Quando il mal di testa nei bambini deve preoccupare?

Paola Risi A cura di Paola Risi Pubblicato il 14/03/2022 Aggiornato il 14/03/2022

Si è spesso portati a pensare che il mal di testa sia un disturbo tipico degli adulti. In realtà, può colpire anche i più più piccoli. Ecco quando il mal di testa nei bambini deve preoccupare e cosa fare

Quando il mal di testa nei bambini deve preoccupare?

In base ai risultati di recenti statistiche risulta che circa il 30 per cento dei bambini soffre di mal di testa specie in età scolare (tra i 6 e i 10 anni): anche prima di questa età, però, il disturbo sembra essere piuttosto frequente, ma è più difficile da diagnosticare, mentre tende a diminuire dopo la pubertà (14%). In ogni caso è importante informare sempre il pediatra, affinché possa indagare sulle diverse possibili cause e intervenire con il trattamento più adeguato. Ecco quando il mal di testa nei bambini deve preoccupare?

Quali sono le cause del mal di testa?

La principale distinzione da effettuare è quella tra cefalee primarie e secondarie: le prime sembrano dipendere per lo più da una predisposizione genetica e rappresentano la maggior parte dei mal di testa che si evidenziano in età pediatrica, mentre le seconde costituiscono il sintomo di un altro disturbo che va individuato e curato.

Le cefalee primarie sono malattie specifiche scatenate da cause spesso non identificabili, sebbene sembrino favorite da una predisposizione genetica e possano connettersi a fattori ambientali e ormonali. A loro volta si distinguono in:

emicrania: costituisce la più diffusa cefalea primaria fino all’adolescenza ed è tipicamente caratterizzata da un’elevata familiarità. Si accompagna molto spesso a fotofobia (fastidio per la luce), fonofobia (insofferenza nei confronti dei rumori), osmofobia (fastidio per gli odori) e, in diversi casi, a nausea, vomito e pallore. Il dolore è comunemente bilaterale nei bambini piccoli, monolaterale (ossia, tende a colpire solo un lato della testa) negli adolescenti, ma anche frontale e diffuso. Per lo più di tipo pulsante, tende a peggiorare con il movimento: in genere il bambino che ne soffre risulta stanco e affaticato ed è spinto a interrompere le attività o i giochi in cui è coinvolto. Se non trattato, il disturbo può durare dalle 2 alle 72 ore, ma nel bambino gli episodi risultano generalmente più brevi. Se il disturbo si presenta “con aura”, un’eventualità più rara in questa fascia d’età, è preceduto da sintomi quali disturbi della vista, alterazione della sensibilità (formicolii, punture di spillo), alterazione del linguaggio (fatica ad articolare le parole). L’aura dura mediamente 1 ora e, proprio quando termina, di solito ha inizio l’attacco di mal di testa.

– cefalea tensiva: è più frequente nell’età adolescenziale ed è accompagnata da un dolore di intensità medio-lieve, bilaterale e costrittivo (ovvero simile a una morsa che stringe, il cosiddetto “cerchio alla testa”) che tende a irradiarsi verso il collo e le spalle. Solo raramente si accompagna a nausea, vomito e foto- fono- e osmofobia e di solito non costringe chi ne soffre a interrompere l’attività che sta svolgendo. Gli episodi possono durare dai 30 minuti ai 7 giorni.

– cefalea a grappolo: si tratta di una forma di mal di testa molto rara nei bambini, che si manifesta con episodi di dolore molto intenso, della durata indicativamente compresa tra 15 e 180 minuti. Colpisce un solo lato della testa, per lo più nell’area intorno all’occhio e alla tempia. Più episodi di questo tipo di cefalea possono ripetersi nell’arco di un breve periodo.

Quando il mal di testa è pericoloso?

Le cefalee secondarie sono i mal di testa causati da altre malattie di cui rappresentano un sintomo. Proprio considerando che questa forma di cefalea, pur se raramente, può associarsi a patologie anche molto serie (dai disturbi infiammatori meningo-encefalici, ai tumori cerebrali e ai traumi cranici), è importante non sottovalutarla e segnalarne sempre la comparsa al pediatra, con particolare tempestività nei casi in cui si evidenzi ripetutamente e/o in maniera intensa.

Nella quasi totalità dei casi, comunque, all’origine del sintomo vanno individuati disturbi comuni e di semplice guarigione come rino-sinusiti e infezioni delle prime via aeree (sindromi influenzali, raffreddori, faringiti).

Cosa provoca il mal di testa?

Nei bambini, a favorire la comparsa del mal di testa contribuiscono spesso fattori scatenanti quali disturbi della vista, del sonno o dei denti, costipazione, alimentazione irregolare, inappropriata attività fisica (sia in difetto sia n eccesso). Un peso rilevante nella comparsa di cefalea nel bambino è infine attribuibile a stati di tensioni di origine psicologica: tipico, per fare un esempio, è il mal di testa connesso alla difficoltà ad andare a scuola o a situazioni di conflitto interne alla famiglia.

Indipendentemente dalla causa, il mal di testa può rivelarsi particolarmente inficiante e comportare effetti pesanti sulla vita del bimbo che ne soffre, arrivando in alcuni casi a determinare problemi come disturbi comportamentali e difficoltà di concentrazione e attenzione con inevitabili effetti sull’apprendimento.

 

 

 
 
 

In sintesi

Cosa fare se i bambini hanno mal di testa?

Per i singoli episodi acuti di mal di testa in età pediatrica la cura farmacologica si basa principalmente sull’utilizzo del paracetamolo e dei farmaci antinfiammatori non steroidei (Fans). Sono indicati però anche gli approcci non farmacologici, fondati sull’adozione di uno stile di vita salutare con particolare attenzione all’importanza di una corretta alimentazione, un’opportuna idratazione, un’adeguata igiene del sonno e un’equilibrata attività fisica.

In associazione o indipendentemente dall’uso di medicinali, sempre più frequente è infine l’utilizzo di terapie alternative che vanno dall’agopuntura alla fitoterapia.

A stabilire il percorso idoneo per ogni singolo caso sarà il pediatra che, dopo un’approfondita visita, valuterà la necessità di accertarsi che la cefalea non risulti secondaria a un altro disturbo, prescrivendo eventualmente specifici esami.

 

Fonti / Bibliografia

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