Latte, acqua e bibite vegetali: la guida alle bevande per i bimbi

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 19/12/2019 Aggiornato il 19/12/2019

I consigli sulle bevande per i bimbi e su come assumere liquidi in modo corretto arrivano dai medici dell'Ospedale pediatrico Bambin Gesù

Latte, acqua e bibite vegetali: la guida alle bevande per i bimbi

Che la quantità di liquidi di cui l’organismo umano ha bisogno dipenda dall’età, dalle condizioni di salute, dall’attività fisica svolta e dal regime alimentare è ormai conoscenza acquisita. Almeno in teoria. Ma la pratica è spesso molto più complessa, soprattutto se si ha a che fare con bambini piccoli e con i loro organismi in rapido accrescimento, le cui necessità nutrizionali variano rapidamente. A fornire una piccola guida alle diverse bevande disponibili e i consigli per assumere liquidi in modo corretto nelle varie fasi della crescita arriva il magazine digitale a cura dell’Istituto  Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente, “A scuola di salute“.

Il latte: materno, di formula e vaccino

Il latte materno è la prima bevanda – o meglio il primo alimento – che i bambini assumono sin dalla nascita. Considerato farmaco salvavita per i prematuri grazie alla sua composizione, è formato per circa l’87% di acqua e da una proporzione ben bilanciata di proteine, grassi e carboidrati. Contiene tutti i nutrienti necessari per una buona crescita e un sano sviluppo psicofisico ed è indicato come alimento esclusivo nei primi 6 mesi di vita dall’Organizzazione mondiale della sanità e dalle più importanti società scientifiche per la nutrizione. Se la mamma è impossibilitata ad allattare l’alternativa è il latte cosiddetto “di formula”, derivato del latte vaccino. Quanto a quest’ultimo, può essere assunto solo dopo il primo anno di vita con un limite massimo di 400 ml al giorno (in modo da evitare un eccessivo apporto di proteine, associato all’insorgenza dell’obesità infantile).

Latti diversi previo consiglio del pediatra

Quanto ai latti alternativi che si ottengono dalla mungitura di diversi mammiferi (capra, cavalla, asina, cerva), ciascuna di queste bevande ha una diversa combinazione di nutrienti: dunque, spiegano gli esperti del Bambino Gesù, per decidere relativamente alla loro somministrazione ai bambini è bene evitare il “fai da te” e chiedere invece al pediatra, che ne valuterà l’introduzione all’interno di un piano nutrizionale personalizzato. In ogni caso il consiglio è di non proporli nel primo anno di vita né ai bambini sani né a quelli con particolari patologie (allergia alla proteine del latte vaccino, intolleranza al lattosio, problematiche gastrointestinali).

Bevande vegetali, occhio ai deficit nutrizionali 

Sebbene simulino il latte materno e vaccino per aspetto e consistenza, le bevande vegetali sono estratti a base acquosa di legumi, semi oleosi o cereali dalle caratteristiche nutrizionali completamente diverse: il consumo dei cosiddetti “latti vegetali” nel primo anno di vita in sostituzione del latte materno o di formula può infatti associarsi a importanti deficit nutrizionali, e nel secondo anno di vita può essere rischioso se non inserito in una dieta bilanciata.

L’acqua? Anche di rubinetto

Dal momento in cui il bambino comincia a mangiare cibi solidi, e quindi solitamente non prima dei sei mesi di età, dovrà iniziare a bere anche acqua, privilegiando quella di rubinetto ma potendo scegliere anche quella minerale in bottiglia, facendo attenzione al contenuto di sali minerali che conferiscono particolari proprietà benefiche. 

No a succhi di frutta e tè fino ai sei anni

Quanto ai succhi di frutta, ai tè zuccherati e agli energy drink, gli specialisti del Bambino Gesù ricordano che queste bevande andrebbero vietate fino ai sei anni di età, compiuti i quali vanno comunque consumati con molta moderazione e solo all’interno di un’alimentazione equilibrata, poiché carichi di zuccheri e calorie e con uno scarso o nullo apporto di altri elementi nutritivi.

 
 
 

Da sapere!

Via libera invece a frullati, centrifughe, spremute ed estratti di frutta e verdura: “I bambini e gli adulti dovrebbero mangiare 2 o 3 porzioni di frutta al giorno. Per raggiungere questa quota si può proporre la frutta da bere. Un esempio classico è la spremuta d’arancia, un concentrato di nutrienti utili, come la vitamina C, che contribuisce tra l’altro alla guarigione delle ferite, all’assorbimento del ferro e al funzionamento del sistema immunitario”, scrivono gli esperti del Bambino Gesù.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti