Alimentazione: troppo sodio e poco potassio

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 02/02/2016 Aggiornato il 02/02/2016

Tanti cibi salati e bevande zuccherate tra le cattive abitudini più frequenti nell’alimentazione dei ragazzi. I pericoli? Un aumento del rischio cardiovascolare in età adulta

Alimentazione: troppo sodio e poco potassio

Sono stati appena pubblicati due studi italiani che rivelano come l’alimentazione dei ragazzi sia troppo ricca di sodio e povera di potassio.

Rischio ipertensione

1.200 studenti della prima media è il campione osservato da alcuni ricercatori delle Università di Torino e Milano nel primo studio. Dall’analisi delle abitudini alimentari è emerso che già con i fuoripasto, i bambini e gli adolescenti introdurrebbero circa 1.400 mg di sodio al giorno, pari a più del 90% del fabbisogno giornaliero consigliato in questa fascia di età. L’analisi della pressione arteriosa degli adolescenti avrebbe inoltre rivelato come questo valore aumenta con l’aumentare della frequenza di consumo degli snack salati.

Esaminati anche peso e altezza

1.424 bambini e adolescenti tra 6 e 18 anni, appartenenti a dieci regioni italiane, sono stati esaminati, invece, nello studio multicentrico patrocinato dal ministero della Salute e pubblicato sul PlosOne. L’indagine ha previsto la rilevazione dei dati antropometrici come peso e statura, valori pressori, livelli urinari di sodio e potassio (validi indicatori dei consumi di questi minerali con la dieta) e le abitudini alimentari. Il risultato è stato che il 98% dei ragazzi e l’89% per cento delle ragazze introducevano quantità di sodio ben superiori a quelle raccomandate, mentre gli apporti medi di potassio non raggiungevano neppure la metà del quantitativo consigliato.

Attenzione al cuore!

Secondo Angelo Campanozzi, professore di pediatria all’Università di Foggia: “Un’alimentazione troppo ricca di sodio e povera di potassio si associa a un aumentato rischio cardiovascolare in età adulta. Inoltre, l’assunzione di cibi salati stimola la sete che porta facilmente a rivolgersi alle bevande zuccherate. Cibi salati, spesso ipercalorici (come gli snack), in aggiunta a bevande dolci, sono causa ben conosciuta di obesità infantile. È, quindi, cruciale sensibilizzare genitori e insegnanti circa la necessità di convincere i giovanissimi a ridurre il consumo di cibi salati e aumentare quello di frutta fresca e verdura”. 

Più frutta e verdura

Campanozzi suggerisce, infine, suggerisce di aspettare l’estate per insegnare ai ragazzi di prediligere frutta e verdura per la merenda, proprio perché in questa stagione ci sono le varietà maggiormente preferite come anguria, melone, ciliegie, albicocche e pomodori. Per aumentarne il consumo consiglia di proporle in modo nuovo e più appetibile: per esempio sotto forma di macedonia di frutta fresca servita in un cocomero svuotato.

 

 
 
 

lo sapevi che?

Il sale non va aggiunto alla pappa del bebè almeno fino al primo anno di vita anche per non abituare il piccolo a un gusto troppo salato che rischia di condizionare la sua alimentazione anche negli anni a venire.

 

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