Carie nei bambini: attenzione ai Pfas nell’acqua potabile

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 25/03/2020 Aggiornato il 25/03/2020

Secondo uno studio americano i Pfas, sostanze chimiche presenti in fiumi e laghi, possono contaminare le acque potabili e favorire la carie nei bambini

Carie nei bambini: attenzione ai Pfas nell’acqua potabile

Secondo uno studio condotto dai ricercatori della West Virginia University School of Dentistry,  la carie nei bambini potrebbe dipendere non soltanto da un’alimentazione troppo ricca di zuccheri, ma anche dalla presenza di Pfas (sostanze perfluoroalchiliche) nell’acqua del rubinetto.

Il test su bambini tra i 3 e gli 11 anni di età

Il nuovo studio che individua i Pfas come coresponsabili della carie è stata effettuato su campioni di sangue di bambini di età compresa tra i 3 e gli 11 anni. Dei sette Pfas esaminati, l’acido perfluorodecanoico è risultato quello associato a livelli più elevati di carie. Questo acido infatti ha una lunga struttura molecolare e forti legami chimici; pertanto, rimane nell’ambiente più a lungo e può creare danni al normale e regolare sviluppo dello smalto dei denti nell’età della crescita, rendendoli appunto più soggetti alla carie. Lo studio mostra però anche come, a prescindere dall’esposizione ai Pfas, i bambini che si lavavano i denti solo una volta al giorno hanno in media molte più carie di quelli che li lavano almeno due. Lo stesso risultato si è registrato nei bambini che non erano stati dal dentista nell’anno precedente.

Che cosa sono i Pfas

I Pfas sono sostanze chimiche presenti nelle acque di fiumi e laghi a causa dell’intenso utilizzo industriale che ne è stato fatto nei decenni passati, e quindi da lì possono arrivare a contaminare le acque potabili. In precedenza altre ricerche avevano collegato la loro presenza nell’organismo a malattie cardiache e al colesterolo alto.

Si tratta di composti chimici costituiti da catene fluorurate di un numero variabile di atomi di carbonio. Per la presenza del legame tra carbonio e fluoro, hanno stabilità chimica e termica e sono impermeabili all’acqua e ai grassi. Grazie a tali caratteristiche i Pfas sono tuttora impiegati in moltissime applicazioni di uso comune. Il classico esempio sono le pentole antiaderenti, ma si trovano anche in carta e packaging, tende e tappeti, vestiti per outdoor, prodotti per la pulizia, vernici, adesivi, detergenti per la persona e altro ancora. Essendo resistenti ai tipici processi di degradazione, sono presenti sia nel suolo sia nell’aria, dove possono rimanere per giorni ed essere trasportati. La Danimarca e altri Stati europei hanno vietato l’utilizzo di pentole contenti Pfas e contenitori alimentari costituiti da composti chimici usati nella produzione del teflon. 

 

 
 
 

Da sapere!

Gli esperti della Società Italiana di Parodontologia (Sidp) hanno affermato che la carie può avere cause diverse, alcune non ancora del tutto chiare e ben definite, tra le quali anche l’esposizione a molecole potenzialmente dannose. Questa scoperta necessita quindi di ulteriori approfondimenti scientifici.

Fonti / Bibliografia

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