Videogiochi per vincere la dislessia

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 08/04/2014 Aggiornato il 08/04/2014

Secondo uno studio, i videogiochi non solo migliorano le abilità compromesse dalla dislessia, ma favoriscono anche le cure

Videogiochi per vincere la dislessia

Uno studio rivaluta l’importanza dei videogiochi per i bambini che soffrono di dislessia. Secondo la ricercatrice dell’Università di Oxford che ha curato l’indagine, i videogiochi migliorano la capacità di lettura e scrittura e stimolano a rispondere agli impulsi multisensoriali. Gli scienziati si sono focalizzati sul cosiddetto “spostamento sensoriale incrociato di attenzione”, cioè la capacità di sposare l’attenzione da uno stimolo visivo (per esempio, guardare una persona che ci sta parlando) a uno uditivo (voltarsi se ci si sente chiamare per nome).

Facilitano l’apprendimento

Nei malati di dislessia questa abilità è ridotta. Per loro, concludono gli esperti, potrebbe essere più semplice apprendere le associazioni tra lettere e suoni ascoltando il suono e poi osservando la parola corrispondente (e non viceversa, come fanno i dispositivi attualmente utilizzati). Di conseguenza, i videogiochi d’azione che prevedono l’allenamento di più abilità sensoriali potrebbero essere un valido aiuto.

Che cos’è la dislessia

La dislessia è un disturbo specifico dell’apprendimento (Dsa) che riguarda la capacità di leggere e scrivere in modo corretto e fluente. Non è causata da un deficit di intelligenza, da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali o neurologici, ma da un’alterazione nel funzionamento di alcuni gruppi di cellule deputate al riconoscimento delle lettere-parole e del loro significato. Dopo la diagnosi, fatta da un centro specializzato o dall’Asl, si può intervenire con programmi riabilitativi, tramite software specifici e/o trattamenti logopedici. Il percorso terapeutico è differenziato in base all’età del bambino, al tipo di disturbo e al livello di gravità.

In breve

I NUMERI DELLA DISLESSIA

In Italia si stima che la dislessia riguardi il 3-4% della popolazione scolastica (scuola primaria e secondaria di primo grado).

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