Bagni a scuola: genitori preoccupati per la scarsa igiene
A cura di Metella RonconiPubblicato il 31/10/2018Aggiornato il 12/09/2024
Le precarie condizioni di pulizia dei bagni a scuola sono una delle maggiori preoccupazioni dei genitori. E spesso i bambini preferiscono "tenersela"
L’Italia è al primo posto tra i Paesi europei più preoccupati per l’igiene dei propri figli a scuola. Lo rivela l’indagine “Hygiene and Health Report 2018-2019” condotta da Essity, azienda che opera nei settori dell’igiene e della salute.
Molti bambini non usano i bagni a scuola
Il 52% del campione intervistato ha affermato di essere “spesso” (40%) o addirittura, “sempre” (12% del campione), preoccupato che i propri figli possano ammalarsi, a causa di ambienti igienicamente non idonei. Al punto che il 51% del campione, composto da genitori di figli in età scolare, ha affermato che i figli tendono a usare i bagni a scuola solo se strettamente necessario. Di questi, l’11% ha ammesso che i propri figli non li usano mai.
Carta igienica: questa sconosciuta
La preoccupazione dei genitori italiani è condivisa solamente dai “colleghi” spagnoli: qui il 47% del campione intervistato ha affermato di preoccuparsi per le condizioni igieniche degli istituti scolastici, mentre scende di molto in Francia dove è solo il 27% dei genitori intervistati a ritenersi “preoccupato”. In Italia “portare la carta igienica” è una delle prime voci nella lista di cose da fare per i genitori. E, infatti, a scoraggiare i bambini e i ragazzi dall’usare i bagni a scuola è anche la frequente mancanza di prodotti necessari quali saponeo carta igienica, come ha sottolineato il 47% dei genitori intervistati. Una consuetudine in Italia: secondo il rapporto di Cittadinanzattiva nel 37% dei bagni scolastici manca quasi sempre l’indispensabile “prodotto”.
Da sapere!
Da anni si parla di togliere le pulizie alle ditte esterne, cui sono state appaltate con risultati deludenti, per restituirla a personale interno. Ma la svolta non potrà avvenire in tempi brevi: i contratti in essere scadono a giugno 2019, e quindi bisognerà aspettare almeno fino all’anno scolastico 2019/20.
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