Obesità infantile e fegato grasso: responsabili alcuni batteri?

Redazione
A cura di “La Redazione”
Pubblicato il 08/06/2016 Aggiornato il 08/06/2016

Alla base di obesità e fegato grasso nei bambini potrebbe esserci una flora intestinale alterata. È una scoperta importante, perché apre la strada a nuove cure, come per esempio probiotici personalizzati

Obesità infantile e fegato grasso: responsabili alcuni batteri?

Identificati, per la prima volta, i batteri coinvolti nello sviluppo dell’obesità e del fegato grasso nei bambini. Gli autori di questa importante scoperta sono italiani: la ricerca è stata fatta dagli studiosi dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Flora intestinale alterata

Gli esperti lo chiamano microbiota. Si tratta, in parole semplici, di numerosi microorganismi (alcuni miliardi, in prevalenza batteri) che si trovano nel tubo digerente. Studiando questi microrganismi, medici e ricercatori dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma sono giunti alla conclusione che alcune specie di quella che un tempo era nota come flora intestinale sono associate all’insorgenza di  fegato grasso e obesità nei bambini. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista specializzata Hepatology.

Alcuni batteri più numerosi, altri meno

I ricercatori hanno, in pratica, scoperto che nell’intestino dei bambini obesi e con fegato grasso alcune famiglie di batteri sono troppo numerose (Ruminococcus Dorea) rispetto a quelle presenti in un bambino che obeso non è, mentre altri tipi di batteri (Oscillospira) sono troppo pochi.

Probiotici individualizzati

Ma perché questa scoperta è così importante? Perché, a lungo termine, potrebbero essere realizzati (ovviamente previ ulteriori approfondimenti e studi scientifici sul tema) integratori specifici “personalizzati” a base di microrganismi, i cosiddetti probiotici, che potranno essere di supporto nel trattamento di queste malattie.

Individuare presto le alterazioni gastrointestinali

“Gli studi sul microbioma intestinale sono fondamentali in pediatria per evidenziare la correlazione tra profili microbici e metabolici e principali patologie correlate ad alterazioni gastrointestinali – spiega Lorenza Putignani, responsabile di parassitologia del Bambino Gesù – Si apre così una nuova medicina dei sistemi, in grado di evidenziare il ruolo delle comunità microbiche nell’insorgenza e progressione delle patologie, aspetto fondamentale soprattutto nel periodo di crescita del bambino, quando si gettano le basi per “preparare” lo stato di salute durante tutte le fasi successive di vita dall’infanzia, alla vita adulta, alla senescenza”.

Intestino sano per fegato sano

Dallo studio “emergono due evidenze molto importanti, soprattutto per i pediatri. – dichiara Valerio Nobili, responsabile di malattie epato-metaboliche dell’Ospedale – In primis che per avere un fegato sano bisogna avere un intestino sano, popolato cioè da batteri “amici”. La seconda evidenza è la necessità di una più scientifica e aggiornata prescrizione dei probiotici per i bambini”.

No probiotici a caso

Da questo lavoro infatti, sottolinea, “si conferma l’importanza strategica del ruolo dei probiotici nell’obesità e nel fegato grasso, ma anche e soprattutto la necessità di nuove associazioni e formulazioni di batteri per combattere tali patologie”.  Allo stesso modo i ricercatori sono attenti a sottolineare “l’inutilità dell’uso indiscriminato delle formulazioni esistenti”.

 

 

 
 
 

LO SAPEVI CHE…

 

I probiotici, secondo una nota del Bambino Gesù, sono al primo posto tra gli integratori prescritti in Italia. Tra i medici che li prescrivono, i pediatri rappresentano  il 73% del totale.

 

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