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La congestione digestiva in estate si presenta con una certa frequenza, negli adulti ma soprattutto nei bambini e negli adolescenti. I giovanissimi, infatti, hanno un organismo più sensibile, perché ancora in crescita e sono meno attenti ai segnali di malessere inviati dal corpo.
Possono quindi subire le conseguenze di un tuffo in acqua troppo fredda in estate, o dell’assunzione di una bevanda ghiacciata nel momento della digestione o, ancora dell’ingresso in un ambiente con aria condizionata troppo alta provenendo dall’esterno.
Può capitare che un blocco digestivo si verifichi anche se si compie uno sforzo fisico o un’attività intensa nel momento della digestione e, nei mesi invernali, se il bambino passa da un luogo ben riscaldato all’ambiente esterno, freddo, senza essere adeguatamente coperto. Se compaiono i sintomi tipici della congestione digestiva, è importante sapere come intervenire.
Sintomi
La congestione digestiva presenta si alcuni sintomi caratteristici. I più comuni sono:
- dolore e bruciore di stomaco
- crampi all’addome
- nausea e vomito
- flatulenza
- vertigini
- annebbiamento della vista
- debolezza muscolare
- spossatezza
- mal di testa
- sudorazione
- formicolii
- pallore
- perdita di coscienza, nei casi più seri.
Se si è in acqua si corre il rischio di annegare, anche se non si perdono i sensi. Infatti i crampi impediscono i movimenti degli arti che permettono di stare a galla, mentre le vertigini e l’annebbiamento della vista possono spaventare il piccolo. Anche per questo motivo è importante che un bambino sia sempre sotto il controllo dei genitori.
I piccoli, infatti, non hanno ancora la capacità di esternare un eventuale malessere, rivolgendosi all’adulto. Restare loro vicini mentre sono in acqua è essenziale per cogliere disagio, pallore, movimenti rallentati e altri segnali che possono indicare il principio di una congestione digestiva.
Come si verifica
La congestione digestiva è un blocco momentaneo dell’attività digerente, dovuta solitamente a un evento che causa la diminuzione dell’afflusso sanguigno agli organi addominali.
Spesso la causa, soprattutto nei mesi estivi, è un bagno in acqua fredda quando non è ancora stato completato il processo digestivo che inizia circa 20 minuti dopo il pasto e richiede circa tre ore, di più se sono stati consumati alimenti grassi o elaborati.
In questo lasso di tempo, il sangue affluisce in misura maggiore agli organi digestivi e la temperatura corporea si alza (ecco perché durante la fase digestiva non si deve misurare la temperatura).
Se durante la digestione si verifica uno sbalzo termico a causa di un tuffo in acqua fredda o l’ingestione di una bibita ghiacciata, l’organismo per mantenere alta la temperatura mette in atto un meccanismo per cui il sangue defluisce in parte dallo stomaco e dagli altri organi digestivi, aumentando alla periferia del corpo.
Ricevendo meno sangue, il processo digestivo non può continuare e si blocca momentaneamente. Interviene poi anche una reazione del nervo vago, che è collegato al sistema nervoso autonomo.
In caso di esposizione al freddo, rallenta la frequenza del battito cardiaco e l’afflusso di sangue al cervello. Diminuisce quindi anche l’apporto di ossigeno e glucosio, elementi indispensabili per il corretto funzionamento della “macchina” corporea. Questo provoca i sintomi come vertigini, annebbiamento della vista, perdita di coscienza.
Quanto dura
La congestione digestiva solitamente si risolve nel giro di qualche ora.
I sintomi, compresi il possibile vomito, i dolori e i crampi addominali, si attenuano progressivamente, anche se la sensazione di spossatezza può perdurare per un giorno o due. Il piccolo può avvertire anche dolori muscolari e intorpidimento. In questa fase è importante tenere il bambino a riposo, senza però farsi prendere dall’ansia.
Rimedi e cosa prendere
È importante sapere come comportarsi in caso di congestione digestiva. Se il piccolo comincia a manifestare sintomi di malessere quando è ancora in acqua o sta praticando un’attività sportiva, è importante interrompere quello che sta facendo, portarlo in un luogo tranquillo e farlo stendere, tenendogli le gambe leggermente sollevate.
L’addome va coperto con un panno o un telo mare, per favorire l’afflusso di sangue agli organi digestivi. Quando si riprende, può essere utile offrire al piccolo del liquido appena tiepido, per esempio camomilla, tè deteinato o semplice acqua, da assumere a piccoli sorsi.
Non occorrono farmaci, a meno che nei giorni successivi non subentri qualche disturbo gastro-intestinale con diarrea e vomito. È allora importante assicurare al piccolo una adeguata assunzione di liquidi e fermenti lattici che possono essere suggeriti dal farmacista o da un pediatra. I
n questo caso, però, è probabile che sia subentrata una forma di gastroenterite perché la congestione ha sintomi di breve durata.
Solitamente il bambino si riprende, ma se si desidera essere più tranquilli può essere utile sottoporlo a una visita pediatrica, senza fretta eccessiva. Se invece si verifica anche perdita di coscienza il piccolo andrebbe portato al Pronto soccorso per un controllo tempestivo.
Cosa mangiare nei giorni successivi
La congestione digestiva è un disturbo passeggero perché legato a una condizione transitoria, come altri malesseri estivi tipo il colpo di calore. Quindi non è necessario far seguire al bambino una dieta particolare.
Per favorire la completa ripresa dell’attività digestiva, può essere opportuno proporre alimenti digeribili, come carne bianca, pesce cucinato in modo leggero, pasta o riso con verdure, polpettine di legumi, verdura di stagione e frutta fresca.
Dieta in bianco, la nostra guida all’alimentazione leggera per i bambini
Come prevenire la congestione estiva
Per evitare che il bambino incorra in una congestione digestiva è opportuno osservare alcune regole di buon senso.
- Quando si è al mare o in piscina e si prevede di fare il bagno nel pomeriggio, è opportuno consumare pranzi e spuntini leggeri, evitando cibi grassi e pesanti, che impegnano lo stomaco più a lungo, prolungando la digestione. No, quindi, a piatti elaborati, a base di carne o di insaccati grassi, cibi fritti e unti, porzioni troppo abbondanti
- È consigliabile un primo a base di carboidrati (pasta, riso, cous cous) condito con pomodorini, cubetti di formaggio magro, erbe e spezie, oppure un panino farcito di prosciutto ben sgrassato e verdure grigliate. I carboidrati saziano, forniscono energia per il pomeriggio e si digeriscono rapidamente
- Gli spuntini dovrebbero essere a base di frutta, verdura fresca ben pulita, yogurt
- Dopo mangiato basarsi sempre sulla sensazione digestiva del bambino. È sempre utile farlo immergere in acqua in modo graduale e valutare anche la temperatura. Se comunque il bambino dopo un po’ si sente ancora sazio, meglio attendere un altro po’ di tempo prima di fare il bagno
- Evitare le bevande ghiacciate, che assunte sul momento della digestione possono causare una congestione digestiva esattamente come il bagno in acqua fredda
- Proteggere il bambino dagli sbalzi di temperatura al quali può essere esposto, per esempio, quando passa dall’ambiente esterno a locali con aria condizionata, come supermercati, ristoranti, bar. È utile avere con sé una felpa leggera e un paio di calzine di cotone.
In breve
Un tuffo in acqua fredda durante la digestione, una bibita ghiacciata, entrare in un locale con aria condizionata sono situazioni che possono esporre a una congestione digestiva. Nausea, vomito, crampi addominali si risolvono nei giro di qualche ora con riposo, ma è importante ricordare che i colpi di freddo nel momento della digestione sono pericolosi soprattutto in mare o in piscina.
Fonti / Bibliografia
- Congestione: che cos'è e come evitarla - ISSaluteIl termine congestione è comunemente usato per definire un blocco digestivo causato da un improvviso cambiamento della temperatura durante la digestione
- Congestione, come comportarsi? - HumanitasLa congestione è uno dei disturbi tipici dell’estate e anche tra i più pericolosi. Il blocco della digestione per colpa di uno sbalzo termico può essere addirittura mortale, basti pensare al rischio congestione se si entra in mare o in piscina senza aver aspettato almeno due ore dopo un pasto. Cos’è la congestione? “Con la […]
