Congiuntivite da inquinamento: più pericoli per i bambini

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 04/03/2020 Aggiornato il 04/03/2020

Lo smog non danneggia solo i polmoni, ma può essere causa anche di congiuntivite da inquinamento. E i bambini sono i più esposti

Congiuntivite da inquinamento: più pericoli per i bambini

Tra i tanti danni alla salute causati dalle polveri sottili, c’è anche l’inaridimento del prezioso film lacrimale che ricopre la superficie degli occhi: gli esperti parlano infatti di congiuntivite da inquinamento o di “congiuntivite urbana”, caratterizzata da arrossamento, secchezza e tic. E i bambini sono i più colpiti

Boom di visite per i bambini

Paolo Nucci, professore ordinario presso l’Università Statale di Milano e direttore della clinica oculistica dell’Ospedale San Giuseppe, ha spiegato che la congiuntivite da inquinamento coinvolge prevalentemente i bambini, più esposti alle polveri sottili perché di bassa statura e quindi maggiormente “immersi” nell’inquinamento stradale. Negli ultimi mesi a Milano c’è stato un aumento di visite presso gli ambulatori oculistici pediatrici; i sintomi sono simili a quelli di un’allergia stagionale: bruciore, arrossamento, sensazione di corpo estraneo, tendenza a sbattere ripetutamente le palpebre. Ma il problema è dovuto alle polveri sottili che asciugano il film lacrimale e inducono il bambino a strizzare gli occhi molto spesso per ricostituire lo strato protettivo.

Lo studio sulla congiuntivite urbana

A dimostrare la correlazione tra la qualità dell’aria cittadina e la salute degli occhi c’era già uno studio pubblicato dalla rivista scientifica internazionale Seminars in Ophtalmology, del quale il professor Nucci è stato uno degli autori.

Secondo la ricerca, nei giorni di maggiore presenza di inquinanti al suolo sono stati incrociati i dati delle centraline dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Lombardia e il numero di accessi di pazienti pediatrici nei Pronto soccorso della regione. Si è osservata una corrispondenza statisticamente significativa tra l’accesso di bambini con disturbi oculari aspecifici, simil allergici, e l’alta concentrazione di inquinanti. In particolare, per alcuni bambini la diagnosi è stata di congiuntivite di origine sconosciuta. Stando ai risultati, questi piccoli pazienti erano mediamente più esposti degli altri al particolato fine. I famigerati PM2,5, PM5 e PM10 (le polveri sottili) hanno dimensioni e peso molecolare così modesti da riuscire a penetrare facilmente nel nostro organismo. Qui possono intaccare tutte le mucose, non solo quella nasale e boccale, ma anche la mucosa di rivestimento dell’occhio, ovvero la congiuntiva.

In che modo curare gli occhi dei bambini

In caso di ripetuti segnali di fastidio avvertiti dal bambino occorre consultare un oculista. Se trascurata, infatti, la congiuntivite urbana può portare a complicanze. La più nota è la sindrome da “occhio secco”, una patologia tipica degli over 60, che, se si manifesta in giovane età, può diventare cronica. Un rimedio efficace è instillare regolarmente, più volte al giorno, lacrime artificiali in modo da umidificare, pulire e ossigenare gli occhi. Da evitare invece l’utilizzo indiscriminato del primo collirio che capita sottomano.

 

Da sapere!

Secondo gli esperti, una soluzione facilmente attuabile potrebbe essere il lavaggio frequente delle arterie più trafficate della città, soprattutto nei periodi di piogge scarse. Gli pneumatici, infatti, transitando sull’asfalto non solo rilasciano a loro volta una patina di materiale inquinante, ma risollevano anche le polveri già presenti nell’aria e sedimentate al suolo.

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