Dislessia: così la tecnologia aiuta i bambini a leggere

Metella Ronconi A cura di Metella Ronconi Pubblicato il 11/05/2021 Aggiornato il 11/05/2021

Si chiama Gary il nuovo strumento di lettura audio-visiva integrato che cattura l’attenzione dei bimbi facilitando la comprensione del testo da leggere

Dislessia: così la tecnologia aiuta i bambini a leggere

Studi recenti sulla dislessia hanno messo in luce l’importanza di un’integrazione uditiva e visiva come tecnica di aiuto per la lettura. Partendo da questa scoperta è nata la collaborazione tra la Fondazione Bruno Kessler e il dipartimento di Psicologia e Scienze cognitive dell’Università di Trento, per una ricerca che ha coinvolto 40 bambini e bambine di età compresa tra gli 8 e i 10 anni, metà con diagnosi di dislessia e l’altra metà con capacità di lettura tipiche come gruppo di controllo. Lo studio è stato pubblicato sulla rivista Journal of Computer Assisted Learning.

Una nuova tecnologia

Per lo studio i ricercatori hanno utilizzato GARY (Gaze And Read it by Yourself) un sistema di lettura assistita che integra la tecnologia di lettura ad alta voce con l’eye tracking, un processo che monitora i movimenti oculari per determinare dove e cosa un soggetto sta guardando. Gary fornisce la lettura ad alta voce del testo e allo stesso tempo individua lo sguardo del lettore sul testo digitale mostrato sul video, monitorando se stia guardando la parola che segue, che a quel punto viene evidenziata.

Il parere dell’esperto

Massimo Zancanaro, responsabile della ricerca, ha spiegato che questa tecnologia facilita la comprensione nei bambini che presentano difficoltà di lettura, con un notevole miglioramento rispetto a quelle basate sul solo audio. I risultati dello studio, infatti, hanno mostrato,nei bambini con diagnosi di dislessia un aumento medio del 24% nei punteggi standard di comprensione del testo. 

Inoltre, dai risultati emerge che a beneficiare maggiormente dello strumento siano stati proprio i bambini con maggiori difficoltà nell’accuratezza di lettura. 

Cos’è il disturbo della dislessia

L’acronimo DSA è l’abbreviazione usata per Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Il termine identifica un gruppo eterogeneo di disturbi del neurosviluppo che riguardano la capacità di leggere, scrivere e far di conto. Hanno una base neurobiologica e presumibilmente genetica. Tra questi, il più comune è la dislessia, un disturbo che si ripercuote sulla capacità di leggere in modo corretto e fluente, compromettendo spesso l’intera comprensione del testo. Non è in alcun modo causata da un deficit di intelligenza né da problemi ambientali o psicologici o da deficit sensoriali.

La situazione in Italia

Secondo i dati resi noti dal Ministero dell’Istruzione, la dislessia è il disturbo più presente nelle scuole italiane, con oltre 177.000 alunni con diagnosi certificata. Si stima che rappresentino il 2,1% del numero totale degli alunni, in base alle ultime rilevazioni disponibili.

La maggior parte delle certificazioni proviene dalle scuole secondarie di primo grado (5,6%). Meno frequente, invece, è il fenomeno nelle scuole secondarie di secondo livello (4,7%) e nelle elementari, dove si registra la percentuale più bassa (2%). 

 

 

 
 
 

Lo sapevi che?

Il perfezionamento del prototipo “Gary” potrà aprire la strada a un miglioramento delle tecnologie di assistenza nel campo della dislessia e non solo. Lo strumento, infatti, sembra essere utile anche nell’apprendimento delle lingue straniere.

 

Fonti / Bibliografia

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