È allarme ipertensione nei bambini: troppi cibi salati!

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 12/07/2013 Aggiornato il 12/07/2013

  L’ipertensione colpisce il 5% dei bambini. I pediatri puntano il dito sull’eccesso di sale nei cibi e il poco movimento

È allarme ipertensione nei bambini: troppi cibi salati!

 

È pericolo ipertensione tra i bambini.  E questo vale anche per i neonati: hanno la pressione alta il 5% dei bebè italiani dai 6 ai 12 mesi. L’ipertensione nei bambini così piccoli non va bene e può essere il segnale che qualcosa non va.

Va controllata sempre

L’ipertensione nei bambini può essere sintomo di patologie più gravi e questo è il motivo per cui è meglio monitorarla sin da piccoli. Ad esempio, “può essere indice di problemi renali” spiega Patrizia Salice, responsabile dell’Ambulatorio di ipertensione pediatrica della Fondazione Policlinico di Milano “e il bambino nefropatico sviluppa danni al cuore molto più velocemente dell’adulto”.

Si può correggere

L’esperta spiega che quando l’ipertensione non è causata da fattori genetici, o secondaria a specifiche patologie, “è possibile correggerla, evitando così che il baby-paziente sviluppi problemi di pressione alta in età adulta”.

La prevenzione è fondamentale

“Tutti gli stimoli che un bambino riceve durante un periodo critico dello sviluppo portano a effetti duraturi e permanenti, e contribuiscono a formare il futuro adulto” sottolinea la dottoressa Salice. “Questo fenomeno è chiamato programming. Se i problemi di alta pressione sono identificati in tempo, si può lavorare sul programming. Prescrivendo, ad esempio, un’alimentazione povera di sale e ginnastica, è possibile evitare al bambino un futuro da iperteso”.

Poco sale

La prima e fondamentale regola è dunque quella di diminuire il sale ai pasti. Fino ai 12 mesi, poi, bisognerebbe evitarlo del tutto.

Allattare al seno

La dottoressa Salice consiglia inoltre alle mamme, laddove possibile, di allattare al seno. Ci sono studi, infatti, che “hanno dimostrato che i bambini allattati al seno hanno una pressione più bassa quando crescono”.

Attenzione all’obesità

Un altro fattore che può complicare il futuro del piccolo è l’obesità: “Un bambino sovrappeso ha molti più rischi di sviluppare ipertensione – avverte Anna Villarini, specialista in scienza dell’alimentazione presso l’Ircss Policlinico di Milano -. È fondamentale cominciare a fare prevenzione il prima possibile”.

Sì all’attività fisica

Muoversi è importante anche per questa ragione. Soprattutto per i bimbi più grandi che passano troppo tempo seduti. “Noi italiani siamo grandi mangiatori ma pessimi camminatori”, commenta la dottoressa Villarini. Dunque, far prendere l’abitudine di praticare attività fisica più volte alla settimana, almeno un’ora al giorno, è una ottima indicazione per scampare all’ipertensione. 

In breve

COLPISCE ANCHE I PIÙ PICCOLI

Anche i neonati possono soffrire di ipertensione, una malattia che conoscono soprattutto gli adulti e che nei bebè italiani ha una incidenza pari al 5% tra i 6 e i 12 mesi. Secondo gli esperti è allarme. E giungono immediate le raccomandazioni: usare meno sale nei cibi e allattare di più

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