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Le adenoidi sono strutture di tessuto linfatico deputate a difendere dalle infezioni. Il loro ruolo, però, a volte è sopravvalutato: ci sono infatti altri organi designati alla difesa, ben più efficaci anche in considerazione del fatto che le adenoidi regrediscono di volume nella crescita fino a sparire attorno ai tredici anni.
Nei bambini, le adenoidi possono però creare diversi problemi: possono infettarsi soprattutto in inverno, anche in maniera frequente, e possono ingrossarsi rendendo difficile la respirazione, di giorno come di notte.
Va affidata all’otorinolaringoiatra la valutazione su come procedere in questi casi, se con la terapia farmacologica oppure prospettando il possibile ricorso a un intervento di asportazione.
La loro funzione
L’idea che noi tutti abbiamo è che qualunque parte del nostro corpo esista per avere una funzione precisa. Nel caso delle adenoidi la questione è più sfumata. Le adenoidi sono strutture costituite da tessuto linfatico che si localizzano nella parete posteriore della rinofaringe, in una zona dietro al naso e sopra il palato.
Insieme alle tonsille fanno parte del cosiddetto anello del Waldeyer, un insieme di agglomerati di tessuto linfoide disposti all’ingresso dell’apparato respiratorio.
Se è vero che il ruolo delle adenoidi è quello di funzionare come una sorta di “filtro” contro virus e batteri in modo che non entrino dal naso e non provochino infezioni, è altrettanto vero che questo ruolo è piuttosto marginale e soprattutto è “a tempo”.
Da potenziale difesa nei primi anni di vita, infatti, le adenoidi diventano a poco a poco non così indispensabili tanto che cominciano a ridursi di volume già attorno ai cinque, sei anni.
Attorno ai tredici anni del tessuto linfatico che forma le adenoidi non resta praticamente nulla: mentre le tonsille rimangono presenti, e attive nel loro ruolo di difesa, anche nell’adulto, le adenoidi si riassorbono completamente.
Come vederle
Considerata la loro posizione, le adenoidi non sono visibili ad occhio nudo.
L’otorinolaringoiatra, lo specialista da consultare in caso di problemi alle adenoidi (nonché a tutte le altre parti dell’apparato respiratorio superiore), per vedere le adenoidi e valutarne lo stato, procede mediante la fibrolaringoscopia flessibile.
Si tratta di un esame che consiste nel passare un sottile sondino dotato di telecamera all’interno del naso del bambino. La procedura è del tutto indolore ma è innegabile che possa essere poco accetta soprattutto dai più piccoli.
In ogni caso se ci si presenta dall’otorino per un problema di continua ostruzione nasale del bambino, la fibroscopia permette di escludere altre cause che, oltre alle adenoidi ingrossate, possono determinare il problema come l’ipertrofia dei turbinati o una deviazione del setto nasale.
Sintomi che destano allarme
Le adenoidi nei bambini possono dare problemi in due direzioni: possono infettarsi e possono ingrossarsi. In entrambi i casi, i sintomi che possono rappresentare un campanello di allarme a cui prestare attenzione rivolgendosi al pediatra, ed eventualmente su sua indicazione, all’otorino sono:
- voce nasale
- respirazione a bocca aperta
- fenomeni più o meno intensi di russamento.
Le infiammazioni delle adenoidi sono spesso caratterizzate anche da febbre e da otiti mentre, nel caso dell’ipertrofia, insieme alle otiti, si può presentare anche un abbassamento dell’udito.
Adenoidi infiammate
A volte, soprattutto dopo un raffreddore trascurato, può succedere che le adenoidi si infiammino e si infettino. Si parla in questo caso di adenoidite acuta, una forma infiammatoria che determina nelle prime fasi la presenza di una voce nasale e di una respirazione a bocca aperta.
Se non si interviene tempestivamente l’infiammazione, più frequente nei periodi invernali per la complicanza del freddo, può estendersi all’orecchio provocando un’otite o ai seni paranasali determinando una sinusite, anche cronica: può comparire la febbre, anche piuttosto alta, e abbondanti secrezioni di muco.
Adenoidi ingrossate
Ripetute infezioni adenoidee possono determinare un ingrossamento delle adenoidi. Il bambino va incontro a un’ipertrofia adenoidea che, anche in assenza di infezione, provoca voce nasale, respirazione dalla bocca e un forte russamento.
- L’ostruzione nasale dovuta alle adenoidi ingrossate costringe a respirare a bocca aperta: l’aria così inspirata non viene più filtrata, umidificata e riscaldata dal naso e arriva ai bronchi senza essere stata “condizionata”; la mucosa bronchiale si irrita e il bambino rischia bronchiti ricorrenti
- Il volume eccessivo delle adenoidi nei bambini può arrivare ad ostruire la tuba di Eustacchio impedendo all’orecchio di ricevere aria: le secrezioni mucose si raccolgono nel timpano, ostacolano la vibrazione della membrana timpanica e portano a una diminuzione dell’udito
- Le secrezioni mucose possono anche infettarsi e questo determina la comparsi di otiti, con febbre e dolore localizzato, a volte molto intenso e insistente.
- Nei casi più gravi una persistente ostruzione della tuba di Eustacchio può determinare una raccolta di essudato nell’orecchio medio responsabile di un’otite che può provocare sordità.
- Il muco, infine, passando dalle vie respiratorie alte a quelle inferiori può veicolare l’infezione alla trachea e ai bronchi, provocando febbre e tosse persistente.
- Va ricordato infine che in casi limite il costante tenere aperta la bocca per respirare quando è presente un’ostruzione nasale è responsabile di una forma particolare di accrescimento delle ossa del volto che determina la cosiddetta “facies adenoidea”, caratterizzata da bocca semiaperta, labbro superiore sollevato, naso affilato che si accompagna spesso con una deformità del palato responsabile di malocclusioni dentarie.
Apnee notturne e sindrome OSAS
Le adenoidi ingrossate, determinando una difficoltà nella respirazione, portano il bambino a russare durante le ore del riposo. Se il fenomeno perdura nel tempo si può arrivare alla sindrome delle apnee ostruttive del sonno (OSAS), una condizione caratterizzata da interruzioni periodiche della respirazione che durano da pochi secondi a qualche minuto.
Il bambino ha un sonno disturbato, con continui risvegli, di cui spesso non è cosciente; se questa condizione si protrae nel tempo può avere conseguenze negative sul benessere e sulla salute: può presentarsi sonnolenza diurna, stanchezza, difficoltà nell’alimentazione, scarsa resa scolastica e nei casi più gravi si può arrivare a disturbi cardiaci.
Ecco perchè è basilare monitorare con attenzione che non si presentino apnee notturne a seguito dell’ipertrofia delle adenoidi nei bambini: il consulto con il pediatra deve essere tempestivo.
Quando vanno tolte
È l’otorino che sulla base del quadro clinico può decidere per l’asportazione chirurgica delle adenoidi nei bambini. L’intervento viene preso in considerazione in genere quando le infezioni delle adenoidi sono ripetute, soprattutto nei periodi critici come quello autunnale, invernale e primaverile, costringendo a un’assunzione massiccia di antibiotici, oppure quando l’ingrossamento è tale da provocare situazioni che possono compromettere il benessere e la salute del bambino come il dover costantemente respirare con la bocca aperta.
In ogni caso non si deve temere che l’asportazione delle adenoidi nei bambini determini un abbassamento delle difese immunitarie visto il loro ruolo non così preponderante nella difesa dalle infezioni.
Al contrario è l’assunzione troppo ravvicinata di antibiotici, necessaria per far regredire le infezioni, a compromettere il sistema immunitario. L’intervento è rapido, richiede al massimo una sola notte di degenza e ha un post-operatorio in genere senza grandi complicanze nè eccessivo dolore.
In breve
Le adenoidi nei bambini possono infettarsi anche in maniera ricorrente, soprattutto nella stagione invernale, costringendo a un massiccio ricorso agli antibiotici e possono ingrossarsi provocando una serie di disturbi. Una valutazione dell’otorino è necessaria per stabilire come intervenire, con la terapia farmacologica ed eventualmente con un intervento di asportazione.
