Sempre di più i bambini che vanno a scuola a piedi

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 03/03/2015 Aggiornato il 03/03/2015

Secondo l’Istat oltre un terzo dei bimbi italiani va a scuola a piedi e si tratta di un'abitudine in crescita

Sempre di più i bambini che vanno a scuola a piedi

Oltre un terzo dei bambini italiani va a scuola a piedi: sono il 33,2% fino a 5 anni, il 38,4% dai 6 ai 10 anni e il 41,7% tra gli 11 e i 13 anni.

Ai bambini camminare piace

Camminare è la più semplice delle attività fisiche, ma regala grandi benefici contro ipertensione, sovrappeso, diabete, stress. L’obiettivo da porsi, secondo l’Organizzazione mondiale della sanità,  sono 10mila passi al giorno, circa 7 km, ma anche 400 metri in più possono fare la differenza. In Italia i più piccoli risultano più diligenti e meno pigri dei genitori: sono infatti tanti, oltre un terzo della della popolazione scolastica i ragazzi che vanno a scuola a piedi; gli adulti che fanno lo stesso per recarsi al luogo di lavoro sono solo 11,5%.

Un toccasana per salute e ambiente

L’ideale per tutelare la salute sarebbe camminare almeno un’ora al giorno.  Un’abitudine spesso disattesa perché per “fare in fretta” si finisce sempre per scegliere la macchina o un altro mezzo di trasporto; andare a piedi, invece, fa bene non solo alla salute, ma anche all’ambiente. Questa pratica salutare potrebbe infatti garantire una migliore qualità di vita, soprattutto nelle città. L’andare a scuola o all’università a piedi, da soli o accompagnati, per fortuna è un’abitudine in crescita. L’anno scorso ha interessato il 29% degli studenti contro il 25,9% del 2009.

I più piccoli in automobile

L’essere accompagnati a scuola in auto è prerogativa dei bambini: il 57,1% per i più piccoli, fino a 5 anni di età, il 47,5% per i bimbi delle elementari e il 38,7% per i ragazzi delle medie. Crescendo, invece, I ragazzi si scelgono altri mezzi di trasporto. Si cammina per andare a scuola o all’università più al Sud (36,6%) e nelle Isole (32%) che al Centro (22,1%) e al Nord (26,5%).

Più sport da ragazzi

Lo sport resta un’attività prevalentemente riservata ai più giovani. La pratica sportiva continuativa riguarda infatti, più degli altri, i bambini e i ragazzi tra i 6 e i 17 anni, in particolare i maschi di 11-14 anni (61,8%). Per quanto riguarda, invece, l’attività sportiva praticata in modo saltuario, l’età media si alza leggermente, con quote maggiori tra i 18-24enni. Nella pratica di sport e attività fisica della popolazione le differenze territoriali tra Nord e Sud risultano abbastanza accentuate: tra i residenti al Nord il 25,1% pratica sport con continuità contro il 15,3% del Mezzogiorno.

 

 

LO SAPEVI CHE?

 Percorrere 800 metri in dieci minuti, tenendo quindi un passo moderato, fa bruciare 35 calorie, che diventano 42, se il passo è sostenuto.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Coronavirus: è pericoloso per la fertilità maschile?

30/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Mario Mancini

Non c'è alcuna evidenza scientifica a supporto dell'ipotesi che il SARS-CoV-2 causi infertilità nell'uomo: si tratta dunque di una bufala.   »

Va bene questo valore delle beta?

30/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In sesta settimana, un valore dell'ormone beta-hCG superiore a 10.000 esprime che la gravidanza è in evoluzione, quindi è un ottimo segno.   »

Bimba di tre anni che fa sempre le stesse domande

26/03/2020 Gli Specialisti Rispondono di Dott. Leonardo Zoccante

E' normale che un bambino di tre anni chieda e richieda spesso le stesse cose: le risposte che ottiene (e che ci devono sempre essere) gli servono per consolidare le sue conoscenze.   »

Fai la tua domanda agli specialisti