Abusi sui minori: quali sono i segnali per capire se un bambino li subisce?

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 24/04/2024 Aggiornato il 25/04/2024

Come capire se un bambino è stato abusato o si trova in una situazione di pericolo? Procedendo con cautela, sempre, ricordando in ogni caso che è fondamentale denunciare eventuali situazioni di cui si è venuti a conoscenza sia in maniera diretta tramite il dialogo con i piccoli, sia indiretta con l’osservazione attenta.

Abusi sui minori: quali sono i segnali per capire se un bambino li subisce?

L’arresto del maestro accusato di episodi a sfondo sessuale su tre bambine di una scuola dell’infanzia milanese ha riportato l’attenzione su un tema di scottante attualità: l’abuso sui minori. Le telecamere installate dalla polizia hanno rilevato che il supplente era solito fare strani scherzi e giochi apparentemente innocenti per cercare il contatto con le piccole. Determinanti i racconti delle bambine che hanno permesso di arrivare all’indagine e al successivo arresto dell’uomo. E’ proprio creando un clima di fiducia, infatti, che i genitori possono diventare il punto di riferimento a cui bambini anche molto piccoli possano raccontare cosa succede loro quando si trovano con persone estranee, ma alcune volte anche con familiari. E’ importante inoltre che i genitori osservino con attenzione i comportamenti dei bambini, che possono essere rivelatori di situazioni di abuso. Vediamo i consigli della dottoressa Chiara Maddalena, psicoterapeuta all’Ospedale Santa Maria di Bari.

Come interpretare gli abusi e cosa fare

Occorre innanzitutto partire dalla definizione. Per abuso sui minori, come specifica Save The Children, organizzazione impegnata nella tutela dell’infanzia, si intende qualsiasi atto che possa nuocere fisicamente o psicologicamente a un minore, che procuri direttamente o indirettamente un danno o precluda le prospettive di un salutare e sicuro sviluppo verso l’età adulta. «L’abuso è un comportamento quindi che mina lo sviluppo psicofisico del bambino, in modo grave tanto da comprometterne lo sviluppo sano dal punto di vista fisico e sereno da quello psicologico» precisa la dottoressa Chiara Maddalena, esperta in tematiche infantili e adolescenziali.

«Va sempre tenuto presente che un abuso sui minori è sempre un fatto grave perché i suoi effetti possono produrre danni che si prolungano oltre l’infanzia, danni tanto più gravi quanto più stretto è il rapporto tra la vittima e l’abusante, quanto più piccolo è il bimbo e quanto più prolungata è la durata di tali atti di abuso». Il bambino può sviluppare un senso di colpa, di vergogna, di paura, perdere fiducia negli altri ma anche in se stesso e a innescare meccanismi di difesa per staccarsi da episodi che gli causano dolore. Più gli abusi sono frequenti maggiore diventa il rischio che in età adolescenziale subentrino disturbi della personalità, depressione, disturbi alimentari e dipendenze, oltre a una forte mancanza di autostima e a serie difficoltà di relazione con gli altri. Le esperienze di abuso, infatti, nell’infanzia non hanno solo un riflesso psicologico ma anche fisico: le modificazioni biochimiche determinate dall’esposizione a stress di vario tipo come quelli legati agli abusi possono determinare a livello cerebrale alterazioni di tipo organico che a loro volta si possono legare in età adolescenziale a comportamenti eccessivi che vanno dall’abuso di alcool e droghe all’aggressività, dalle condotte delinquenziali ai tentativi di suicidio.  Di fronte alla certezza ma anche solo al sospetto che un bambino abbia subito un abuso, quindi, i genitori hanno il compito di intervenire denunciando il fatto a chi di dovere. Può essere la scuola nella figura del dirigente scolastico, i servizi sociali ma anche direttamente la Polizia: sarà poi compito delle autorità indagare per arrivare a verificare quando riportato dai genitori e attestare che ci sia stato un abuso sui minori proprio come è successo nell’ultimo caso milanese.

Abuso psicologico e fisico: le differenze

Parlare di abuso sui minori necessita sempre una particolare attenzione alle definizioni con cui ci si riferisce al problema. Anche per i genitori è importante avere ben chiari i termini della questione così da poter riconoscere eventuali segni di abuso sui minori e poterli denunciare a chi di dovere. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità con abuso si può intendere:

  • violenza fisica
  • violenza psicologica  
  • negligenza e trattamento negligente
  • abuso e sfruttamento sessuale.

L’abuso fisico è un atto violento che causa un danno sul corpo. E’ lungo l’elenco di quello che può essere interpretato come abuso fisico: si va dallo schiaffeggiare allo sculacciare, dal dare pugni al colpire con oggetti, dal tirare orecchie e capelli al costringere il bambino a stare in posizioni scomode.

Gli abusi psicologici, invece, consistono in frasi e comportamenti che negano al minore un ambiente appropriato e di supporto per il suo sviluppo. Si possono considerare abusi psicologici azioni umilianti e degradanti per il bambino come urlare, mettere in imbarazzo, offendere, sminuire, mortificare, ma anche ignorare e minacciare violenza sul bambino stesso, sulle persone a lui vicine, sugli animali e persino sugli oggetti a cui il piccolo è affezionato. Rientrano nei casi di violenza emotiva anche l’isolamento forzato, le minacce verbali, le intimidazioni, l’attribuzione di colpe, l’esposizione alla violenza.

Sono considerati abusi anche la negligenza, cioè la trascuratezza dei bisogni fisici, ma anche psicologici e educativi di un bambino.

Risulta più chiaro invece cosa si intende per abuso sessuale, ma occorre comunque fare dei distinguo. Per abuso sessuale si intende infatti il coinvolgimento in atti sessuali di un minore che non ha raggiunto l’età del consenso sessuale o attraverso la forza, le minacce ma anche abusando di una posizione di fiducia, di autorità oppure di condizioni di debolezza della vittima. Gli atti sessuali non sono solo i rapporti sessuali, ma anche le forme di contatto erotico come nel caso del maestro sopra citato e gli atti che non prevedono un contatto diretto, ma comportano l’esposizione del minore alla vista di atti o immagini di atti sessuali. Nello sfruttamento sessuale rientrano infine tutte le forme di prostituzione e di pornografia minorile.

Cambi di comportamento

Può non essere facile e neppure immediato per un genitore riconoscere i segnali di un abuso sui minori. «E’ più semplice ovviamente nel caso di un abuso fisico che comporti la presenza di lividi, contusioni e qualsiasi altro segnale sulla pelle» precisa Erika Loi, ricercatrice presso l’Università di Brescia. «Ci sono poi tutta una serie di altri segnali che in maniera indiretta possono essere manifestazione di un abuso subito, ovviamente diversi in base all’età del bambino».

  • Segnali fisici: possono essere inappetenza e frequenti episodi di vomito, crisi di pianto, disturbi nel ritmo sonno-veglia con incubi e risvegli improvvisi, problemi gastro-intestinali, mal di testa, difficoltà o rallentamento nella crescita.
  • Segnali comportamentali: difficoltà a concentrarsi, regressione a comportamenti precedenti come bagnare il letto o succhiare il dito, comportamenti compulsivi e tic, sovraeccitazione con tendenza a non stare mai fermi, tendenza ad isolarsi dagli altri, rifiuto del contatto fisico anche con le figure di riferimento come i genitori o al contrario esasperata ricerca di attenzioni. Nei bambini più grandi si possono notare bruschi cambiamenti nel rendimento scolastico, rifiuto di andare a scuola, tentativi di evitare l’ambiente scolastico o quello sportivo.
  • Segnali psicologici: aggressività espressa sia verbalmente che fisicamente, introversione e scarsa socievolezza, sentimenti di paura nei confronti degli altri o di determinati luoghi, rapidi cambiamenti di umore con frequenti scatti di ira, frequenti momenti di tristezza.  

Occorre comunque tenere ben presente che i segnali di qualunque tipo, presi singolarmente e non contestualizzati non possono essere ricondotti immediatamente e con leggerezza a un ipotetico maltrattamento. «Quello che è importante monitorare è la improvvisa comparsa di questi segnali: un cambiamento repentino in atteggiamenti, comportamenti, parole è sempre da tenere sotto controllo. E di fronte a segnali di disagio di qualunque tipo che compaiono per così dire dall’oggi al domani è sempre opportuno innanzitutto rivolgersi a un professionista in grado di interpretarli» commenta la dottoressa Maddalena.

 Cosa fare prima e dopo  

Non è possibile pensare che un genitore possa prevenire un abuso sul figlio minore. Ma ci sono comunque quattro azioni che i genitori possono mettere in atto per cercare di arginare o comunque fermare il fenomeno.

  • Protezione.  «L’educazione al consenso è basilare perché un bambino possa imparare il rispetto per gli altri e per se stesso, capire quali sono i limiti a confini del proprio corpo e di quello altrui che devono essere rispettati, distinguere quello che gli altri possono fare sul suo corpo e quello che non devono fare» precisa Maddalena. E’ importante cercare sempre di far capire ai bambini, sin da piccoli, che non tutti i comportamenti degli adulti, anche di quelli che sono vicini come un insegnante, sono leciti e che è importante distinguere tra i comportamenti che fanno stare bene come una carezza della mamma, e quelli che mettono a disagio come una carezza non desiderata.
  • Osservazione. Guardare con attenzione i bambini può essere d’aiuto per cogliere quei segnali che, come visto sopra, potrebbero essere la denuncia di un possibile abuso. Nei più piccoli i genitori è bene che osservino con cura anche i momenti dei giochi dove spesso i bambini tendono ad agire il trauma cioè a riproporre sotto forma di gioco quello che hanno vissuto nella loro quotidianità.
  • Supporto. «Mantenere sempre aperto il dialogo con i bambini e i ragazzi più grandi è basilare perché i figli possano riconoscere in un genitore un adulto di cui fidarsi, con cui parlare e confidarsi con la certezza di essere creduti» conferma Loi. E’ quello che è successo con le bimbe milanesi che hanno riferito a casa quello che succedeva con il maestro alla scuola materna.
  • Denuncia. Nel momento in cui la famiglia ha anche solo il sospetto di un abuso su un minore, può denunciare il fatto ai responsabili della scuola, ai servizi sociali, alla Polizia perchè procedano nelle opportune verifiche.

Foto di copertina di Ulrike Mai da Pixabay

 

In breve

Può non essere facile per un genitore capire se un bambino ha subito un abuso. L’osservazione attenta comunque aiuta perché consente di cogliere alcuni segnali che possono essere testimonianza di un possibile abuso sui minori. Così come è basilare mantenere sempre aperto il dialogo e instaurare un clima di fiducia sin da piccoli in modo che i bambini siano spinti a raccontare eventuali esperienze traumatiche che si trovano a vivere.

 

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