Cosa fare se il bambino è aggressivo?

Paola Risi A cura di Paola Risi Pubblicato il 10/11/2022 Aggiornato il 10/11/2022

Può capitare di sorprendere il proprio bambino in atteggiamenti aggressivi con i propri compagni e addirittura con la mamma o con il fratellino più piccolo. Ecco come comportarsi con il bambino aggressivo

bambino aggressivo picchia la sorellina

L’aggressività e le differenti modalità tramite cui si manifesta (picchiare, scalciare e urlare) rappresentano per il bambino piccolo un fondamentale mezzo comunicativo che gli consente di esternare le proprie pulsioni. Ciò vale soprattutto fino all’età di 2-3 anni, età in cui, grazie all’acquisizione di una certa dimestichezza col linguaggio verbale, potrà disporre di un altro modo per esprimere la sua rabbia. Da questa fase in avanti, il livello di aggressività nel bambino tende di fatto a ridursi anche se, almeno fino ai 4-5 anni, essa rimarrà una componente significativa del suo comportamento. Ecco come gestire un bambino aggressivo.

Come aiutare i bambini a gestire la rabbia?

Fondamentale è osservare con attenzione l’evolversi di questo atteggiamento nel proprio figlio: in alcuni casi, infatti, esso tende a diventare la caratteristica principale del suo modo di esprimersi e interagire con l’ambiente circostante. E se bloccare sul nascere ogni manifestazione di questa pulsione rischia di frustrare eccessivamente il bambino, impedendogli di scaricare il surplus di energia interiore, anche assumere un atteggiamento indifferente o permissivo è sconsigliato.

Già a cominciare dai 2-3 anni, gli adulti di riferimento dovrebbero quindi rendere ben chiara la propria disapprovazione verso questo genere di comportamenti, reagendo con fermezza soprattutto nelle occasioni in cui l’aggressività del figlio si rivolge verso altri bambini.

Cosa scatena l’aggressività nei bambini?

L’avvio della scuola materna tende spesso ad aumentare le occasioni in cui si manifestano atteggiamenti aggressivi: i dispetti dei compagni, le aggressioni fisiche e/o verbali, la necessità di dover condividere giochi e spazi con i coetanei, in assenza del controllo continuo ed esclusivo di un adulto di riferimento, stimolano spesso scontri in cui “venire alle mani” rappresenta la modalità più frequente cui ricorrere per attaccare o difendersi.

Per questa ragione si tratta di una fase delicata e complessa, in cui è essenziale cercare di osservare in modo obiettivo il comportamento del bambino e di comprendere le dinamiche che lo determinano.

Per mamma e papà, in particolare, è molto importante sforzarsi di tenere conto delle segnalazioni fornite dagli educatori, evitando di assumere a priori un atteggiamento di giustificazione-difesa nei confronti del proprio figlio: ciò non farebbe che legittimare ai suoi occhi questo genere di atteggiamenti.

Come coggerre il comportamento di un bambino aggressivo?

L’atteggiamento che i genitori dovrebbero adottare cambia col passare dell’età.

Fino a 2-3 anni

Più che le parole e i lunghi discorsi, in questa fase contano i fatti e, in presenza di uno scontro fisico, attivato per lo più dalla contesa di un gioco, è consigliabile allontanare fisicamente il bimbo dalla situazione di tensione, togliergli dalle mani l’oggetto “della discordia” e, se non gli appartiene, restituirlo al legittimo proprietario. Sperimentare queste prime, piccole frustrazioni è molto importante per avviare il superamento dall’egocentrismo tipico della prima infanzia.

Dai 3-4 anni

La componente educativa diventa prioritaria ed è fondamentale:

 

  •  spiegare chiaramente che il ricorso alla violenza fisica è sbagliato;
  • abituarlo al rispetto delle esigenze degli altri, soprattutto attraverso il modello offerto col proprio comportamento;
  • stimolarlo a esprimere la propria rabbia a parole facendogli capire che è del tutto naturale provare dei sentimenti “negativi”;
  • offrire al piccolo occasioni di sfogo (scatola della rabbia link)attraverso il potere liberatorio del gioco o dello sport.

 

 
 
 

In sintesi

A cosa è dovuta l’aggressività nei bambini?

Sono molti i sentimenti che possono scatenare l’aggressività nei bambini. I più frequenti sono rabbia, paura, ansia, agitazione. È importante non reprimere queste emozioni nel bambino, ma aiutarlo a gestirle.

 

Fonti / Bibliografia

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Calcola i tuoi giorni fertili

Calcola le settimane di gravidanza

Controlla le curve di crescita per il tuo bambino

Elenco frasi auguri comunione

Elenco frasi auguri compleanno

Elenco frasi auguri cresima

Calcola la data presunta del parto

Le domande della settimana

Tosse dopo aver usato un prodotto per la pulizia della casa: ci sono rischi per il feto?

17/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

La tosse che può comparire dopo aver accidentalmente respirato un prodotto tossico è conseguenza di un'irritazione locale che non può nuocere al feto.  »

Antibiotico ai bambini: ci sono rischi se si somministra una dose leggermente superiore alla consigliata?

17/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

La dose massima di antibiotico indicata nel "bugiardino" non è tossica e può essere aumentata anche fino a 5 volte senza risultare pericolosa: è il caso, per esempio di amoxicillina e cefalosporine.   »

Benzodiazepine in allattamento: si possono assumere?

16/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Migliori

Una neomamma che soffre di attacchi d'ansia è giusto che affronti un trattamento che le consenta di accudire il suo bambino nel migliore dei modi possibili.   »

Cervice accorciata: cosa fare?

12/03/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

In caso di cervice accorciata, il ginecologo curante può prendere in considerazione il cerchiaggio. Comunque, il riposo stretto a letto oltre a non servire può esporre a rischi.   »

Fai la tua domanda agli specialisti