Chat dei figli: è giusto leggere i loro messaggi? I consigli dell’esperto

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 25/09/2023 Aggiornato il 25/09/2023

I genitori si chiedono spesso se sia giusto leggere i messaggi sulle chat dei figli. Una domanda legittima che nasce dalla consapevolezza che anche i minori hanno diritto alla privacy ma che al tempo stesso gli adulti hanno l’obbligo di proteggerli. Vediamo insieme allora cosa consiglia l’esperto

Molti genitori non sanno resistere alla tentazione di leggere le chat dei propri figli. Ma è giusto farlo? I consigli dell'esperto per gestire al meglio questo delicato argomento

È giusto leggere i messaggi sulle chat dei figli? A chiederselo sono molti genitori combattuti tra la necessità di controllare quello che i minori fanno, le compagnie che frequentano, ma soprattutto come utilizzano i social e la consapevolezza che anche i ragazzi hanno pieno diritto alla loro privacy. Proprio per questo la risposta non è semplice. Ecco allora i consigli dell’esperto per riuscire a dipanare meglio la questione.

Chat dei figli, tra diritto alla privacy e necessità di controllo

Va subito precisato che il diritto alla privacy è sancito dalla legge e riconosciuto persino dalla Costituzione e che la sua violazione è sanzionata in sede penale. Per altro il diritto alla privacy non è legato all’età: sussiste quindi anche nel caso di figli minorenni. Ma è ovvio che quando si parla adolescenti si pone subito una questione molto delicata che riguarda l’opportunità o meno che i genitori controllino le chat dei figli e i loro movimenti sui social.

È chiaro, infatti, che il diritto alla privacy debba sempre essere tutelato e lo dimostra il fatto che molti adolescenti, per quanto minorenni, accusano i genitori di aver violato questo principio pubblicando a loro insaputa sui social foto che li riguardano. Ma d’altro canto è naturale che i genitori cerchino modi, a volte anche poco ortodossi proprio come può essere il leggere le chat dei figli, per sapere qualcosa in più su di loro. Soprattutto nella fase adolescenziale è facile, infatti, che ragazzi e ragazze si chiudano in una sorta di mutismo che preclude ai genitori la conoscenza di quello che fanno, delle persone che frequentano, dei gesti che compiono.

In questo contesto leggere le chat dei figli può essere una sorta di ancora di salvezza che permette di avere un maggior controllo, in senso positivo, su di loro. «Non a caso quello del controllo dei cellulari dei figli minorenni è un argomento molto dibattuto» precisa la dottoressa Giovanna Crespi, psicoterapeuta, psichiatra e segretario della Società Italiana di Psichiatria Forense. «Alcuni genitori ritengono che sia giusto e importante monitorare l’uso dei cellulari dei loro figli per proteggerli, per insegnare loro un uso responsabile della tecnologia e garantire la loro sicurezza online prevenendo l’accesso a contenuti inappropriati. Altri, al contrario, sostengono che i figli abbiano diritto alla privacy e che il controllo eccessivo possa ledere la loro fiducia e autonomia. Quest’ultima visione sottende la teoria, sostenuta da molti genitori ma non da tutti, che più che controllare sia importante insegnare ai ragazzi come utilizzare in modo responsabile la tecnologia, educarli sui rischi e le conseguenze di determinati comportamenti online e stabilire una comunicazione aperta per affrontare eventuali problematiche». Il che peraltro, inutile negarlo, non è semplice soprattutto in una fase complessa come quella dell’adolescenza. «Risulta comunque di fondamentale importanza coinvolgere sempre i ragazzi, facendoli sentire parte integrante delle decisioni familiari sull’uso dei cellulari stabilendo regole chiare come limitare l’uso dei social media, impostare orari di utilizzo o stabilire restrizioni sull’accesso a determinati contenuti».

È giusto leggere le chat dei propri figli?

«In base alla legge italiana (art. 2049 del Codice Civile), i genitori o i tutori legali di un minore, possono essere chiamati a rispondere per le azioni del minore stesso solo in determinate circostanze specifiche» specifica l’esperta. «Non va mai dimenticato però che i genitori hanno il dovere di prendere le misure ragionevoli per prevenire comportamenti dannosi da parte dei loro figli, adempiendo al loro ruolo di educazione, supervisione e custodia. Non a caso i genitori possono essere responsabili per le azioni del minore quando sia possibile dimostrare che abbiano fallito nel loro dovere di protezione».

Compito dei genitori, infatti, non è solo quello del mantenimento dei figli ma anche della loro educazione e qualora un figlio minorenne compia un atto che danneggi persone o cose il genitore è tenuto a risponderne proprio per quella che si definisce “culpa in educando”, cioè un venire meno dell’educazione. Questo significa che i genitori possono controllare i figli, e quindi in teoria anche le loro chat, se questo serve a educarli e a farli crescere nel modo corretto, nonché a preservarli da pericoli che possono essere presenti sia in rete che nella vita reale.

In sostanza i genitori possono controllare la chat dei figli se questa forma di sorveglianza è funzionale ad assolvere il loro ruolo genitoriale. Gli adulti possono essere spinti a controllare la chat dei minori, per esempio, quando sospettano che siano vittima di cyberbullismo  o quando al contrario temono che abbiano compiuto degli illeciti. È quello che è successo, per esempio, qualche mese quando una madre leggendo la chat del figlio ha scoperto filmati e chat dai contenuti pornografici e di violenza sessuale, decidendo di sporgere la denuncia alla Polizia Postale.

Leggere le chat dei figli: quando è bene farlo?

Controllare le chat dei figli è un gesto a cui i genitori dovrebbero ricorrere solo quando hanno il sospetto che ci sia qualcosa che non va. Quindi non per semplice curiosità come, per esempio, per sapere qual è il migliore amico del figlio o il nuovo fidanzatino della figlia. «Ci sono comunque dei segnali da cogliere che possono indicare situazioni potenzialmente rischiose o problematiche nella vita online di un adolescente» spiega l’esperta. «Possono essere cambiamenti improvvisi di comportamento, isolamento sociale, perdita di interesse per attività che un tempo apprezzava, caduta delle prestazioni scolastiche o evidenze di comportamenti pericolosi o inappropriati nelle conversazioni o nei contenuti online. In tutti questi casi è importante iniziare subito una conversazione aperta, non aggressiva ma diretta e partecipata con il proprio figlio, fornendo supporto e offrendo aiuto perché possa comprendere le implicazioni delle sue azioni online».

Leggere le chat dei minori: le implicazioni psicologiche

«Bisogna tenere conto che l’invadere la privacy di un adolescente controllando il suo smartphone, può avere diverse conseguenze psicologiche» precisa la psichiatra. «Un controllo eccessivo o invadente da parte dei genitori può avere effetti negativi sul benessere emotivo dei figli e minare la fiducia all’interno della relazione genitore-figlio. Un’eccessiva sorveglianza può ostacolare lo sviluppo dell’autonomia  e dell’indipendenza dei ragazzi, impedendo loro di imparare a gestire in modo responsabile la propria privacy e di sviluppare abilità decisionali autonome».

Questo torna nuovamente a suggerire di procedere con il controllo solo quando strettamente necessario, cioè in presenza di segnali di vario genere che possano essere spia di un comportamento pericoloso sia per sé che per gli altri. Senza mai abusare di questa che si può considerare un’opportunità solo se utilizzata con criterio. In caso contrario rischia, infatti, di rivelarsi un’arma a doppio taglio che anziché migliorare la relazione tra i figli e i genitori rischia di comprometterla, anche in maniera seria.

Figli, cosa possono fare se i genitori leggono le chat

Nel caso in cui un solo genitore o entrambi si trovino a esercitare un controllo eccessivo e non ragionevole sulle chat, un figlio può arrivare a sporgere denuncia come già successo nei casi di sharenting. In queste situazioni è possibile agire non solo da un punto di vista civile ma anche penale presentando una denuncia per violazione di corrispondenza e lesione della privacy fino ad arrivare, nelle situazioni più gravi e compromesse, per stalking. Occorre, però, tenere presente che per legge un minore può sporgere denuncia al compimento dei 14 anni. Prima può farlo in sua vece uno dei genitori oppure un tutore nominato direttamente dal giudice.

 

 
 
 

In sintesi

È giusto leggere le chat dei figli o si tratta di un’invasione della loro privacy? La domanda sorge spontanea soprattutto nelle fasi più delicate dell’adolescenza. Come sempre occorre procedere con molto buon senso. Leggere le chat, infatti, può essere utile nel caso si colgano alcuni segnali che possano far supporre una situazione di pericolo per il minore stesso o per gli altri. Ma è importante non abusare mai di questa forma di controllo, evitando di leggere le mail per pura e semplice curiosità. Una valida strategia rimane poi sempre quella dell’educazione e del dialogo, coinvolgendo sempre i minori nelle decisioni familiari che riguardano l’uso del cellulare perché possano capire le implicazioni delle loro azioni non solo nella vita reale ma anche sui social.

 

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