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Tra le domande che i genitori si pongono più di frequente ci sono quelle su come calcolare l’altezza dei bambini.
L’altezza infatti non è solo un numero ma rappresenta un dato importante per valutare l’andamento della crescita.
Un bambino sano cresce tra i 5 e i 6 centimetri ogni anno, con piccole variazioni che dipendono soprattutto da fattori genetici. Al di sotto di questo dato si possono ipotizzare problemi di crescita che vanno segnalati dal pediatra.
Per quanto riguarda la valutazione dell’altezza futura di un bambino si può fare riferimento ad alcune formule come quella di Tanner tenendo conto però che i calcoli sono teorici: occorre fare attenzione quindi che non generino false aspettative o inutili preoccupazioni.
Il confronto con il pediatra, soprattutto nel caso si notino bruschi rallentamenti nella crescita, è sempre il miglior supporto.
Crescita del bambino
L’altezza è un riferimento importante per valutare il processo di crescita di un bambino. Occorre però tenere presente sempre alcuni elementi. Innanzitutto bisogna tenere conto del fatto che la crescita in altezza non procede in modo lineare e costante: ci sono fasi in cui un bambino può crescere di più, come succede ad esempio nel primo anno di vita (anche se in questo caso più che di altezza si parla di lunghezza dal momento che il piccolo non può ancora stare in piedi), e fasi in cui la crescita procede più lenta.
In linea generale si calcola che un bambino cresca di circa 5-6 centimetri l’anno, anche se con variazioni in più o in meno rispetto a questo dato che dipendono principalmente da fattori genetici. In ogni caso una crescita in altezza che sia inferiore in un anno ai 4 centimetri merita di essere attenzionata dal pediatra.
Servono infatti controlli specifici per valutare l’eventuale presenza di problematiche di salute che possono determinare un rallentamento nella crescita. Si tratta per lo più di cause endocrine che possono essere rilevate da specifici esami ormonali; vanno considerate anche problematiche a livello intestinale come la celiachia o le patologie infiammatorie croniche.
Va tenuto conto, inoltre, che anche l’assunzione prolungata di farmaci come il cortisone può determinare un rallentamento nella crescita.
Un ultimo dato da tenere in considerazione è il fatto che in genere si assiste a uno scatto di crescita in altezza nel periodo della pubertà con un incremento che può arrivare anche a 8-12 centimetri in un anno.
A differenza di quanto si crede comunemente, poi, il percorso di crescita non si blocca con il completamento della pubertà: il cosiddetto picco di massa ossea (cioè il massimo sviluppo delle ossa in termini di lunghezza e robustezza), si raggiunge infatti attorno ai 20 anni.
Calcolo percentile
Ogni bambino segue un proprio ritmo di crescita. È possibile in ogni caso stabilire se l’altezza di un bambino è adeguata alla sua età attraverso le tabelle e i grafici relativi ai percentili di crescita che rappresentano la popolazione pediatrica suddivisa per età:
- il 50° percentile rappresenta la media e indica che un bambino avrà un’altezza nella norma
- il 90° percentile sta a indicare che un bambino è più alto del 90% dei coetanei
- il 10° percentile al contrario segnala che un bambino ha una statura inferiore rispetto al 90% dei coetanei.
In ogni caso non è corretto parlare di un’altezza “giusta” per una determinata età di riferimento: anche un dato riferito al percentile va comunque valutato con attenzione dal pediatra rapportandolo a tutta una serie di altri fattori che possono incidere sul ritmo di crescita.
Questo anche tenendo conto del fatto che il valore dell’altezza non è l’unico dato a cui fare riferimento: molto importante, ad esempio, è valutare che il bambino segua una traiettoria di crescita stabile.
Un bambino che rimane stabile sul decimo percentile nel tempo, pur presentando una statura sotto la norma, non desta preoccupazione mentre serve attenzione e un monitoraggio preciso nel caso di un repentino spostamento verso percentili più bassi.
Cosa aspettarsi
Attorno al tema dell’altezza dei bambini ruotano spesso molte preoccupazioni e anche molte aspettative dei genitori. È frequente porsi domande su come calcolare l’altezza dei bambini così come è facile scivolare nella poco felice abitudine di fare confronti con i coetanei.
Va sempre tenuto presente, però, che ogni bambino è unico anche nel processo di crescita: sapere quanto un figlio potrà crescere finisce spesso per essere una fonte di ansia che si rischia per altro di trasmettere al bambino.
Il ritmo di crescita di un bambino si lega infatti a una serie di fattori complessi che tengono conto innanzitutto dei dati relativi alla vita fetale: in genere il modello di crescita registrato in utero – lunghezza del femore, diametro addominale – può stabilire la traiettoria di crescita dopo la nascita ma non si possono escludere casi in cui lo sviluppo sia più rapido o al contrario più lento nel periodo post-natale rispetto a quello della gravidanza.
La genetica influenza in modo significativo l’altezza. Attenzione però che nel calcolare l’altezza di un bambino non va tenuto conto solo di quella dei genitori bensì anche di quella relativa all’intero gruppo familiare, sia materno che paterno: non è raro, infatti, che da un padre o da una madre piccola nascano figli alti che assomigliano a un nonno o a una nonna paterni.
Uno studio pubblicato sulla rivista Nature condotto su 700mila persone ha evidenziato che esistono ben 80 varianti genetiche che possono influenzare l’altezza di una persona, anche se l’altezza dei familiari risulta comunque essere la predominante.
I fattori esterni
Accanto ai fattori genetici, vanno considerati anche fattori esterni che possono incidere, sia pur in misura minore, nel determinare l’altezza di un bambino.
- L’alimentazione: una dieta equilibrata supporta una crescita sana, fin dai primi giorni di vita. Basilare l’apporto di vitamine, tra cui la D, di minerali come calcio e ferro che sostengono lo sviluppo dell’ossatura e della muscolatura ma non sono da dimenticare le proteine. E’ dato ormai certo, infatti, che l’accelerazione del trend in altezza, registrata nel corso del ‘900, si leghi proprio alla maggior disponibilità e al maggior consumo di proteine di alto valore biologico.
- L’attività fisica: il movimento nei bambini, che può essere rappresentato anche dal semplice gioco attivo, favorisce la crescita. In particolare, sia l’attività fisica che la dieta sana allontanano il rischio di obesità, un fattore che altera i ritmi di crescita.
- Lo stile di vita: adottare buone abitudini è importante per favorire una crescita sana. In modo particolare un sonno regolare e profondo favorisce la produzione dell’ormone della crescita (GH). Anche l’ambiente familiare riveste importanza: quando è sereno genera un benessere emotivo che incide positivamente sulla crescita al contrario di prolungate condizioni di ansia e tensione che possono determinare un rallentamento nello sviluppo.
Formula di Tanner
Calcolare l’altezza futura di un bambino non è facilissimo dal momento che, come visto sopra, i fattori che possono intervenire nella crescita sono molti. Osservare con attenzione lo sviluppo e seguire un programma regolare di controlli rappresentano sicuramente la scelta più opportuna che un genitore possa fare.
È legittimo comunque chiedersi come calcolare l’altezza di un bambino e per farlo si può usare una formula, nota come formula di Tanner, che indica la probabile statura futura. La formula di Tanner fornisce infatti il cosiddetto bersaglio o target genetico, ossia le potenzialità del bambino in riferimento alla sua altezza da adulto, un valore che può avere un’approssimazione in eccesso o in difetto compresa fra i 5 e gli 8,5 centimetri.
Si procede così:
- Per i maschi = [altezza del papà in cm + (altezza della mamma in cm + 13)] / 2
- Per le femmine = [(altezza del papà in cm – 13) + altezza della mamma in cm] / 2
Per fare un esempio: nel caso un bambino con una madre alta 1.60 m e un padre alto 1.65 m, il calcolo sarà (160 + 165 – 13) : 2 = 1.56 m con un range tra 1.49 m e 1.63 m
È necessario comunque tenere presente che si tratta di calcoli su base statistica, quindi teorici. Il valore che si ottiene con questa formula non fornisce in ogni caso solo una risposta al desiderio dei genitori di sapere quanto crescerà il proprio figlio ma rappresenta anche uno strumento che consente al pediatra di fare una più attenta analisi dello stato di crescita del bambino.
Qualora il bambino, infatti, abbia una statura al di sotto del target genetico, cioè sia più piccolo rispetto ai genitori, lo specialista può decidere per un iter di controlli che escluda eventuali possibili problematiche di salute.
In genere si procede per prima cosa con una radiografia della mano non dominante che consente di valutare l’età ossea: confrontando le immagini ottenute con quelle standard di riferimento è possibile stabilire se l’età dell’osso è normale oppure ritardata rispetto all’età anagrafica del bambino.
Nel primo caso ci si può trovare davanti a un processo di crescita lento ma comunque destinato a raggiungere livelli normali, mentre qualora l’età dell’osso risulti ritardata rispetto a quella reale del bambino la statura finale può esserne influenzata: diventano quindi opportuni ulteriori controlli.
In breve
È giusto che i genitori si chiedano se il loro bambino ha un’altezza “normale” e come sarà in futuro. L’altezza rappresenta infatti un parametro importante per valutare la crescita e lo stato di salute. Per questo è sempre opportuno che siano controlli regolari dal pediatra a monitorarla così da valutare se lo sviluppo segue un iter regolare o se si presenta la necessità di controlli specifici per individuare problematiche che possono interferire con la normale crescita in altezza.
Fonti / Bibliografia
- Rare and low-frequency coding variants alter human adult height | NatureHeight is a highly heritable, classic polygenic trait with approximately 700 common associated variants identified through genome-wide association studies so far. Here, we report 83 height-associated coding variants with lower minor-allele frequencies (in the range of 0.1–4.8%) and effects of up to 2 centimetres per allele (such as those in IHH, STC2, AR and CRISPLD2), greater than ten times the average effect of common variants. In functional follow-up studies, rare height-increasing alleles of STC2 (giving an increase of 1–2 centimetres per allele) compromised proteolytic inhibition of PAPP-A and increased cleavage of IGFBP-4 in vitro, resulting in higher bioavailability of insulin-like growth factors. These 83 height-associated variants overlap genes that are mutated in monogenic growth disorders and highlight new biological candidates (such as ADAMTS3, IL11RA and NOX4) and pathways (such as proteoglycan and glycosaminoglycan synthesis) involved in growth. Ou...
