L'assunzione di crack durante la gravidanza espone a gravi rischi che, però, potrebbero essere scongiurati smettendo completamente.
Una domanda di: Marta Premetto di avere un passato da tossicodipendente, in particolare con il crack, ho smesso o meglio ho cercato di smettere appena scoperto di essere incinta, ma le ricadute ci sono state nei primi due mesi (non tutti i giorni ma forse in totale saranno state 6 volte) lasciando spazio agli ultimi cinque invece di totale pulizia, sì sono al settimo mese. Vorrei sapere i rischi che corre la mia bambina, prendo tutti i giorni le vitamine, alle ecografie il peso, la posizione e la circonferenza della testa sono normali, ho passato anche un'infezione da CMV curata a Pavia con l'antivirale ed è andata bene. Vi ringrazio.
Dottor Filippo Murina
Gentile Signora,
l’assunzione di crack durante la gravidanza ha effetti importanti sia per la madre che per il feto. Il crack, una forma fumabile di cocaina, agisce rapidamente sul sistema nervoso centrale, aumentando il rischio di aborto spontaneo, parto prematuro, disturbi di crescita fetale e possibili problemi neurologici permanenti. I neonati esposti al crack possono mostrare sindromi da astinenza neonatale, difficoltà respiratorie e problemi comportamentali nel lungo termine. Nello specifico del suo caso, ci sono tanti elementi confortanti che ridimensionano i rischi legati all'associazione crack-gravidanza. Al settimo mese è scongiurata l'evoluzione in aborto spontaneo, la formazione degli organi è già avvenuta come documentato dalle ecografie eseguite e risultate nella norma ed il peso della sua bambina è attualmente nei range di normalità. Ciononostante, è fondamentale seguirne attentamente l'evoluzione astenendosi dall'ulteriore assunzione della sostanza stupefacente, come lei ben sa e come sta facendo. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Nella letteratura scientifica non ci sono dati sufficienti per poter affermare se il neonato presenterà manifestazioni anomale, nel caso in cui la futura mamma abbia fatto uso di crack due settimane prima del parto. »
In letteratura, non ci sono dati che indichino quanto tempo debba passare perché l'assunzione di crack in gravidanza non comporti conseguenze nel neonato, quindi non si può escludere che il bambino alla nascita manifesti qualche sintomo: in questo caso è importante avvertire il neonatologo di aver ... »
Il consumo di derivati della cannabis in gravidanza è associato a un aumento del rischio di basso peso alla nascita, di parto prematuro e di effetti a lungo termine sullo sviluppo cognitivo del neonato, che aumenta in base alla dose e all'epoca del consumo.
»
L'Academy of Breastfeeding Medicine suggerisce che le donne che hanno abusato di cocaina nel corso della gravidanza non dovrebbero allattare al seno a meno che non abbiano una tossicologia urinaria negativa al momento del parto e siano "pulite" da almeno 90 giorni. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazioni di feci morbidi e, quindi, facili da espellere. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »
Proporre le verdure insieme al pesce è un’ottima abitudine. Le verdure completano il profilo nutrizionale della pappa, in più aiutano ad accettare il sapore del pesce grazie alla loro naturale dolcezza. »