Bullismo tra adolescenti, casi in aumento con il Covid-19

Roberta Raviolo A cura di Roberta Raviolo Pubblicato il 15/03/2021 Aggiornato il 15/03/2021

Solitudine, isolamento, dipendenza da internet e dai social. E i casi di bullismo tra adolescenti sono ancora più diffusi con la pandemia da Covid-19

Bullismo tra adolescenti, casi in aumento con il Covid-19

Si pensava che i distanziamenti obbligatori imposti dal Covid-19 riuscissero in qualche modo a proteggere i più giovani dai pericoli legati a bullismo, cyberbullismo, revenge porn e altre piaghe legate alla diffusione dei social. Non è così, anzi: il bullismo tra adolescenti è perfino aumentato durante la pandemia, secondo i dati riferiti dall’Osservatorio Indifesa di Terres Des Hommes. La solitudine forzata per ragioni di sicurezza, la difficoltà a comunicare con gli amici e il fatto di doversi affidare al computer e allo smartphone hanno accresciuto l’insicurezza e l’isolamento tra i più giovani.

I dati dell’Osservatorio

L’osservatorio Indifesa, con la sua indagine realizzata nel corso del 2020, ha raccolto le risposte di 6.000 ragazzi, dai 13 ai 23 anni, provenienti da tutta Italia. Il 68% ha dichiarato di aver assistito a episodi di bullismo tra adolescenti o cyberbullismo, mentre il 61% ha ammesso di esserne stato vittima. Ragazzi e ragazze hanno espresso la sofferenza provata per essere stati oggetto di violenza psicologica da parte di coetanei (42,23%) e in particolare il 44,57% delle ragazze ha segnalato il forte disagio provato nel ricevere online commenti non graditi di carattere sessuale. E oltre alle vittime ci sono anche i responsabili: l’8% delle ragazze e il 14,6% di maschi ha dichiarato di aver compiuto atti di bullismo o cyberbullismo. Sei ragazzi su 10 dichiarano di non sentirsi al sicuro online. Tra i rischi maggiori, sia i maschi sia le femmine pongono al primo posto il cyberbullismo, sebbene le ragazze temano soprattutto il Revenge porn, che è percepito come un fatto grave, quanto subire una violenza fisica.

Aumenta il senso di solitudine

I dati dell’Osservatorio non si limitano solo parlare di bullismo tra adolescenti. Le conseguenze del Covid-19 e delle misure di isolamento e distanziamento sociale sono pesanti per i giovani: il 93% degli adolescenti ha affermato di sentirsi solo, con un aumento del 10% rispetto alla rilevazione precedente. Un aumento ancora più significativo, se si pensa che la percentuale di chi ha indicato di provare solitudine “molto spesso” è passata dal 33% al 48%. Secondo i responsabili dell’Osservatorio, gli effetti della pandemia e i drastici cambiamenti che questi hanno portato nella vita dei ragazzi come l’isolamento sociale, la didattica a distanza e la perdita della socialità stanno provocando una profonda solitudine e demotivazione, ma anche ansia, rabbia e paura. Inoltre, la solitudine sta portando anche a un ripiegamento sempre maggiore nei social dove aumentano i rischi di bullismo, cyberbullismo e, per le ragazze, di Revenge porn. La legge n. 69/2019  ha disciplinato come reato proprio il Revenge porn.

L’Osservatorio sugli adolescenti italiani e il Network Indifesa

Dal 2014 Terre des Hommes, in collaborazione con ScuolaZoo, porta avanti l’Osservatorio Indifesa, uno strumento per ascoltare la voce dei ragazzi e delle ragazze italiane su violenza di genere, discriminazioni, bullismo, cyberbullismo e sexting. Fino a oggi, quasi 26.500 ragazzi e ragazze di tutta Italia sono stati coinvolti tramite il sito e il canale instagram di ScuolaZoo  in quello che oggi è l’unico punto d’osservazione permanente su questi temi e uno strumento fondamentale per orientare le politiche delle istituzioni e della comunità educante italiana. In un periodo così complesso per i più giovani, infatti, non bisogna smettere di mantenere viva l’attenzione sui temi del bullismo e del cyberbullismo, che hanno modo di insidiarsi nella quotidianità e nelle relazioni anche “a distanza” dei più giovani.

 

 

 

 
 
 

Da sapere!

Con la didattica a distanza è facile che i giovanissimi vengano lasciati anche ore davanti a un video. Si deve cercare di non abbandonarli a se stessi, vegliando con discrezione sulle loro attività, individuando eventuali cambiamenti di umore o momenti di disagio e proponendo diversivi insieme al resto della famiglia.

 

Fonti / Bibliografia

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