Bambini superdotati: spesso sono troppo soli

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 28/07/2021 Aggiornato il 28/07/2021

I bambini superdotati, chiamati anche bimbi zebra, hanno un quoziente intellettivo sopra la media ma anche una profonda ipersensibilità. Rischiano di soffrire di solitudine e - paradossalmente - di non andare nemmeno troppo bene a scuola. Importante aiutarli

Bambini superdotati: spesso sono troppo soli

I bambini che hanno un quoziente intellettivo sopra la media e una profonda ipersensibilità sono in aumento, ma spesso e volentieri nessuno – dai genitori, passando per la scuola, e arrivando fino alla società – sa come supportarli correttamente.  Risultato: i bambini superdotati vengono spesso lasciati soli a se stessi.

Caratteristiche uniche

I genitori attenti si accorgono subito se il figlio possiede caratteristiche quantitative e qualitative particolari: nel fare domande, nel cercare risposte, nel dimostrare velocità in alcune funzioni di sviluppo. A volte, però, questi bambini si dedicano solo all’attività che trovano interessante e insistono per fare solo quella. Non si stancano mai, devono sempre ampliare, la richiesta all’adulto è continua. Alcuni hanno caratteristiche di iperattività. Ma ovviamente non ne esiste uno che somiglia all’altro. Nei giochi per esempio c’è chi predilige la routine e chi la detesta e non è mai pago del cambiamento.

L’importanza di uno sviluppo equilibrato

Daniela Lucangeli, professoressa di Psicologia dello sviluppo all’università di Padova e presidente di Mind4children, ha spiegato che la loro viene chiamata iperdotazione perché fa riferimento alla quantità di intelligenza: iperdotato, cioè più intelligente della norma.

I soggetti ad alto potenziale sono individui dotati di possibilità di sviluppo superiori alla media. Queste possono riferirsi ad ambiti molto diversi tra loro: scolastico, artistico, motorio e socio-emotivo. In pochi, però, le riconoscono.

A livello educativo il rischio è quello di aumentare la qualità che c’è già, mentre uno sviluppo sano ha bisogno di armonizzazione, si devono evitare le condizioni che possono portare a una situazione di squilibrio.

A scuola non sempre i risultati sono brillanti

Sarebbe importante che anche l’ambiente scolastico fosse adeguato alle loro caratteristiche. Spesso ci si trova di fronte a bambini ad alta funzionalità cognitiva che in classe non hanno le soddisfazioni che dovrebbero avere. Se non hanno le caratteristiche qualitative delle prestazioni ma quelle della divergenza, ossia un’elaborazione profonda e acuta, in una scuola prestazionale possono non dare i risultati che ci si aspetta da loro. Questo può provocare perdita di autostima, abbandono scolastico e isolamento sociale.

Bisogna generare un sistema in cui famiglia, scuola e contesto sociale devono coadiuvare l’insieme. Lo specialista è fondamentale perché chiarisce la situazione, il profilo, le caratteristiche, e suggerisce come muoversi. Ma poi ci vuole una formazione condivisa. La collettività degli insegnanti deve sapere come accompagnare questi bambini.

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Venti anni fa i bambini superdotati erano l’1,5 per cento del totale mentre oggi questa percentuale è cresciuta fino al 5%.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti