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I disturbi alimentari precoci sono quelli che si manifestano nei bambini ancora abbastanza piccoli, ben prima dell’adolescenza, già a 8-9 anni di età.
Anoressia, bulimia, alimentazione incontrollata (o binge eating) secondo la Federazione italiana medici pediatri – Fimp iniziano a volte all’epoca della scuola primaria, quando l’organismo è in pieno sviluppo: gli eccessi alimentari o, al contrario, le privazioni di preziose sostanze nutritive rischiano di danneggiare la crescita corretta, con conseguenze anche sull’aspetto cognitivo e neurologico.
Per questo è importante che i genitori non sottovalutino comportamenti o cambiamenti che possono apparire banali ma che in realtà sono segnali di disturbi alimentari precoci.
Come accorgersene
All’epoca della scuola primaria non è facile pensare che i bambini possano già essere soggetti a disturbi di questo tipo, ma se questi comportamenti non sono episodici si deve parlare con il pediatra.
Non sono pochi, infatti, i giovanissimi che soffrono di disturbi del comportamento alimentare precoci: secondo recenti stime, in Italia circa il 30% di tutte le persone che soffrono di anoressia nervosa, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata hanno meno di 14 anni.
“I disturbi alimentari rappresentano oggi una delle sfide più importanti per la salute di bambini e adolescenti”, dichiara il dottor Antonio D’Avino, Presidente nazionale Fimp. “Negli ultimi anni abbiamo assistito a un abbassamento dell’età di esordio agli 8-9 anni e a un aumento dei casi soprattutto dopo la pandemia”.
È quindi importante prestare attenzione a tre sintomi chiave:
- cambiamenti improvvisi nel rapporto con il cibo
- variazioni di peso non coerenti con la crescita
- isolamento durante i pasti
Questi sono alcuni dei segnali che possono indicare l’insorgenza di disturbi alimentari precoci, anche nei più piccoli.
Cosa fare
I disturbi dell’alimentazione o del comportamento alimentare sono malattie complesse che coinvolgono aspetti medici, psicologici, nutrizionali e richiedono quindi un approccio multidisciplinare.
È importante non sottovalutare la situazione, pensando che si tratti solo di un momento della crescita. È altrettanto fondamentale non prendere in giro i ragazzini, magari davanti ad altre persone e ovviamente non bisogna rimproverarli.
I disturbi del comportamento alimentare non sono legati solo alla linea o alla forma fisica, ma a un complesso meccanismo psicologico di percezione e accettazione di sé in un momento di grande cambiamento.
Il ruolo della famiglia è essenziale per avviare i giovanissimi a un corretto rapporto con il cibo e con il proprio corpo.
I pediatri suggeriscono alle famiglie di:
- favorire momenti di convivialità durante i pasti
- evitare commenti sul peso o sull’aspetto fisico
- ascoltare eventuali difficoltà o cambiamenti emotivi dei figli
- non utilizzare il cibo come premio o come strumento di consolazione, perché può favorire nel tempo un rapporto disfunzionale con l’alimentazione e avere ripercussioni anche nelle abitudini alimentari in età adulta.
Il pediatra, grazie al rapporto di fiducia costruito nel tempo con bambini e genitori, può cogliere precocemente i segnali di difficoltà e accompagnare le famiglie nel più adeguato percorso di presa in carico.
Quando preoccuparsi
A volte i segnali meno evidenti possono passare inosservati, anche se la visita periodica dal pediatra (ogni anno fino ai 12 anni di età) solitamente mette in luce problemi come peso eccessivo o scarso, alterazioni del ciclo mestruale, pallore eccessivo.
Ci sono poi segnali molto più evidenti che devono indurre a rivolgersi immediatamente al pediatra.
In particolare, in caso di anoressia è bene prestare attenzione a:
- aspetto emaciato
- perdita di peso apparentemente ingiustificata
- unghie deboli
- perdita di capelli
- comparsa di dolori addominali
- stitichezza
- intolleranza al freddo
- assenza di mestruazioni (amenorrea) nelle ragazze.
In caso di bulimia, possono comparire segnali come:
- variazioni brusche e apparentemente non giustificate di peso
- mal di gola e abbassamento di voce per il vomito indotto
- unghie rovinate per l’azione di procurare il vomito
- alternanza di diarrea e stipsi
- irregolarità mestruali nelle ragazze.
Se c’è un problema di alimentazione incontrollata potrebbero comparire:
- aumento di peso rapido
- nervosismo immotivato
- disturbi gastrointestinali come alternanza di diarrea e stipsi
- tendenza a nascondersi per mangiare.
Il pediatra svolge un ruolo fondamentale per individuare eventuali problemi perché non si limita a controllare il peso, ma monitora l’andamento della crescita, il comportamento alimentare e il benessere emotivo del bambino.
Può quindi cooperare con la famiglia suggerendo eventualmente di rivolgersi ad altri specialisti, come lo psicologo per l’adolescenza e il nutrizionista.
Leggi qui quando fare i bilanci di crescita dal pediatra
In breve
In caso la famiglia sospetti un disturbo precoce dell’alimentazione, da segnali come variazione brusca di peso o tendenza a evitare i momenti di convivialità, è bene rivolgersi al pediatra che suggerirà gli opportuni approfondimenti.
Fonti / Bibliografia
- Home - FIMP Federazione Italiana Medici PediatriOrganizzazione Sindacale Nazionale e Associazione Professionale dei Medici Pediatri di Famiglia convenzionati con il SSN c
- Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) - Asst Fatebenefratelli Sacco
