagno e astragalo si inserisce una piccola protesi, capace di indurre stimoli propriocettivi che guidano la crescita del piede, ottenendo una correzione progressiva della deformità.
Si tratta di un intervento poco invasivo, che dura solo una decina di minuti, con un ricovero di una sola notte. Nei bambini può richiedere un’anestesia periferica, in associazione o meno a una sedazione. In genere è consigliato l’intervento bilaterale con un’unica anestesia per ottenere una correzione efficace su entrambi gli arti.
Le protesi oggi più utilizzate sono in titanio (materiale inerte, che non provoca reazioni) e, a differenza che in passato, non vengono più rimosse nel 90% dei casi.
Dopo l’intervento
Già dopo 3 giorni dall’intervento i bambini riescono a camminare, pur indossando tutori rigidi, e possono tornare a scuola, evitando così prolungate assenze. Dopo 15 giorni i due gessi vengono rimossi e per i piccoli è possibile ricominciare a praticare sport in acqua.
Bisognerà invece attendere 45 giorni per riprendere a correre e 4-6 mesi per praticare gli sport che comportano un minimo di rischio traumatico. Nei rari casi in cui il piccolo avverta fastidio (per esempio durante le attività sportive) è possibile rimuovere le protesi dopo un anno dall’impianto senza che questo comprometta la correzione ottenuta.
In breve
I piedi piatti sono normali nei bambini piccoli, ma verso i sei anni dovrebbe comparire l’arco plantare. Se non succede, l’ortopedico pediatrico può effettuare alcune verifiche e suggerire la cura, che solitamente consiste in esercizi da eseguire anche a casa.
Fonti / Bibliografia
- Piede piatto idiopatico del bambino - Ospedale Pediatrico Bambino GesùProblema comune nel bambino, può risolversi in alcuni casi con plantari e ginnastica correttiva ma in altri è indispensabile l'intervento chirurgico
