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Tra i 6 e i 10 anni il bambino attraversa una fase importante della crescita. Aumentano le richieste scolastiche, cambia il rapporto con i coetanei, si sviluppano ulteriormente capacità motorie e cognitive e possono emergere disturbi, che prima non erano evidenti.
Per questo motivo, le visite specialistiche per bambini dai 6 ai 10 anni non devono essere considerate soltanto come controlli da effettuare quando compare un sintomo. La prevenzione pediatrica serve anche a osservare nel tempo l’andamento della crescita e a riconoscere eventuali segnali, che meritano un approfondimento.
In genere, il primo riferimento è il pediatra di famiglia, che può programmare i bilanci di salute previsti dal percorso regionale e richiedere, quando necessario, una consulenza specialistica. La frequenza dei bilanci non è identica in tutte le Regioni: i calendari vengono definiti anche a livello regionale e si diradano progressivamente con la crescita del bambino.
Il calendario dei controlli pediatrici tra i 6 e i 10 anni
Non esiste un unico calendario nazionale che imponga una visita specialistica annuale per ogni bambino sano tra i 6 e i 10 anni. Il modello italiano prevede piuttosto un’assistenza continuativa da parte del pediatra, con bilanci di salute e approfondimenti specialistici quando necessari. Il Ministero della Salute indica, infatti, nei bilanci di salute uno degli strumenti attraverso cui il pediatra segue la crescita del bambino.
In questa fascia d’età è quindi utile mantenere un controllo periodico dal pediatra, anche quando il bambino sta bene. Durante la visita possono essere controllati crescita staturo-ponderale, pressione arteriosa, alimentazione, attività fisica, sonno, eventuali disturbi ricorrenti, rendimento scolastico, vista, udito e sviluppo psicofisico.
Alcuni accordi regionali prevedono bilanci di salute intorno agli 8 e ai 10 anni, ma la programmazione può differire sul territorio.
Per un bambino sano, quindi, non bisogna chiedersi quante visite specialistiche deve fare ogni anno, ma quali controlli sono appropriati per la sua età e per la sua situazione individuale.
Monitoraggio dello sviluppo fisico: peso, altezza e curve di crescita
Il controllo della crescita rappresenta una delle attività fondamentali del pediatra. Peso e altezza non vanno interpretati come numeri isolati, ma osservati nel tempo attraverso le curve di crescita.
L’andamento della statura e del peso permette infatti di verificare se la crescita segue una traiettoria coerente. Le curve di crescita sono strumenti di riferimento per valutare lo sviluppo fisico e devono essere interpretate tenendo conto dell’età e del sesso del bambino, oltre che della sua storia personale.
Tra i 6 e i 10 anni è importante osservare l’eventuale comparsa di sovrappeso o obesità infantile. Il pediatra può valutare l’indice di massa corporea in relazione all’età e intervenire con indicazioni personalizzate sull’alimentazione e sull’attività fisica.
Anche la pressione arteriosa merita attenzione. La Società Italiana di Pediatria raccomanda di includerne la misurazione nei bilanci di salute a partire dai 5 anni. In presenza di sovrappeso, ipertensione o familiarità per alcune patologie cardiovascolari possono essere necessari ulteriori approfondimenti.
In assenza di problemi specifici, non sono invece necessari esami del sangue di routine per tutti i bambini. Gli accertamenti vengono generalmente richiesti quando esistono sintomi, fattori di rischio, familiarità o altri elementi emersi durante la visita pediatrica.
Anche lo stile di vita fa parte della prevenzione: si raccomandano almeno 60 minuti al giorno di attività fisica moderata-vigorosa, insieme ad attività di rafforzamento dell’apparato muscolo-scheletrico almeno tre volte alla settimana per bambini e adolescenti tra i 5 e i 17 anni.
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Visita oculistica e controllo dell’udito
Vista e udito sono fondamentali durante gli anni della scuola primaria, perché eventuali difficoltà possono ripercuotersi su lettura, apprendimento, comunicazione e partecipazione alle attività scolastiche.
Il controllo della vista non significa necessariamente effettuare una visita oculistica ogni anno. Il pediatra può verificare la funzione visiva durante i controlli e indirizzare il bambino all’oculista se emergono segnali, come difficoltà a leggere da lontano o da vicino, mal di testa ricorrenti, avvicinamento eccessivo ai libri o agli schermi, strabismo o calo del rendimento scolastico non spiegato.
Una visita oculistica pediatrica è particolarmente importante quando esistono precedenti problemi visivi, familiarità per alcune patologie oculari o una condizione già diagnosticata. Anche eventuali occhiali o terapie richiedono naturalmente controlli con una frequenza stabilita dall’oculista.
Lo stesso principio vale per l’udito. Un bambino che chiede frequentemente di ripetere, alza molto il volume dei dispositivi, sembra non sentire quando viene chiamato oppure manifesta difficoltà nella comprensione delle parole in ambienti rumorosi può avere bisogno di una valutazione.
Le iniziative di screening sensoriale nelle scuole primarie comprendono anche vista e udito, a conferma dell’importanza di questi aspetti durante l’età scolare.
Non esiste però una frequenza universale della visita audiologica per tutti i bambini sani di 6-10 anni: il controllo specialistico viene generalmente programmato sulla base dei sintomi, dei risultati dello screening, della storia clinica e delle indicazioni del pediatra.
Controllo della postura e della colonna vertebrale
La crescita, l’aumento delle ore trascorse seduti a scuola e lo svolgimento dei compiti rendono importante osservare anche postura e apparato muscolo-scheletrico.
Durante i controlli pediatrici il medico può osservare postura, deambulazione, simmetria del corpo e colonna vertebrale. Non significa che ogni bambino debba essere sottoposto a una visita ortopedica o fisiatrica periodica.
La visita ortopedica pediatrica è indicata quando il pediatra rileva elementi che meritano un approfondimento o quando compaiono sintomi come dolore persistente, asimmetrie evidenti, alterazioni della deambulazione o limitazioni nei movimenti.
È inoltre importante non confondere una postura non perfetta con una vera patologia della colonna.
L’attività fisica rappresenta una parte importante della prevenzione. Movimento, gioco e sport contribuiscono infatti allo sviluppo fisico e muscolo-scheletrico e hanno benefici anche sul piano mentale e cognitivo.
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Visita dentistica e ortodontica: quando fare il primo controllo ai denti
Il controllo della salute orale non dovrebbe iniziare a 6 anni, ma dovrebbero avvenire già intorno ai 2 anni.
Tra i 6 e i 10 anni, tuttavia, la prevenzione dentale diventa particolarmente importante perché la bocca attraversa una fase di cambiamenti significativi: caduta dei denti da latte, eruzione dei denti permanenti e comparsa dei primi molari permanenti.
La frequenza dei controlli dal dentista dipende dal rischio individuale di carie, dall’igiene orale, dalla presenza di precedenti problemi e dalle indicazioni dell’odontoiatra. Un controllo ogni 6-12 mesi può essere consigliato, ma non deve essere considerato una regola rigida valida per tutti.
Anche la valutazione ortodontica può diventare importante in questa fase; alcune malocclusioni possono essere intercettate già a 5-6 anni.
Il momento giusto per iniziare un trattamento ortodontico, invece, varia molto da bambino a bambino. Non tutte le malocclusioni richiedono un intervento immediato: lo specialista valuta crescita delle ossa mascellari, posizione dei denti, occlusione e sviluppo complessivo.
Per questo motivo, una visita ortodontica pediatrica può essere utile anche quando non è ancora necessario mettere un apparecchio.
La valutazione dello sviluppo psicomotorio, del linguaggio e della sfera emotiva
Tra i 6 e i 10 anni lo sviluppo non riguarda soltanto altezza e peso. Il bambino acquisisce nuove competenze cognitive, linguistiche, motorie e sociali e affronta richieste sempre più complesse a scuola e nella vita quotidiana.
Il pediatra può raccogliere informazioni sul rendimento scolastico, sulla capacità di concentrazione, sul linguaggio, sulle relazioni con i coetanei, sul sonno e sul comportamento. Una difficoltà scolastica non significa automaticamente la presenza di un disturbo, ma un cambiamento significativo o persistente merita di essere approfondito.
L’Istituto Superiore di Sanità ha sviluppato strumenti per la sorveglianza del neurosviluppo nell’ambito dei bilanci pediatrici, con l’obiettivo di facilitare l’identificazione tempestiva delle situazioni che richiedono approfondimenti specialistici.
Nell’età della scuola primaria è inoltre importante prestare attenzione alla salute mentale e al benessere emotivo. Ansia persistente, isolamento, marcati cambiamenti nel comportamento, difficoltà relazionali, disturbi del sonno o un improvviso calo del rendimento possono essere segnali da discutere con il pediatra.
Quando necessario, il pediatra può indirizzare verso neuropsichiatria infantile, psicologia dell’età evolutiva, logopedia o altri specialisti. La visita specialistica viene quindi scelta sulla base del bisogno concreto del bambino, non semplicemente in funzione dell’età.
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Vaccini e richiami previsti tra i 6 e i 10 anni
Anche le vaccinazioni fanno parte dei controlli pediatrici 6-10 anni. Il calendario vaccinale italiano prevede un importante appuntamento intorno ai 5-6 anni, con il richiamo contro difterite, tetano, pertosse e poliomielite e la seconda dose dei vaccini contro morbillo, parotite, rosolia e varicella.
Una volta verificato che questi richiami siano stati eseguiti, tra i 6 e i 10 anni non è previsto, per la popolazione generale, un ulteriore richiamo vaccinale. Il successivo appuntamento vaccinale ordinario riguarda generalmente l’inizio dell’adolescenza, con i richiami previsti dal calendario.
È comunque fondamentale controllare il libretto vaccinale e la situazione individuale, soprattutto se sono state saltate dosi, se il bambino ha condizioni di rischio o se il calendario regionale prevede offerte aggiuntive.
Per quanto riguarda l’influenza, le raccomandazioni cambiano in funzione della stagione e delle categorie coinvolte. È preferibile verificare ogni anno le indicazioni aggiornate del Ministero della Salute e della propria Regione, oltre a considerare la vaccinazione una priorità nei bambini in età prescolare (6 mesi – 6 anni) e fortemente consigliata per tutta l’età pediatrica.
In breve
È importante ricordare che una visita specialistica non deve essere necessariamente ripetuta ogni anno se non ci sono indicazioni cliniche. Al contrario, in presenza di un problema già diagnosticato, la frequenza dei controlli viene stabilita dallo specialista sulla base delle esigenze del bambino.
Fonti / Bibliografia
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