Come insegnare ai bambini a lavarsi da soli

Alberta Mascherpa A cura di Alberta Mascherpa Pubblicato il 07/09/2023 Aggiornato il 07/09/2023

Insegnare ai bambini a lavarsi da soli è un passo importante verso l’autonomia. Va fatto rispettando i loro tempi aiutandoli a capire l’importanza dell’igiene e della cura personale. Vediamo quindi insieme come e quando insegnare ai bambini a lavarsi da soli, le mani, il viso e le parti intime

Ecco come insegnare ai bambini a lavarsi da soli e a far sì che la cura della propria igiene diventi una pratica gradita e quotidiana.

I bambini non hanno l’istinto di lavarsi. Tra i compiti dei genitori rientra quindi anche quello di insegnare loro come lavarsi da soli. Si tratta, infatti, di un passaggio importante per la crescita che va supportato dagli adulti nei tempi e nei modi corretti. Vediamo allora insieme come insegnare ai bambini a lavarsi da soli, quando farlo e come passare dall’igiene delle mani a quella dei denti, dalla doccia alla pulizia delle parti intime.

Quando i bambini iniziano a lavarsi da soli?

Agli adulti può sembrare strano; eppure, i piccoli non hanno l’istinto innato di lavarsi. Amano sguazzare nell’acqua, certo, ma per divertimento, non per pulizia. Del resto, se ci si pensa anche nel mondo animale è la mamma che lava per lungo tempo i cuccioli. È compito quindi dei genitori insegnare ai bambini a lavarsi da soli. Non che sia facile: come tutti i passaggi chiave, quale per esempio togliere il pannolino  anche l’imparare a lavarsi da soli richiede tempo e pazienza. Ma è importante che i genitori supportino i piccoli nell’acquisizione di questa competenza perché la cura del sé è un passo chiave verso la crescita.

Imparare a lavarsi le mani, i denti, fare la doccia o il bagno, prendersi cura delle parti intime sono gesti che permettono ai bambini di essere autonomi, rafforzano la loro autostima, oltre a essere ovviamente una pratica che assicura salute e benessere. Come per tutto quanto riguarda l’educazione, anche per insegnare ai bambini come lavarsi da soli è importante non sbagliare i tempi. Ci sono, infatti, abilità che si possono acquisire solo in determinati stadi dello sviluppo e che non possono essere forzate. In linea di massima i bambini possono acquisire una completa autonomia nel lavarsi non prima dell’entrata alla scuola elementare, quindi attorno ai 6-7 anni.

In realtà anche prima di questa età i bambini possono compiere da soli alcuni gesti di pulizia come il lavarsi le mani e i denti, ma è sempre opportuno che l’adulto vigili perché il tutto proceda nel modo corretto. L’igiene quotidiana è quindi una buona abitudine che richiede tempo prima di entrare nella routine del bambino che solo crescendo può riuscire a comprendere l’importanza di lavarsi con cura, ogni giorno. Questo anche perché la pulizia apporta benefici che il bambino fatica a rilevare se non quando comincia a interagire con gli altri. Solo allora, infatti, può capire che una scarsa igiene personale non solo si vede ma rischia anche di farsi sentire, e in modo molto sgradevole.

L’igiene, pertanto, assume un valore sociale che i bambini possono comprendere solo quando cominciano ad avere una vita di relazione più articolata, cioè quando iniziano a frequentare l’asilo e la scuola elementare. Questo non esclude che i genitori comincino presto a trasmettere ai piccoli il valore e l’importanza dell’igiene personale. Possono farlo adattando le parole all’età dei bambini e spiegando loro, per esempio, che germi e batteri che si annidano sulle mani possono essere pericolosi, che lavandosi bene i denti si evitano le carie che fanno male oppure che con la doccia si profuma di fresco e questo è molto piacevole da sentire, sia per sé che per gli altri.

Come insegnare ai bambini a lavarsi da soli le mani

Il primo passaggio perché i piccoli possano imparare a lavarsi da soli è mettere a loro disposizione tutti gli strumenti per farlo. Per lavarsi le mani servono il rubinetto e il sapone, per fare il bagno e la doccia un detergente che va sempre scelto nelle linee specifiche per bambini in modo da rispettare la loro pelle delicata; per il lavaggio dei denti servono spazzolino e dentifricio. Per le parti intime, invece, un detergente apposito: è bene che questo venga subito sottolineato dai genitori specificando che zone molto delicate del corpo hanno bisogno di essere lavate con prodotti adatti.

Il bimbo non arriva ancora al lavandino? Occorre mettergli a disposizione uno sgabello su cui possa salire sempre sotto la supervisione dell’adulto. È importante poi far capire ai piccoli i gesti che servono per far uscire l’acqua dal rubinetto e come va regolata la temperatura perché non sia troppo calda. In ogni caso attenzione a rispettare le personali inclinazioni del piccolo che può non amare l’acqua fredda o al contrario essere poco felice nell’usare quella calda. Dal lavandino e intorno, poi, va eliminato tutto quanto potrebbe rappresentare un pericolo per i bambini come rasoi, forbici, detergenti pericolosi e suppellettili che potrebbero ferire rompendosi. 

Come per tutti i gesti di igiene e di cura è importante che siano i genitori a spiegare bene come si fa a lavare le mani. L’esempio pratico è quello che funziona meglio: è bene mostrare ai piccoli che le mani vanno insaponate sul dorso, sul palmo e tra le dita e che lo strofinamento dovrebbe durare almeno 40-60 secondi. Per aiutare il piccolo a rispettare questa tempistica si può adottare la pratica diffusa durante la pandemia: lavare le mani cantando un paio di strofe di una canzoncina o ripetendo una filastrocca. Alla fine del lavaggio i genitori dovrebbero spiegare che le mani vanno sempre asciugate bene anche tra le dita. E naturalmente mai stancarsi di ripetere che le mani si lavano sempre al rientro a casa, dopo essere andati in bagno, dopo aver toccato del cibo e prima di andare a letto. E che bisogna farlo anche quando si è fuori casa.

Come insegnare ai bambini a lavarsi la faccia

È un gesto che non amano proprio e spesso lo si vede sin da neonati. In ogni caso è un passaggio che va imparato e che i genitori devono cercare di insegnare anche ai più piccoli. Inizialmente si può dare ai bambini una piccola pezzuola morbida di spugna oppure un guanto di spugna bagnato (ce ne sono anche di divertenti a forma di animali) da passare sul viso. Attorno ai due anni, quando il bambino ha imparato a gestire il getto di acqua dal rubinetto, si può passare a insegnare ai piccoli a “buttare” l’acqua sul viso. Meglio sempre comunque sorvegliare che questa operazione sia fatta nel modo corretto e con l’uso del detergente che i bambini tendono a evitare per paura che bruci gli occhi.

Come insegnare ai bambini a lavarsi i denti

Lavarsi i denti da soli è un passaggio fondamentale dal punto di vista psicologico in funzione dell’autonomia. Ma non va dimenticato che l’igiene orale è un gesto così importante per la salute della dentatura, e non solo, che merita di essere vigilato con attenzione dai genitori. Sono loro, infatti, che devono insegnare ai bambini perché e come lavarsi i denti. Dentisti e pediatri suggeriscono, infatti, di attendere i 6-7 anni prima che i bambini possano procedere del tutto da soli, senza la supervisione dei genitori. In ogni caso il primo passo è spiegare ai piccoli quanto è importante lavarsi i denti e quando è bene farlo. I genitori possono aiutarsi in questo passaggio con libri, racconti, cartoni animati che spieghino con parole e disegni adeguati all’età l’importanza dell’igiene orale. Occorre poi che i genitori insegnino ai bambini a tenere e muovere correttamente lo spazzolino. I movimenti da compiere con lo spazzolino sono difficili e richiedono da parte del bambino una manualità precisa che viene acquisita in genere soltanto attorno ai tre anni. Anche il dentifricio non va usato fino ai tre anni perché solo a questa età il bambino è in grado di sputarlo.

I genitori possono aiutare il bambino a imparare i gesti della pulizia dentale inizialmente guidando la loro mano; l’accompagnamento manuale favorisce, infatti, la memoria corporea: il cervello del bambino registra il movimento e a poco a poco lo riproduce con sistematicità. Ultimo passaggio da insegnare è quello di sciacquare la bocca: per questo i genitori possono lasciare a disposizione del piccolo un bicchiere in plastica evitando quelli in vetro che potrebbero rompersi. Va sempre tenuto conto che i piccoli imparano per emulazione: perché capiscano che l’igiene orale è una pratica che ha valore solo se ripetuta con costanza, è fondamentale che vedano i genitori lavarsi i denti sempre, dopo i pasti e dopo aver mangiato la merenda o uno snack. Difficile, infatti, che i bambini imparino a lavarsi i denti e lo considerino naturale se non vedono i genitori per primi farlo.

Come insegnare ai bambini a farsi la doccia

È basilare innanzitutto che il genitore capisca cosa il bambino preferisce come pratica di pulizia. Ci sono piccoli, infatti, che amano rilassarsi in vasca e altri che invece preferiscono infilarsi sotto la doccia. Perché il bambino viva serenamente l’esperienza della pulizia e la tramuti in una pratica abituale è fondamentale, infatti, che si senta a proprio agio. Mai forzare quindi la sosta in vasca o il passaggio sotto il getto se il bambino lo rifiuta: ascoltando le sue esigenze si può capire cosa lo fa stare bene e scegliere quindi tra una o l’altra delle pratiche come modalità preferita per la pulizia.

E se il piccolo strilla alla sola parola “lavarsi” è bene cercare di capire cosa lo disturba: può essere la temperatura dell’acqua piuttosto che il detergente, il momento in cui ci si dedica alla pulizia, persino la salvietta che si usa per l’asciugatura. Complimentarsi poi sempre con il piccolo dopo che si è lavato lo aiuta ad apprezzare il gesto. Fermo restando che l’igiene deve essere una pratica quotidiana, non sempre comunque è necessario ricorrere a un lavaggio completo del corpo soprattutto nella stagione fredda quando i piccoli sudano meno. Ci sono giorni in cui ci si può limitare a lavarsi alcune parti del corpo, come per esempio i piedini. È bene insegnare ai bambini a lavarli sempre prima di andare a letto soprattutto se, come spesso succede, camminano scalzi per casa. Si può usare un catino: per i più piccoli basta immergere i piedini in acqua, mentre i più grandicelli dovranno anche insaponarli per eliminare bene le tracce di sporco e di sudore. Va fatta capire poi ai bambini l’importanza di asciugare bene i piedini anche in mezzo alle dita spiegando loro che l’umidità può causare fastidiosi problemi alla pelle.

Come insegnare ai bambini a prendersi cura dell’igiene intima?

Il bimbo comincia a usare il vasino? È il momento per cominciare a insegnarli a pulirsi da solo il sederino. Un gesto che, per i più grandicelli, si dovrebbe concludere con il lavaggio delle zone intime. Perché i bambini possano imparare a prendersi cura da soli dell’igiene intima è basilare innanzitutto che prendano confidenza sin da piccoli con il bidet: intorno ai tre anni, i bimbi sono in grado in genere di mettersi a cavalcioni e possono quindi cominciare a lavarsi, sempre con la supervisione di un adulto e magari con l’aiuto di una ciotolina.

I genitori dovrebbero spiegare più volte e con attenzione le corrette modalità del lavaggio delle parti intime; soprattutto per le bambine, infatti, è importante che il gesto proceda sempre da davanti a dietro per evitare che germi e batteri presenti nella zona dell’ano migrino nella zona dei genitali, favorendo infezione e irritazioni. I bambini devono avere a disposizione un detergente intimo adatto alle loro esigenze e va insegnato loro che ne basta una piccola dose da sciacquare bene con acqua che non dovrebbe mai essere troppo calda. Anche in questo caso il gesto della pulizia va sempre concluso con un’accurata asciugatura: va messa, quindi, a disposizione dei bambini una salviettina spiegando loro che deve essere sempre di uso personale. Se inizialmente si insegna al piccolo a lavarsi dopo essere andato in bagno, occorre poi fare un passaggio successivo spiegando che le parti intime richiedono un’igiene attenta e quotidiana.

 

 
 
 

In sintesi

Lavarsi da soli è un passaggio importante verso l’autonomia. I bambini imparano i gesti della pulizia quotidiana a poco a poco, soprattutto osservando quello che fanno i genitori. Agli adulti spetta, quindi, il compito di insegnare ai piccoli come lavarsi da soli spiegando loro con parole adeguate all’età l’importanza dell’igiene e della cura di sé, anche in relazione alla vita sociale. È bene procedere nei tempi giusti, perché se alcuni gesti come lavarsi le mani sono facili da apprendere, altri come lo spazzolarsi i denti richiedono abilità motorie che vengono acquisite con l’età. Solo intorno ai sei-sette anni i bambini possono essere del tutto autonomi nella pulizia e nell’igiene intima.

 

Fonti / Bibliografia

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