Fegato grasso: un bambino su tre rischia la cirrosi

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 27/01/2016 Aggiornato il 27/01/2016

La presenza di infiammazione del fegato può servire a identificare i bimbi a rischio, evitando pericolose complicanze per la salute

Fegato grasso: un bambino su tre rischia la cirrosi

L’obesità è uno dei principali problemi mondiali sia nei bambini che negli adolescenti. L’aumento del numero dei bambini con sovrappeso e obesità nei Paesi industrializzati ha portato al parallelo aumento di casi di fegato grasso o steatosi epatica non alcolica. Negli ultimi vent’anni, infatti, la steatosi ha raggiunto proporzioni epidemiche anche tra i più piccoli, diventando la patologia cronica del fegato di più frequente riscontro nel mondo occidentale.

Bambini a rischio

Da uno studio dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, pubblicato sulla rivista scientifica americana Hepatology, emerge che i bambini che presentano fegato grasso associato a epatite (infiammazione del fegato) corrono un rischio di cirrosi epatica e di sindrome metabolica  del 30% superiore alla media. Lo studio del Bambino Gesù ha coinvolto 430 bambini ed è stato condotto in collaborazione, tra gli altri, con la University of Cambridge.

Attenzione a queste malattie

I dati emersi dimostrano come la presenza di infiammazione sia il fattore chiave per identificare i bambini a rischio di dislipidemia, obesità, sindrome metabolica e fibrosi epatica. Pertanto la precoce identificazione dei bambini con questo quadro clinico, resa possibile sia dalla biopsia epatica, ma anche da nuovi marcatori sierici non invasivi, permetterà di iniziare il più precocemente possibile, una terapia mirata ad ottenere l’arresto della progressione del danno epatico e la guarigione completa del fegato.

Conseguenze pericolose 

Le caratteristiche di questa diffusa patologia, la steatosi epatica, vanno dall’accumulo di grasso in quantità superiore al 5% del fegato (steatosi epatica semplice) a forme più severe (steatoepatite non alcolica) che possono progredire sin dall’adolescenza verso la cirrosi epatica. Così come gli adulti, anche i bambini affetti da steatosi epatica non alcolica possono presentare danni metabolici caratterizzati da aumento della circonferenza addominale, ipertensione, insulino-resistenza, ipercolesterolemia, tutte condizioni che aumentano il rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2, sindrome metabolica o malattie cardiovascolari, che ne riducono le aspettative di vita come mai successo dal dopoguerra a oggi.

 

 

 
 
 

lo sapevi che?

Il 13% della popolazione mondiale dei bambini ha problemi di fegato grasso e, in Italia, la percentuale arriva a 15%. E raggiunge addirittura l’80% nei bambini obesi.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Positiva allo streptococco a qualche settimana dal parto

19/04/2021 Bambino di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui il tampone rivelasse una positività allo streptococco, al momento del parto viene effettuata una profilassi antibiotica per evitare che il bambino venga contagiato dal batterio durante il passaggio all'esterno.  »

Embrione che non si vede alla quinta settimana

16/04/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Fare un'ecografia troppo presto (prima della settima settimana) non serve a nulla e, in più, è causa di grandi spaventi che ci si potrebbe risparmiare se solo si avesse un po' di pazienza.  »

Smettere di allattare e sensi di colpa

27/03/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Le mamme sono specializzate in sensi di colpa, ma forse riuscirebbero a nutrirne di meno se solo acquisissero la consapevolezza che la tristezza e l'ansia che ne derivano non fanno bene alla serenità del bambino.   »

Fai la tua domanda agli specialisti