Come comportarmi se mia figlia di 2 anni non vuole mangiare?
A cura di “La Redazione”Pubblicato il 20/08/2013Aggiornato il 17/06/2026
Risponde: Dottoressa Francesca Pinto
Una domanda di: Bimma Buongiorno dottoressa, le chiedo un aiuto perché sono un po’ confusa sull’approccio da tenere nei confronti di mia figlia che ha 29 mesi, ma solo da
due sta imparando a masticare cibi solidi. Il ritardo è un po’ dovuto a
noi (ha messo i denti tardi e pensavamo fosse un limite per la
masticazione), un po’ a lei, che non è una mangiona e non ha mai mostrato
curiosità nei confronti del cibo dei grandi. Se frulliamo carne e verdure
e ci mettiamo la pastina dentro, mangia. Da un paio di settimane però
abbiamo deciso di smettere di frullare e di cominciare a variarle il menù.
Da lì ha smesso di mangiare con regolarità. Qualcosa l’assaggia ma solo
pochi cucchiai, altre cose le guarda e si rifiuta categoricamente anche di
provarle. Partono i pianti, i capricci, le tragedie. Nonostante ciò non le
viene proposta alternativa. Vorrei insistere su questa linea ma non so come
farlo. Devo farle saltare i pasti finché non mangia quello che le offro?
Oppure devo comunque mantenere il suo schema alimentare in modo che non
diventi uno stress per lei e per noi? La bambina è in salute 13,5 kg per 93
cm e mi è stato consigliato di lasciarla senza mangiare per stimolarle la
fame, ma non vorrei che saltando i pasti le venissero delle cattive abitudini
alimentari.
Grazie mille!
Dottoressa Francesca Pinto
Buongiorno. Le consiglio di avere un approccio un pò più graduale, senza lasciarla senza mangiare quando esiste un'alternativa, proprio per evitare che l'eccessivo stress che si crea intorno a questa situazione non la porti a un rifiuto completo. Provi ad alternare pasti frullati e non, magari facendo la pappa frullata anche con pezzetti più grossi, in modo da farle imparare pian piano a mangiare normalmente. Le dia anche pezzetti di pane con cui mangiare/giocare, così senza nessuna pressione e considerando il momento del pasto un gioco supererà il problema che, se però, dovesse persistere va affrontato con la pediatra in particolare controllandone la crescita.
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