Crescono i casi di Covid-19 tra bambini e adolescenti

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 03/09/2020 Aggiornato il 03/09/2020

Sale la percentuale di positivi al nuovo Coronavirus tra i ragazzi under 18: il trend non è solo italiano, ma riguarda anche altri Paesi, come gli Stati Uniti

Crescono i casi di Covid-19 tra bambini e adolescenti

Il coronavirus circola sempre più tra i giovanissimi: il fenomeno è confermato da un rapporto dell’American Academy of Pediatrics e della Children’s Hospital Association.

Molti i contagi tra i bambini americani

Secondo lo studio americano negli Stati Uniti sono almeno 97mila i bambini risultati positivi al nuovo coronavirus nelle ultime due settimane di luglio. E sono 338mila dall’inizio della pandemia: questo significa che più di un quarto è risultato positivo in sole due settimane.

Le stime di metà anno indicavano che solo il 2-5% degli individui con Covid-19 confermato in laboratorio aveva meno di 18 anni: le infezioni tra i bambini sono quindi aumentate del 40%. Secondo il rapporto i bimbi raramente si ammalano gravemente a causa del virus, ma i più piccoli sarebbero esposti al rischio di complicazioni correlate, come la Sindrome infiammatoria multisistemica nei bambini, o simil Kawasaki.

Comportamenti a rischio per gli adolescenti

Anche in Italia si è notevolmente abbassata l’età media dei contagiati, e fra questi il numero degli under 18 è variato moltissimo: tra luglio e agosto la percentuale di minorenni positivi è salita al 13,2%; a giugno era solo al 2,3%.

A crescere di più sono le fasce di età tra i 20-29 anni (da 300 a 400 casi in una settimana) e quella tra i 13-19 anni, quindi gli adolescenti (da 100 a 200 casi un una settimana). Secondo Patrizio Pezzotti, epidemiologo dell’Istituto Superiore di Sanità, le motivazioni di questo aumento tra i giovani dipendono sia da un sistema di tracciamento molto più capillare rispetto all’inizio dell’epidemia quando il tampone veniva eseguito solo su chi era fortemente sintomatico, sia dalle modalità di comportamento più a rischio, adottate in particolare durante le vacanze.

Le riaperture delle scuole

I nuovi dati preoccupano in vista della prossima riapertura delle scuole, ma, secondo il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) anche se al momento non vi sono certezze, le evidenze dal contact tracing nelle scuole e dati osservazionali da diversi paesi europei suggeriscono che la riapertura non è associata a un aumento significativo di contagi.

Anzi, i dati disponibili indicano come poco probabile che la chiusura delle istituzioni educative sia efficace come unica misura di controllo; queste chiusure difficilmente forniscono una protezione aggiuntiva alla salute dei bambini, considerato che la maggior parte sviluppa una forma molto leggera di Covid-19.

 

 

 
 
 

Da sapere

Preoccupa il possibile ruolo dei giovani nella diffusione del contagio. Uno studio pubblicato su Jama Pediatrics ha evidenziato come i bambini infetti di età inferiore a 5 anni possono ospitare nel naso e nella gola livelli di rna virale uguali o addirittura superiori agli adulti; avere un’alta carica virale però non dimostra che trasmettano il virus quanto gli adulti. Cosa che invece possono sicuramente fare i ragazzi tra i 10 e i 19 anni.

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