Come guarire la congiuntivite nei bambini?

Nadia Rossi A cura di Nadia Rossi Pubblicato il 04/04/2022 Aggiornato il 04/04/2022

Arrossati, appiccicati, secchi, gonfi o che lacrimano: per ogni problema c’è una causa specifica e una soluzione diversa. Ecco come guarire la congiuntivite nei bambini

Come guarire la congiuntivite nei bambini?

Vento, pollini, inquinamento e batteri con la complicità delle giornate primaverili possono mettere a dura prova gli occhi dei più piccoli. Quasi sempre si tratta di disturbi passeggeri, che si risolvono nel giro di una settimana. Spesso non c’è bisogno di antibiotici (essendo le congiuntiviti batteriche piuttosto rare nei bambini), ma è sufficiente aspettare che la malattia faccia il suo corso. In ogni caso, i farmaci vanno presi solo se prescritti dal pediatra o dall’oculista. Quindi, niente colliri o pomate suggerite dall’amica. Vietato anche utilizzare farmaci già aperti: i prodotti per uso oftalmico una volta aperti hanno una validità molto limitata (anche solo 10 giorni) dopodiché vanno buttati via. Ecco dunque come guarire la congiuntivite nei bambini con i consigli del professor Paolo Nucci, Ordinario di Oculistica all’Università Statale di Milano.

Come curare la sensazione di sabbia negli occhi?

All’improvviso il bambino fa fatica a tenere l’occhio aperto, lo strofina, ne uno più arrossato dell’altro, accompagnato da una lacrimazione densa e copiosa. Se questo fenomeno si verifica al risveglio, è possibile che un ciglio o un pezzetto di muco secco siano entrati nell’occhio, magari strofinando la faccia sul cuscino. Se, invece, capita quando il bambino sta giocando, può essere penetrato un granello di sabbia o un moscerino.

I rimedi più indicati: il corpo estraneo di solito si deposita in uno spazio cieco sotto la palpebra. Se il bambino collabora si può provare a eliminarlo facendogli tenere l’occhio aperto mentre ha il viso immerso in una bacinella d’acqua fresca. Se è molto piccolo, o non collabora, bisogna comunque lavargli abbondantemente gli occhi con acqua tiepida, procedendo in questo modo:

–       mettere il bambino sdraiato di lato

–        con una siringa senza ago eseguire dei lavaggi, partendo dall’attaccatura esterna dell’occhio verso il naso.

Muovendo delicatamente le palpebre, il corpo estraneo, dovrebbe depositarsi verso l’estremità dell’occhio, in modo da poter essere estratto facilmente utilizzando una garza sterile o l’angolo di un fazzoletto pulito.

Cosa fare per gli occhi appiccicosi?

Capita in genere al risveglio che il piccolo non riesca ad aprire gli occhi: le palpebre sono appiccicate dal catarro e anche durante il giorno gli occhi appaiono impastati di muco giallastro.

Orecchie e occhi sono collegati al naso da dotti di comunicazione: nei periodi di forte raffreddamento, viste le dimensioni ridotte, è possibile che questi canalini s’intasino di catarro, provocando mal d’orecchio e in alcuni casi disturbi agli occhi, che solo raramente evolvono in congiuntiviti batteriche.

I rimedi più indicati: pulire gli occhi con batuffoli di cotone inumiditi con acqua bollita e fatta raffreddare. Se il bambino ha il raffreddore, è opportuno fargli più volte al giorno i lavaggi nasali per eliminare il catarro, specie se non sa ancora soffiarsi il nasino. Se nonostante questo accorgimento il problema non si risolve, il pediatra può prescrivare un collirio antibiotico per prevenire eventuali sovrainfezioni batteriche.

Come togliere le crosticine dalle ciglia?

Il bambino fa fatica ad aprire gli occhi e durante la giornata le secrezioni presenti tendono a seccarsi, lasciando pezzetti giallastri simili a crosticine sulle ciglia. Potrebbe trattarsi di blefarite, un’infiammazione del bordo della palpebra, le cui cause possono essere diverse.

I rimedi più indicati: non esiste una cura efficace per tutti. In alcuni casi sono utili gli impacchi caldo-umidi; in altri, le applicazioni di garze sterili caldo-secche, in altre ancora può essere necessario applicare una pomata antibiotica prescritta dall’oculista. In ogni caso l’igiene delle palpebre resta un elemento irrinunciabile: per lavare gli occhi del bambino è bene utilizzare acqua e apposite soluzioni saponose neutre, da passare sugli occhi con dischetti di cotone o garze sterili. Quando si è fuori casa si può ricorrere alle garze monouso, già imbevute di soluzione fisiologica.

Cosa vuol dire quando ha gli occhi rossi?

Il bambino ha gli occhi arrossati, ammicca stringendo ripetutamente le palpebre, sia in casa sia fuori. Se questo disturbo si manifesta dopo una passeggiata in città, la causa probabilmente è  legata all’inquinamento: i particolati dei gas di scarico delle automobili nelle belle giornate di primavera  si sollevano fino a un metro di altezza, proprio all’altezza degli occhi dei bambini, seccandoli. Anche gli ambienti chiusi e climatizzati, però, possono creare questo fastidio.  

I rimedi più indicati: evitare di far camminare il bambino in mezzo al traffico è senz’altro la prima raccomandazione. Per alleviare il fastidio, invece, si possono utilizzare delle lacrime artificiali a base di acido ialuronico. Se poi questi sintomi si manifestano dopo un viaggio in auto o dopo avere soggiornato in locali con l’aria condizionata, può essere colpa dei pollini passati attraverso i filtri dell’aria. Per migliorare la situazione, in questo caso, occorre controllare periodicamente l’impianto di climatizzazione e pulire i filtri dell’aria con acqua e sapone. 

 

 
 
 

In sintesi

Come far passare il bruciore agli occhi dal cloro?

Dopo l’ora di nuoto in piscina gli occhi del bambino possono essere arrossati e spesso il piccolo lamenta una sensazione di bruciore, dovuto alla secchezza della congiuntiva. Responsabili di questi fastidi sono il cloro e le altre sostanze chimiche utilizzate per mantenere l’acqua disinfettata. Lo stesso disturbo può, però, presentarsi anche al mare: in questo caso la colpa è della sabbia, dell’acqua salata e del riverbero del sole. Se il bambino ha gli occhi molto sensibili, è bene fargli indossare gli appositi occhialini sia in piscina, sia al mare.

Come capire se è congiuntivite o allergia?

Gli occhi sono arrossati, gonfi, lacrimano di continuo, presentano secrezione di muco liquido e limpido e prudono. Un quadro simile, se si verifica solo in alcuni periodi dell’anno e soprattutto con la bella stagione, può ricondurre a un’allergia. Per accertarsene occorre sottoporre il bambino ai test cutanei specifici (prick-test).

I colliri decongestionanti sono però sconsigliati: agendo da vasocostrittori, alleviano in maniera temporanea arrossamento e irritazione, ma non riducono la causa del disturbo. È quindi preferibile orientarsi su colliri a base di chetotifene (un antistaminico) che riducono i sintomi dell’allergia.

Cosa fare per non avere gli occhi rossi?

Anche in questo caso è importante giocare d’anticipo seguendo alcune semplici regole di prevenzione, come quelle indicate di seguito:

– in città non portare il piccolo nelle aree più inquinate o con un alto tasso di allergeni;

– al mare non tenere il bambino sotto il sole nelle ore più calde: questa  raccomandazione non è volta solo a proteggere gli occhi, ma anche la pelle, dai raggi ultravioletti;

– in bici o in barca, per evitare colpi d’aria e l’intrusione di corpi estranei, fare indossare sempre gli occhiali da sole () e un cappellino con la visiera. Nel caso di bimbi molto piccoli, tenere sempre alzata la capotte della carrozzina.

 

Fonti / Bibliografia

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