Come si cura l’autismo? Efficace un farmaco per l’iperattività

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 24/05/2022 Aggiornato il 25/05/2022

Un farmaco in grado di contrastare la neuroinfiammazione potrebbe migliorare i sintomi di irritabilità e iperattività nei bambini con autismo. Ecco come si cura l’autismo

bambino sul divano a testa in giuù

A oggi, non esistono trattamenti specifici in grado di prevenire e contrastare l’evoluzione dell’autismo. Nuove speranze sembrano arrivare però da un recente studio pubblicato sul Journal of Psychiatry Research, da cui è emerso che una particolare molecola in grado di contrastare l’infiammazione, la palmitoiletanolamide (PEA), potrebbe migliorare i sintomi di irritabilità e iperattività nei bambini con disturbi dello spettro autistico. Ecco come si cura l’autismo.

Cos’è l’autismo in poche parole?

L’autismo, o meglio i disturbi dello spettro autistico, rientra nei disturbi del neuro-sviluppo, caratterizzati da una compromissione dell’area del linguaggio e comunicazione, da difficoltà nell’interazione sociale, da interessi ristretti, stereotipati e/o da comportamenti ripetitivi. A tutt’oggi non si conoscono con esattezza le cause di questa condizione, anche se sono state individuate diverse alterazioni genetiche connesse all’autismo. Quel che è certo è che i genitori non hanno alcuna responsabilità. Ecco come si cura l’autismo.

Come si cura e si può guarire?

Purtroppo non esistono cure specifiche per i disturbi dello spettro autistico, ma è possibile impostare degli interventi riabilitativi. L’ultimo studio apre nuove prospettive. Complessivamente, la ricerca ha coinvolto 70 bambini di età compresa fra i 4 e 12 anni, con diagnosi di autismo. Gli autori li hanno divisi in due gruppi: a uno è stato proposto un trattamento con risperidone, un farmaco efficace nel ridurre i comportamenti problematici e ripetitivi, in combinazione con un placebo; mentre all’altro è stata proposta una cura con risperidone e palmitoiletanolamide (PEA), una molecola di natura lipidica capace di controllare i fenomeni infiammatori.
Ebbene, 31 bambini per gruppo sono riusciti a completare le 10 settimane di terapia. Quelli del secondo gruppo, trattati con risperidone PEA hanno avuto migliori benefici sui sintomi di irritabilità e iperattività. Gli effetti positivi sull’iperattività sono comparsi dopo solo cinque settimane di cura. Inoltre, in questo gruppo a fine studio si è visto un miglioramento anche nel linguaggio. Non sono stati osservati eventi avversi seri in nessuno dei due gruppi.

Autismo e neuroinfiammazione, che legame c’è?

Negli ultimi anni si è scoperto che la neuroinfiammazione ha un ruolo importante nella comparsa e nella progessione dell’autismo. “Una persistente condizione di neuroinfiammazione provoca uno scompaginamento dell’architettura e alterazioni funzionali in aree critiche del cervello con sequele molto gravi quando tutto ciò avviene nei periodi dello sviluppo. “In questo contesto è facile comprendere come la ricerca abbia sempre tentato di identificare molecole capaci di antagonizzare la neuroinfiammazione” spiega il professor Luca Steardo, docente del Dipartimento Fisiologia e Farmacologia “Vittorio Erspamer” Università La Sapienza di Roma. Ecco perché si sta cercando di capire gli effetti della palmitoiletanolamide, molecola in grado di ridurre la neuroinfiammazione e la neurodegenerazione.

 

 

 

 
 
 

In sintesi

Come si manifesta?

I bambini con autismo potrebbero avere difficolta a incrociare e a sostenere lo sguardo di chi parla, essere soggetti a movimenti degli arti ripetitivi e a-finalistici, eseguire in modo ripetitivo alcune attività, non riuscire a utilizzare la mimica facciale e i gesti per comunicare, non essere interessati agli altri.

A quale età si manifesta l’autismo?

In genere, l’autismo si manifesta nei primi anni di vita. In alcuni casi, i genitori si accorgono presto che qualcosa non va, in altri i sintomi possono essere più sfumati.

Come riconoscere autismo lieve?

 In genere, il bambino con una forma lieve di autismo non mostra difficoltà, ritardi o limitazioni a livello cognitivo e di linguaggio. Può avere invece schemi di comportamento ripetitivi, rigidi, legati alla routine e interessi ristretti e specifici.

 

Fonti / Bibliografia

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