Primogeniti: miopi perché più studiosi

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 01/12/2015 Aggiornato il 01/12/2015

Primogeniti sotto pressione con lo studio per le alte aspettative dei genitori. Tra loro, però, anche maggiori casi di miopia

Primogeniti: miopi perché più studiosi

I primogeniti sono i figli che, solitamente, raccolgono tutte le aspettative e le speranze dei genitori riguardo a studio e comportamento. In generale, sembrerebbe che i primogeniti siano più intelligenti, ma soprattutto coscienziosi e, dunque, maggiormente dediti allo studio. Tutto ciò porterebbe, però, a un incremento dei casi di miopia. In numeri, i primogeniti hanno il 10% di possibilità in più di essere miopi.

10% di rischio in più

Una recente ricerca, pubblicata su Jama Ophtalmology, ha indagato su 500 mila adulti.  Questo campione è stato monitorato per varie patologie, dal tumore all’artrite. Tra chi soffriva di disturbi oculari, tra cui i miopi e presbiti, la maggior parte erano primogeniti. Ma non solo i primogeniti hanno il 10% di probabilità in più di soffrire di miopia rispetto ai fratelli minori, c’è anche un 20% in più di rischio che questo difetto sia grave.  E che la miopia risulti invalidante al punto da ricorrere a un intervento chirurgico per diminuirla.

Troppo studio

Pare, poi, che il maggior responsabile di questi livelli di miopia tra primogeniti, sia proprio lo studio.  I primogeniti tendono, infatti, a completare meglio e prima il corso di studi scelto, leggono e scrivono di più, chini su libri e quaderni rispetto ai fratelli più piccoli, più dediti ad attività di socializzazione e sportive. Tutto questo senso di responsabilità (e di colpa)  è strettamente correlato alle aspettative più elevate dei genitori, che si attendono voti migliori e un roseo futuro lavorativo soprattutto dai primogeniti. Anche se non verbalizzato, questo carico emotivo incide sulla salute psicofisica dei primi figli.

 

 

 
 
 

da sapere!

Per arginare questa tendenza alla miopia tra i primogeniti, è sufficiente che si alternino le ore trascorse sui libri ai momenti all’aria aperta.

 

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