Cosa fare se il bambino rifiuta di mangiare il pesce

Silvia Camarda A cura di Silvia Camarda Pubblicato il 28/02/2023 Aggiornato il 28/02/2023

Il pesce è un alimento indispensabile per la crescita del bambino perché apporta molti nutrienti benefici alla salute fisica e mentale. Ecco i trucchi per farglielo mangiare e apprezzare anche se all’inizio non lo vuole proprio assaggiare

Il pewce è un alimento ricco di sostanze preziose per la salute, ma a causa del suo sapore, della consistenza e anche dealla presenza di spine non è sempre gradito al bambino.

Bollito, al vapore, alla griglia, fritto, al cartoccio, in umido o usato per condire la pasta o il riso… Ci sono mille modi per cucinare il pesce, alimento gustoso, salutare, ma purtroppo non sempre gradito al bambino. Eppure, gli esperti consigliano un consumo regolare di pesce pari almeno a 2-3 porzioni alla settimana.

Quando si può cominciare a dare il pesce al bambino

Abituare il bambino fin dallo svezzamento al gusto del pesce ha sicuramente un efficace valore preventivo sugli eventuali rifiuti che spesso si presentano in età scolare.

Nonostante le sue preziose qualità nutritive, il pesce però non sempre è gradito al bambinl a causa del sapore intenso e soprattutto della presenza di spine. In parte, però, la colpa è anche dei genitori che, mangiandone poco essi stessi, non educano il bambino al consumo di questo alimento.

Come far accettare il pesce al bambino

1) Per prima cosa non demordere: ciò che oggi non viene accettato, domani potrà esserlo. Mai, però, forzare il bambino a mangiarlo. Meglio armarsi di tanta pazienza e provare a riproporre il pesce di tanto in tanto, preparandolo sempre in diversi modi, in modo da capire come gli risulta più più gradito.
2) All’inizio proporre i pesci dal sapore più delicato come la platessa, il nasello, la sogliola, la trota, la spigola.
3) Cucinarlo in maniera semplice, per esempio, al vapore o al forno. Di tanto in tanto si può puntare anche sul pesce fritto (normalmente più apprezzato) sotto forma di cotoletta.
4) Proporgli il pesce sotto forma di polpettine, sformati, hamburger: mescolato con altri ingredienti come le uova, il formaggio o le patate risulta normalmente più gradito. In alternativa utilizzarlo per condire la pasta o il riso in un gustoso e nutriente piatto unico.

Perché è importante per il bambino mangiare il pesce

Il pesce è fondamentale per la salute dell’organismo perché contiene:

  • proteine nobili, cioè quelle che contengono tutti gli amminoacidi essenziali (i “mattoncini base” delle proteine) che l’organismo non è in grado di produrre da solo, ma deve assumere con il cibo;
  • vitamina A, importante per la vista e la pelle;
  • vitamina D essenziale per la calcificazione delle ossa;
  • vitamina E un antiossidante naturale efficace contro i radicali liberi;
  • sali minerali, tra cui ferro, necessario per la formazione dei globuli rossi, zinco e iodio, essenziali per un adeguato sviluppo neuro-cognitivo, selenio antiossidante, fosforo e fluoro, costituenti delle ossa e dei denti;
  • grassi “omega 3” di elevata qualità, e fosfolipidi: questi grassi hanno una funzione costruttiva e protettiva, fondamentale per lo sviluppo del sistema nervoso centrale e della retina del bambino. Il pesce più ricco di acidi grassi omega 3 è quello azzurro (alici, sarde, acciughe e sgombri) e quello grasso come il salmone, il tonno e il pesce spada.

È fonte di iodio

Lo iodio è un micronutriente essenziale perché garantisce il buon funzionamento della tiroide, una ghiandola situata alla base del collo, che produce due ormoni (Tiroxina o T4 e triiodotironina o T3) fondamentali per la vita, soprattutto nelle prime fasi della crescita e nello sviluppo di diversi organi, in particolare del cervello. Un’assunzione insufficiente di iodio può provocare problemi in tutte le epoche della vita, ma soprattutto nei bambini con età inferiore ai 3 anni. Una grave carenza di iodio nel neonato può perfino portare a danni irreversibili a carico del sistema nervoso centrale e periferico (per il cui sviluppo gli ormoni tiroidei sono essenziali) fino ad un ritardo mentale permanente.
Migliora il sonno e il QI
Secondo un recente studio dell’Università della Pennsylvania pubblicato su Scientific Reports, la qualità del sonno dei bambini e il loro quoziente intellettivo (QI) migliora mangiando il pesce almeno una volta alla settimana. Il merito sarebbe tutto degli acidi grassi omega 3 (Epa e Dha).

Quali sono i pesci più magri?

I prodotti ittici si possono suddividere in magrissimi, magri, semigrassi e grassi. Questa classificazione è importante perché l’apporto calorico del pesce, dei molluschi e dei crostacei dipende proprio dal loro contenuto in grassi.

1. Magrissimi (inferiore al 1% di grasso) –> Nasello, merluzzo, razza;
2. Magri (dall’1 al 3%) –> Sogliola, spigola, trota, palombo, rombo, calamari, seppie, mitili, ostriche, vongole aragosta;
3. Semigrassi (dal 3 al 10% di grasso) –> Pesce spada, sardina, acciuga, dentice, triglia, tonno, carpa, palamita;
4. Grassi (oltre il 10%) –> Anguilla, sgombro, aringa, salmone.
in sintesi

Come cucinare il pesce al bambino

Di seguito alcune ricette facile da preparare e gustose che convinceranno anche il bambino più riluttante a mangiare il pesce.

Sugo di trota con origano e pomodoro
Ingredienti: olio extra vergine di oliva, pomodoro, origano, trota tagliata a pezzettini.
Preparazione: scaldare in una pentola l’olio con l’aglio intero, poi eliminarlo. Aggiungere il pomodoro, l’origano, il filetto di trota tagliato a pezzettini e un pizzico di sale. Cuocere a fuoco lento, finché la salsa si sarà addensata. Condire la pasta o il riso preparato con il sugo di pesce.

Burger di platessa con insalata
Ingredienti: filetto di platessa, olio extravergine di oliva, insalata.
Preparazione: macinare il filetto di platessa e formare un hamburger con le mani. Cucinare l’hamburger in forno con un cucchiaino di olio e servirlo su un letto di insalata.

Filetto impanato di platessa al forno
Ingredienti: filetto di platessa, farina, uovo, pangrattato.
Preparazione: passare il filetto di platessa nella farina, quindi nell’uovo sbattuto e per ultimo nel pangrattato. Mettere in forno con un cucchiaino di olio per 10 minuti.

Polpette di nasello al pomodoro
Ingredienti: filetti di nasello, uovo, formaggio grattugiato, cipolla, patate, pomodoro, olio extravergine di oliva, prezzemolo.
Preparazione: macinare il nasello con prezzemolo tritato, l’ uovo sbattuto e il formaggio grattugiato. Formare le polpette e cuocerle nel sugo di pomodoro con le patate, tagliate a pezzettini e la cipolla.

Ragù di spigola con zucchine e basilico
Ingredienti: filetto di spigola, zucchine, basilico, olio extravergine di oliva.
Preparazione: tagliare a cubetti le zucchine e metterle in una pentola con olio, basilico fresco e uno spicchio d’aglio (poi toglierlo); unire il filetto di spigola tagliato a cubetti e cuocere a fuoco lento. Condire la pasta o il riso.

Polpette di tonno al forno
Ingredienti: un trancio di tonno, olio extravergine d’oliva, pangrattato.
Preparazione: tritare il trancio di tonno e condirlo con olio e pangrattato. Formare delle polpette e cuocerle in forno con un cucchiaino di olio fino a quando sono dorate.

 

 
 
 

In sintesi

Pesce fritto al bambino: sì o no?

La frittura è normalmente molto gradita al bambino: Si pensi, per esempio, alle patatine fritte, alla cotoletta e al pollo fritto. Ma non bisogna esagerare, perché di difficile digestione e soprattutto più calorica rispetto ad altre preparazioni “più semplici”.
Ma come deve essere fatta una buona frittura? Gli alimenti devono essere immersi a piccoli pezzi nell’olio di frittura (di oliva o di semi di girasole) a una temperatura superiore a 170° C. Questa temperatura permette alle componenti proteiche e amidacee dell’alimento, della pastella o del pangrattato di realizzare prontamente una crosta ed evitare un eccessivo assorbimento di grassi. Prima di servirlo, è sempre bene far riposare il fritto su una carta assorbente, per limitare ulteriormente il contenuto di grassi.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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