Antibiotici per i bambini: una nuova campagna per non abusarne

Miriam Cesta A cura di Miriam Cesta Pubblicato il 12/12/2018 Aggiornato il 12/12/2018

In Italia si usano troppi antibiotici per i bambini e spesso i genitori li danno ai figli senza aver sentito il medico. Iniziativa promossa dai pediatri Fimp contro l’abuso

Antibiotici per i bambini: una nuova campagna per non abusarne

Mio, Mia e Meo. Sono due bambini e una bambina protagonisti della nuova campagna “I Consigli di Mio, Mia e Meo” promossa dai pediatri della Fimp, la Federazione italiana medici pediatri, per sensibilizzare grandi e piccoli sul corretto uso degli antibiotici per i bambini.

Infezioni virali nell’80% dei casi

Maggiore informazione circa il corretto uso di questi medicinali è necessaria nel nostro Paese perché se ne usano troppi e in maniera scorretta: basta pensare che, sebbene nei bambini circa l’80% delle infezioni sia di origine virale, gli antibiotici vengono impiegati in otto casi su dieci. E spesso i genitori li somministrano ai figli senza neanche aver prima ascoltato il parere del medico.

Ai primi posti in Europa

Come spiega Paolo Biasci, presidente nazionale della Fimp, “troppo spesso si fa ricorso in modo indiscriminato agli antibiotici per i bambini. Rappresentano, infatti, ben il 44% del totale di tutti i farmaci prescritti in età pediatrica. Solo lo scorso anno sono stati utilizzati dal 38% dei bambini in Italia. Questi dati ci collocano ai primi posti in Europa, nonostante un lieve calo dei consumi registrato negli ultimissimi anni. Per questo la nostra Federazione ha deciso di avviare un progetto nazionale che vuole raggiungere milioni di famiglie grazie all’aiuto di tre simpatiche mascotte: Mio, Mia e Meo”.

No al “fai da te”

In particolare i medici Fimp precisano che una delle pratiche da cui guardarsi maggiormente è l’autoprescrizione di antibiotici, senza aver sentito il parere del medico. Spiega Teresa Cazzato, membro del board scientifico Fimp: “in particolare raccomandiamo ai genitori di non autoprescriversi le cure antibiotiche e di rispettare sempre le modalità e le dosi di somministrazione indicate dal pediatra”. La campagna però vuole, al tempo stesso, sensibilizzare anche il personale medico. “Nei bambini circa l’80% delle infezioni è di origine virale. Tuttavia l’antibiotico viene impiegato in otto casi su dieci, contribuendo a determinare un aumento esponenziale del fenomeno dell’antibiotico-resistenza”.

 

 

 
 
 

Da sapere!

L’antibiotico-resistenza è una delle principali conseguenze negative legate all’eccessivo uso di questi farmaci. È un problema in forte crescita in tutto il mondo e può portare al rischio di non riuscire più a curare con efficacia le malattie batteriche, soprattutto quelle più gravi.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Positiva allo streptococco a qualche settimana dal parto

19/04/2021 Bambino di Dottoressa Elisa Valmori

Nel caso in cui il tampone rivelasse una positività allo streptococco, al momento del parto viene effettuata una profilassi antibiotica per evitare che il bambino venga contagiato dal batterio durante il passaggio all'esterno.  »

Embrione che non si vede alla quinta settimana

16/04/2021 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Fare un'ecografia troppo presto (prima della settima settimana) non serve a nulla e, in più, è causa di grandi spaventi che ci si potrebbe risparmiare se solo si avesse un po' di pazienza.  »

Smettere di allattare e sensi di colpa

27/03/2021 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Le mamme sono specializzate in sensi di colpa, ma forse riuscirebbero a nutrirne di meno se solo acquisissero la consapevolezza che la tristezza e l'ansia che ne derivano non fanno bene alla serenità del bambino.   »

Fai la tua domanda agli specialisti