Coronavirus: immunità è massima fra i 4 e i 15 anni

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 24/12/2020 Aggiornato il 24/12/2020

Bambini e adolescenti si ammalano meno di coronavirus perché in questa fascia d’età l’immunità è più alta

Coronavirus: immunità è massima fra i 4 e i 15 anni

I bambini si ammalano meno di coronavirus. In particolare, nella fascia di età fra i 4 e i 15 anni. Lo sostiene un lavoro condotto dal Dipartimento di Epidemiologia della scuola di Igiene e Malattie Tropicali di Londra e apparso su Scientific Data. Dopo quest’età ha poi inizio il declino fisiologico dell’immunità.

Lo studio inglese

Per spiegare questo fenomeno gli studiosi londinesi hanno analizzato circa 140 insieme di dati provenienti da diversi tipi di studi relativi a 32 malattie infettive, 9 virali e 13 batteriche, osservandone la letalità e il tasso di ospedalizzazione per fasce d’età, verificando una maggiore severità delle infezioni nei neonati, il cui sistema immunitario è in via di sviluppo. A partire dai 4 anni le infezioni diventano sempre meno pesanti, ma poi i sintomi riprendono ad aggravarsi durante l’adolescenza. Secondo la responsabile dello studio, l’epidemiologa Judith Glynn,”i nostri risultati suggeriscono che il picco della risposta immunitaria viene raggiunto durante l’età scolare e quindi inizia a diminuire molto prima di quanto si pensi, in alcuni casi già a partire dai 15 anni”.

L’ombrello protettivo varia in base  a età e malattie

È emerso così che alcune malattie come poliomielite, morbillo(), aids, tubercolosi, tifo e meningite si rivelano più gravi già nei ventenni rispetto ai ragazzi sotto i 15 anni. Per altre, come l’influenza e l’epatite B, i sintomi cominciano a essere più seri a 30 anni, mentre per epatite A e le infezioni da coronavirus – Sars, Mers e Covid-19 – la gravità dei sintomi comincia ad aggravarsi a 40 anni.

Cambia anche la reattività vaccinale

Oltre a una maggiore suscettibilità alle infezioni, con l’avanzare dell’età aumenta anche il rischio di malattie come il cancro o di patologie autoimmuni e si verifica anche una scarsa risposta alle vaccinazioni: “La stessa dinamica legata all’età si riscontra anche nelle risposte immunitarie ad alcuni vaccini e nel modo in cui il corpo gestisce alcune infezioni virali persistenti”, conferma Judith Glynn: ”una migliore comprensione dei meccanismi di base può fornire nuove opportunità per strategie di intervento”.

 

 

 
 
 

Lo sapevi ch?

Il 27 dicembre è stato indicato come il V-Day contro il coronavirus. In questo giorno, infatti, comincerà simbolicamente la campagna vaccinale nei 27 Paesi membri dell’Unione europea.

 

Fonti / Bibliografia

  • Systematic analysis of infectious disease outcomes by age shows lowest severity in school-age children | Scientific DataThe COVID-19 pandemic has ignited interest in age-specific manifestations of infection but surprisingly little is known about relative severity of infectious disease between the extremes of age. In a systematic analysis we identified 142 datasets with information on severity of disease by age for 32 different infectious diseases, 19 viral and 13 bacterial. For almost all infections, school-age children have the least severe disease, and severity starts to rise long before old age. Indeed, for many infections even young adults have more severe disease than children, and dengue was the only infection that was most severe in school-age children. Together with data on vaccine response in children and young adults, the findings suggest peak immune function is reached around 5–14 years of age. Relative immune senescence may begin much earlier than assumed, before accelerating in older age groups. This has major implications for understanding resilience to infection, optimal vaccine sch...
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