Disturbi alimentari precoci nei bambini: i segnali da non sottovalutare già in preadolescenza

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 23/04/2026 Aggiornato il 23/04/2026

Tendenza a evitare i momenti di condivisione dei pasti, brusche variazioni di peso, nervosismo potrebbero essere segnali di disturbi alimentari anche in età molto precoce.

disturbi alimentari nei bambini

I disturbi alimentari precoci sono quelli che si manifestano nei bambini ancora abbastanza piccoli, ben prima dell’adolescenza, già a 8-9 anni di età.

Anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata (o binge eating) secondo la Federazione italiana medici pediatri – Fimp iniziano a volte all’epoca della scuola primaria, quando l’organismo è in pieno sviluppo: gli eccessi alimentari o, al contrario, le privazioni di preziose sostanze nutritive rischiano di danneggiare la crescita corretta, con conseguenze anche sull’aspetto cognitivo e neurologico.

Per questo è importante che i genitori non sottovalutino comportamenti o cambiamenti che possono apparire banali ma che in realtà sono segnali di disturbi alimentari precoci.

Come accorgersene

All’epoca della scuola primaria non è facile pensare che i bambini possano già essere soggetti a disturbi di questo tipo, ma se questi comportamenti non sono episodici bisogna parlarne con il pediatra.

Non sono pochi, infatti, i giovanissimi che soffrono di disturbi del comportamento alimentare precoci: secondo recenti stime, in Italia circa il 30% di tutte le persone che soffrono di anoressia nervosa, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata hanno meno di 14 anni.

“I disturbi alimentari rappresentano oggi una delle sfide più importanti per la salute di bambini e adolescenti”, dichiara il dottor Antonio D’Avino, Presidente nazionale Fimp. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a un abbassamento dell’età di esordio agli 8-9 anni e a un aumento dei casi soprattutto dopo la pandemia”.

È quindi importante prestare attenzione a tre sintomi chiave:

  • cambiamenti improvvisi nel rapporto con il cibo
  • variazioni di peso non coerenti con la crescita
  • isolamento durante i pasti

Questi sono alcuni dei segnali che possono indicare l’insorgenza di disturbi alimentari precoci, anche nei più piccoli.

Cosa fare

I disturbi dell’alimentazione o del comportamento alimentare sono malattie complesse che coinvolgono aspetti medici, psicologici, nutrizionali e richiedono quindi un approccio multidisciplinare.

È importante non sottovalutare la situazione, pensando che si tratti solo di un momento della crescita. È altrettanto fondamentale non prendere in giro i ragazzini, magari davanti ad altre persone, e ovviamente non rimproverarli.

I disturbi del comportamento alimentare non sono legati solo alla linea o alla forma fisica, ma a un complesso meccanismo psicologico di percezione e accettazione di sé in un momento di grande cambiamento.

Il ruolo della famiglia è essenziale per avviare i giovanissimi a un corretto rapporto con il cibo e con il proprio corpo.

I pediatri suggeriscono alle famiglie di:

  • favorire momenti di convivialità durante i pasti
  • evitare commenti sul peso o sull’aspetto fisico
  • ascoltare eventuali difficoltà o cambiamenti emotivi dei figli
  • non utilizzare il cibo come premio o come strumento di consolazione, perché può favorire nel tempo un rapporto disfunzionale con l’alimentazione e avere ripercussioni anche nelle abitudini alimentari in età adulta.

Il pediatra, grazie al rapporto di fiducia costruito nel tempo con bambini e genitori, può cogliere precocemente i segnali di difficoltà e accompagnare le famiglie nel più adeguato percorso di presa in carico.

Quando preoccuparsi

A volte i segnali meno evidenti possono passare inosservati, anche se la visita periodica dal pediatra (una volta all’anno) solitamente mette in luce problemi come peso eccessivo o scarso, alterazioni del ciclo mestruale, pallore eccessivo.

Ci sono poi segnali molto più evidenti che devono indurre a rivolgersi immediatamente al pediatra.

In particolare, in caso di anoressia è bene prestare attenzione a:

  • aspetto emaciato
  • perdita di peso apparentemente ingiustificata
  • unghie deboli
  • perdita di capelli
  • comparsa di dolori addominali
  • stitichezza
  • intolleranza al freddo
  • assenza di mestruazioni (amenorrea) nelle ragazze.

In caso di bulimia, possono comparire segnali come:

  • variazioni brusche e apparentemente non giustificate di peso
  • mal di gola e abbassamento di voce per il vomito indotto
  • unghie rovinate per l’azione di procurare il vomito
  • alternanza di diarrea e stipsi
  • irregolarità mestruali nelle ragazze.

Se c’è un problema di alimentazione incontrollata potrebbero comparire:

  • aumento di peso rapido
  • nervosismo immotivato
  • disturbi gastrointestinali come alternanza di diarrea e stipsi
  • tendenza a nascondersi per mangiare.

Il pediatra svolge un ruolo fondamentale per individuare eventuali problemi perché non si limita a controllare il peso, ma monitora l’andamento della crescita, il comportamento alimentare e il benessere emotivo del bambino.

Può quindi cooperare con la famiglia suggerendo eventualmente di rivolgersi ad altri specialisti, come lo psicologo per l’adolescenza e il nutrizionista.

Leggi qui quando fare i bilanci di crescita dal pediatra

 
 

In breve

In caso la famiglia sospetti un disturbo precoce dell’alimentazione, da segnali come variazione brusca di peso o tendenza a evitare i momenti di convivialità, è bene rivolgersi al pediatra che suggerirà gli opportuni approfondimenti.

 

Fonti / Bibliografia

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