Obesità infantile: stop alla pubblicità con cibo spazzatura

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 09/04/2015 Aggiornato il 09/04/2015

Secondo gli esperti, per combattere l’obesità infantile bisogna smettere di pubblicizzare su tv e giornali il cibo spazzatura. Ecco perché

Obesità infantile: stop alla pubblicità con cibo spazzatura

Sebbene la situazione sia lievemente migliorata, l’Italia resta ancora ai primi posti in Europa per obesità infantile. Ben il 20,9% dei nostri bambini è in sovrappeso e quasi il 10% obeso. Lo rivela il Sistema di sorveglianza nazionale Okkio alla Salute, promosso dal ministero della Salute/Centro per il Controllo e la prevenzione delle Malattie (Ccm). Quello del peso eccessivo dei bambini, comunque, è un problema reale di tutti i paesi occidentali. Ecco perché recentemente l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha proposto di abolire le pubblicità del cosiddetto “cibo spazzatura”, che influiscono negativamente sull’alimentazione seguita da bimbi e ragazzi.

Colpa dello stile di vita errato

L’obesità infantile è causata essenzialmente dallo stile di vita troppo sedentario dei bambini e dalla dieta poco equilibrata, ricca di cibi grassi e povera di frutta e verdura. Basti pensare che, secondo quanto emerge da Okkio alla Salute, il 25% dei genitori dichiara che i propri figli non consumano quotidianamente frutta e/o verdura e il 41% che i propri figli assumono abitualmente bevande zuccherate e/o gassate. Non va meglio sul fronte del movimento: il 18% dei piccoli pratica sport per non più di un’ora a settimana; il 35% guarda la tv e/o gioca con i videogiochi più di 2 ore al giorno; solo 1 bambino su 4 si reca a scuola a piedi o in bicicletta.

La proposta degli esperti

È alla luce di questa situazione, comune a tutti gli altri paesi “ricchi”, che la sezione europea dell’Oms ha proposto di abolire tutti gli spot sul cibo spazzatura. Non solo patatine fritte, pizzette, bevande gassate ed energy drink, ma anche biscotti e succhi di frutta che contengono zuccheri aggiunti. Del resto, sono moltissimi gli studi che hanno dimostrato che l’esposizione dei bimbi al marketing di cibi non salutari aumenta lo sviluppo dell’obesità infantile. In particolare, sembra che i bimbi di quattro anni in grado di riconoscere i marchi degli alimenti siano esposti al rischio di avere una dieta poco sana e di essere in sovrappeso.

Gli alimenti vietati

Gli esperti dell’Oms, per arginare il dilagante fenomeno dell’obesità infantile, hanno predisposto poi nuove linee guida e tabelle, con l’elenco dei cibi permessi e di quelli vietati in relazione agli elementi contenuti, come sale, grassi, vitamine. Secondo queste tabelle, sarebbe auspicabile che venissero aboliti gli spot di alimenti a base di cioccolata, torte,  biscotti dolci, gelati, bibite energetiche e gassate e anche dei succhi di frutta, a meno che apportino il 100% di frutta. Anche gli snack salati sono concessi solo se contengono al massimo lo 0,1% di sale. “Data l’epidemia di obesità in Europa non c’è giustificazione per continuare a promuovere prodotti che hanno uno scarso valore nutrizionale e contribuiscono a diete non salutari” ha spiegato Gauden Galea, direttore della divisione dell’Oms che ha preparato le linee guida. 

 

 

 

In breve

ABITUARLI A MANGIARE DI TUTTO

Per contrastare l’obesità infantile è bene educare i bambini a mangiare un po’ di tutto: non solo primi o carne o pesce, ma anche frutta e verdura in misura adeguata. Per la merenda è meglio preferire un frutto, un frullato, uno yogurt o pane senza nulla se il piccolo ha già mangiato un dolce nel corso della giornata.

 

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