Asma e allergie nei bambini: prova con la pet therapy

Roberta Camisasca A cura di Roberta Camisasca

Interessanti prospettive da uno studio condotto in una fattoria: gli animali stimolano le difese dei bambini, riducendo il rischio di asma e allergie.

Asma e allergie nei bambini: prova con la pet therapy

Crescere circondati da animali da fattoria potrebbe proteggere i bambini dal rischio di sviluppare asma e allergie. Bestioline d’allevamento e animali domestici come i gatti potrebbero infatti abituare il sistema immunitario alla loro presenza, rafforzandolo ed evitando che reagisca male quando incontra sostanze inoffensive, come succede nelle allergie.

L’esperimento in fattoria

Secondo uno studio dell’Università di Zurigo (Svizzera) uscito sulla rivista Journal of Allergy and Clinical Immunology, i microrganismi presenti nelle fattorie, dovuti alla presenza di animali, difendono i bambini da asma e allergie. La scoperta riguarda però ulteriori meccanismi di protezione, in particolare un acido, chiamato N-Glicolneuraminico (Neu5Gc), presente in molti animali da allevamento ma assente nell’organismo umano, che secondo gli autori agirebbe da antinfiammatorio naturale nei confronti dei tessuti polmonari.

Conferme in laboratorio

Somministrando le stesse molecole ad alcuni topi asmatici si è anche visto che il trattamento migliora la funzione polmonare e riduce i sintomi dell’asma. Così facendo si è riusciti a produrre una risposta antinfiammatoria da parte del sistema immunitario, attraverso le cosiddette cellule T regolatorie, che intervengono nelle reazioni anomale del sistema immunitario ed esercitano un’intensa attività antinfiammatoria.

 
 
 

Da sapere!

Il contatto con gli animali durante la prima infanzia e il consumo di alimenti di origine animale può aiutare a regolare le reazioni infiammatorie del sistema immunitario.

 

 

Pubblicato il 13.9.2019 Aggiornato il 13.9.2019
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Gravidanza e residui di tinta sul cuoio capelluto: ci sono rischi per il feto?

14/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le tinte per i capelli attualmente in commercio, se certificata dal marchio CE, non sono affatto dannose in gravidanza, con o senza ammoniaca che siano. Possono quindi essere impiegate in tutta tranquillità.   »

Siero al retinolo durante la ricerca della gravidanza: ci sono rischi?

12/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

In genere, la quantità di retinolo assorbita attraverso la cute è estremamente bassa e non in grado di causare rischi per il feto. A maggior ragione, si può stare tranquille se il prodotto è stato usato nelle primissime settimane di gravidanza.   »

Cerchiaggio preventivo: si deve stare sempre a letto?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Nei primi giorni successivi all'intervento di cerchiaggio è possibile che venga raccomandato il riposo, dopodiché si possono riprendere le normali attività quotidiane, evitando comunque ogni eccesso per quanto riguarda l'impegno fisico.   »

Larva inghiottita con la marmellata: ci sono rischi per la gravidanza?

11/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Le larve che possono essere presenti nella marmellata non sono velenose quindi la loro assunzione accidentale (per quanto possa essere poco piacevole dal punto di vista psicologico) non espone a rischi.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

06/05/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

Fai la tua domanda agli specialisti