Disturbi del sonno nei bambini: sotto i tre anni ne soffre uno su quattro

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 30/04/2014 Aggiornato il 30/04/2014

Nei Paesi occidentali i disturbi del sonno nei bambini sono molto diffusi. I consigli degli esperti dell'ospedale Bambino Gesù di Roma per arginare il problema

Disturbi del sonno nei bambini: sotto i tre anni ne soffre uno su quattro

I disturbi del sonno nei bambini affliggono molte famiglie. Difficoltà di addormentamento, incubi, risvegli frequenti… sono tanti i motivi per cui i piccoli non dormono come dovrebbero per la loro età. Ecco allora come affrontarli per il benessere del piccolo e di… tutta la famiglia!

Sono provocati dall’ansia

I disturbi del sonno nei bambini si manifestano se presenti stati d’ansietà, come per esempio il divenire via via più consapevoli di se stessi o della relazione esistente fra genitori. Anche le conquiste di tutti i giorni dei bambini possono creare ansia o eccitazione e provocare disturbi del sonno nei bambini.

Nel primo anno di vita

I neonati dormono molto, ma ben presto riescono a stare svegli per periodi più lunghi che non saranno impegnati soltanto ad alimentarsi, ma anche ad essere accarezzati dai genitori, a guardarsi, sorridersi, a “parlare” con loro.

Nel secondo anno

Anche gli stati di ansia del secondo anno di vita, che provocano in molti bambini incubi e paure, sono segnali del processo di maturazione mentale e della immaginazione creativa e sono legate spesso ai primi distacchi.

Nel terzo anno

Intorno a questa età i bambini chiamano spesso i genitori dopo essere stati messi a letto o esprimono la paura del buio: è una fase normale nello sviluppo infantile e può essere legata alla consapevolezza della progressiva autonomia rispetto ai genitori.

I consigli per i genitori

“I genitori – spiega la dottoressa Cristiana De Ranieri, psicologia clinica, ospedale pediatrico bambino Gesù – possono accompagnare l’evoluzione del sonno del bambino contenendone i lati emotivamente più forti: bisogna essere elastici, ma al tempo stesso mantenere anche posizioni ferme. Come per gli altri comportamenti, infatti, fornire un confine e dare una regolarità alle abitudini rispetto al sonno aiuta il bambino a sentirsi contenuto e dà continuità alle sue esperienze: tanto nel corso della giornata quanto durante la notte”.

Chiedersi qual è l’elemento di disturbo

“Di fronte ad una modifica delle abitudini che riguardano il sonno – dichiara la psicologa del Bambino Gesù – chiediamo sempre quale possa essere l’elemento di “disturbo” (per esempio una nuova esperienza oppure un evento inatteso). Qualora una difficoltà nella sfera dell’addormentamento dovesse permanere a lungo nel tempo o assumere dimensioni incontrollabili tanto da ostacolare il sereno svolgersi della vita del bambino e della famiglia, o anche soltanto se i genitori dovessero sentirsi stanchi, confusi e senza risorse, potrà essere utile consultare uno psicologo dell’età evolutiva”.

In breve

AL BAMBINO GESÙ UN AMBULATORIO SPECIFICO

A Roma presso l’ospedale Bambino Gesù è attivo l’Ambulatorio per la Prima Infanzia che interviene con un approccio psicologico su ogni genere di alterazione del ritmo sonno-veglia del bambino, dal risveglio notturno per il prolungato allattamento al seno (oltre i 7 mesi), fino a quello dettato dai cambiamenti fisiologici nella vita del bambino.

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