Come conservare il latte materno in frigo e freezer: guida pratica per neomamme

Roberta Raviolo A cura di Giovanna Sottini, con la consulenza di Roberta Raviolo Pubblicato il 09/03/2026 Aggiornato il 09/03/2026

Si conserva in contenitori appositi, anche usa e getta, e si mantiene un giorno in frigo e fino a quattro mesi in freezer.

conservare il latte materno

Sapere come conservare il latte materno nel modo giusto è importante, perché può capitare che la mamma abbia un impegno e quindi non possa nutrire personalmente il bambino. Un appuntamento di lavoro, una legittima uscita con amici o il partner, una necessità qualsiasi possono, infatti, coincidere con l’orario dell’allattamento del bebè.

Quando il piccolo cresce, inoltre, il tempo a sua totale disposizione diminuisce e il latte materno conservato può essere offerto dal partner, dalla nonna o dalla babysitter. Contiene le sostanze perfette per la sua crescita: proteine, zuccheri, grassi nelle giuste quantità e tipologie, anticorpi, quindi se la donna ne ha una buona quantità è bene approfittarne fino a quando è possibile.

Come estrarre il latte materno nel modo giusto

Per poter conservare il latte materno è importante, prima di tutto, estrarlo in modo corretto dal seno. Per farlo, esistono in commercio appositi tiralatte, che funzionano manualmente, oppure a batteria, singoli o doppi ma soprattutto indossabili nel reggiseno. Entrambe le tipologie sono dotate di una coppetta a ventosa che si posizione attorno al capezzolo e, una volta avviato il meccanismo, produce un “vuoto” che favorisce la fuoriuscita del liquido, convogliato direttamente nel contenitore sterile in dotazione al tiralatte stesso.

È importante, prima di iniziare il processo di estrazione del latte dal seno, che tutto quello che entra in contatto con il latte stesso sia perfettamente pulito. Quindi si devono lavare con cura, usando acqua calda e sapone, le mani e i capezzoli. Anche la coppetta estrattrice del tiralatte, il contenitore e gli altri componenti devono essere sterilizzati ogni volta, a caldo oppure a freddo a seconda della tipologia del tiralatte e delle indicazioni del produttore. “Bisogna ricordare che il kit tiralatte è sempre per uso personale” avverte la puericultrice Giovanna Sottini. “Non bisogna assolutamente prestarlo ad amiche che hanno un neonato”.

Non occorre eliminare le prime gocce di latte e non è necessario tirare il latte tutto in una volta, ma si possono ottenere piccole quantità a intervalli nel corso della giornata. In particolare, si possono unire estrazioni differenti con un intervallo massimo di 4 ore.

Gli esperti di allattamento suggeriscono contenitori in vetro o polipropilene, sempre sterili o sterilizzati e asciutti che contengano 60-90 ml di latte. È opportuno riempirli per i 2/3, chiuderli ermeticamente e applicarvi sopra un’etichetta con la data e l’ora della raccolta.

L’estrazione va effettuata con calma, in un momento in cui si ha tempo a disposizione, mentre il bambino dorme o gioca. Il piccolo infatti, vedendo il seno materno, potrebbe volersi attaccare. La mamma si dovrebbe sedere in un luogo tranquillo, azionando il tiralatte che può essere singolo (estraendo il latte solo da una parte) oppure doppio (in questo caso il latte si estrae da entrambe le mammelle).

È importante ricordare che solo la suzione del bambino mantiene attiva la ghiandola mammaria alla produzione del latte. L’azione di labbra, lingua e palato durante l’allattamento esercitano, infatti, sul capezzolo una stimolazione naturale che, attraverso un complesso sistema, favorisce a livello cerebrale la produzione di ossitocina, ormone che incentiva la produzione di latte. Il tiralatte non ha questo stesso effetto.

Le posizioni giuste per allattare al seno

Come conservare il latte materno in frigo

latte materno in buste

neonmamma versa il latte materno estratto nelle buste per conservarlo

È possibile conservare il latte materno nel frigorifero, utilizzando gli stessi contenitori in materiale inerte che si usano per il congelamento e che, è bene ricordarlo, sono contenitori usa e getta. In frigorifero, il latte materno conservato dura al massimo 12 ore. Se il bambino non lo assume entro questo lasso di tempo, è meglio trasferirlo entro 4 ore in freezer.

“Si può tenere il latte materno fuori dal frigorifero, ma va sempre consumato prima possibile e comunque entro quattro ore al massimo” raccomanda l’esperta.

Come congelare il latte materno e quanto dura

Una volta estratto il latte materno, a meno che non venga somministrato subito o quasi al bambino, si pone il problema di come conservarlo nel modo giusto per evitare che perda le sue qualità, dal momento che è un alimento altamente deperibile.

Un modo per conservare il latte materno in modo sicuro è il congelamento nel freezer di casa, dove la temperatura raggiunge i 18 gradi sotto zero (a patto che sia sempre in modalità di funzionamento corretto).

Scopri quale tiralatte usare (manuale o elettrico)

Contenitori da usare

Per il congelamento, esistono appositi contenitori che possono essere applicati direttamente al tiralatte, in modo che il liquido sia raccolto senza dover essere travasato, evitando, quindi, ogni rischio di possibile contaminazione con l’ambiente esterno.

Il latte materno congelato in freezer dura al massimo 12 mesi, ma è consigliabile consumarlo nei primi 4-5 mesi. Va lasciato scongelare in frigorifero e poi va consumato entro 24 ore.

Come riscaldarlo per l’uso

Il latte materno va somministrato al bambino dopo essere stato portato alla giusta temperatura, quindi sui 37 gradi circa che corrispondono alla temperatura del corpo materno. Non occorre farlo scaldare eccessivamente perché il piccolo non è abituato al calore elevato. Il tepore giusto si ottiene ponendo il contenitore in una tazza di acqua tiepida per qualche minuto oppure nell’apposito scaldabiberon.

Prima di offrirlo al piccolo, il contenitore va agitato leggermente perché la temperatura del liquido sia omogenea e perché la parte più densa, dove sono concentrati i grassi e gli zuccheri, tende a depositarsi sul fondo.

Si applica la tettarella direttamente al contenitore e lo si propone al bambino come un normale biberon. Se il piccolo non consuma tutta la dose e non la richiede entro due ore, il latte avanzato deve essere buttato.

Non si deve mai usare il microonde per riscaldare il latte, perché questo sistema elimina la carica di batteri buoni, importanti per il benessere del bambino e lo sviluppo del suo sistema immunitario”, conclude Giovanna Sottini.

 

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In breve

Può capitare che la mamma non sia presente quando è l’ora della poppata al seno. In questo caso è importante sapere come estrarre il latte con i dispositivi appositi, manuali o a batteria, come conservarlo e come offrirlo al neonato alla giusta temperatura.

 

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

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