Fosfati nei cibi: intervento dell’Efsa per limitarli

Lorenzo Marsili A cura di Lorenzo Marsili Pubblicato il 29/07/2019 Aggiornato il 29/07/2019

L'Efsa ha fissato per la prima volta un limite di sicurezza alla dose giornaliera di fosfati nei cibi. Sotto controllo soprattutto gli alimenti destinati a bambini e adolescenti. Norme da rivedere nei Paesi dell’Unione Europea

Fosfati nei cibi: intervento dell’Efsa per limitarli

I fosfati nei cibi potrebbero superare la dose giornaliera consigliata. A lanciare l’allarme è l’Autorità europea per la sicurezza alimentare  (Efsa), che rivede le norme in tema di fosfati. Due le contromisure per evitare rischi a chi supera, anche inconsciamente, l’assunzione di fosforo: dose giornaliera globale ammissibile (DGA)  40 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo e consiglio ai Paesi dell’Unione Europea di porre un tetto ai livelli massimi di fosfati contenuti negli integratori alimentari.

A rischio la salute dei neonati

I fosfati sono nutrienti essenziali per l’alimentazione. Di conseguenza, sono presenti naturalmente nell’organismo. I fosfati nei cibi, però, sono presenti sotto forma di additivi (per esempio, in prosciutto cotto, formaggi, carni lavorate, in scatola e piatti pronti, ma anche in bevande zuccherate, frutta candita e gelatine di frutta) per le loro qualità emulsionanti e antiossidanti. Non fanno eccezione i prodotti destinati ai neonati e bambini piccoli. Dopo uno studio che ha permesso di scoprire come sia facile superare la dose giornaliera di fosfati nei cibi, però, l’Efsa ha fissato un livello di sicurezza per il  loro consumo.

Dose giornaliera massima

Come sottolineato dalla dottoressa Ursula Gundert-Remy, presidente del gruppo di lavoro, la neo-introdotta DGA di fosfati è di 40 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo. Per la prima volta, la dose è calcolata tenendo conto del probabile apporto di fosforo da tutte le fonti, sia naturali sia gli additivi alimentari. Gli esperti hanno, infatti, stimato che questi ultimi contribuiscono con una percentuale che oscilla tra il 6 e il 30% al consumo medio totale di fosfati. Sempre su sugli additivi alimentari e gli aromi (gruppo FAF), il dottor Maged Younes, presidente del gruppo di esperti Efsa, evidenzia come sia fondamentale tenere sotto controllo la quantità di fosfati assunti ogni giorno. Ciò è particolarmente importante per i più giovani che potrebbero superare la DGA con molta più facilità di quanto si possa pensare. È dunque vitale che i Paesi dell’UE prendano atto dei rischi e predispongano una regolamentazione in tema di uso dei fosfati come additivi alimentari.

La situazione attuale

Secondo le norme attuali, non esiste un vero e proprio limite alla quantità di fosfati utilizzati come additivi negli integratori alimentari. Partendo da questo assunto, gli studiosi dell’Efsa hanno rilevato che i soggetti di età superiore ai tre anni che consumano periodicamente tali integratori possono superare la DGA a livelli talmente elevati da causare effetti nocivi sui reni. La raccomandazione Efsa è dunque quella di introdurre livelli massimi consentiti di fosfati utilizzati come additivi negli integratori alimentari, così da porre rimedio a questo vero e proprio “buco normativo”.

 

 

 
 
 

Da sapere!

La DGA non è valida per quegli individui con problemi di funzionalità renale.

 

 

Fonti / Bibliografia

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