Disturbi del sonno per il 25% dei bambini sotto i 5 anni

Silvia Finazzi A cura di Silvia Finazzi Pubblicato il 27/11/2018 Aggiornato il 03/12/2018

Quando si parla di disturbi del sonno, la maggior parte delle persone pensa subito agli adulti e agli anziani. Non i genitori: loro lo sanno bene che anche i bambini possono soffrirne. Con alcune semplici regole è, però, possibile migliorare la situazione

Disturbi del sonno per il 25% dei bambini sotto i 5 anni

I bambini possono avere notti agitati ma per ben un quarto di loro si parla di disturbi del sonno. Lo sanno bene i genitori! Le nottate agitate a causa di bambini, infatti, sono una costante in molte famiglie. A confermarlo sono anche gli esperti riuniti recentemente in occasione del congresso della Società italiana di pediatria, durante il quale è emerso che il 25% dei bambini al di sotto dei cinque anni soffre di una qualche forma di insonnia, percentuale che migliora leggermente dopo i sei anni, ma che comunque rimane attorno al 10-12% fino all’adolescenza.

Un problema molto frequente

Quello dei disturbi del sonno durante i primi anni di vita è un problema relativamente moderno. Un tempo, infatti, non esisteva o comunque era molto più contenuto: si calcola che rispetto a 100 anni fa i bambini nel mondo occidentale dormano in media due ore in meno. Per quali ragioni? I fattori sono davvero tanti. I principali, però, sono tre: i ritmi sempre più frenetici; l’aumento delle luci artificiali; l’utilizzo sempre più precoce degli strumenti elettronici. Si tratta, infatti, di elementi che alterano i normali ritmi circadiani e che causano una discordanza tra quello che dovrebbe essere il ritmo sonno-veglia naturale del bambino e le esigenze sociali.

Il decalogo del buon sonno

Per aiutare i genitori a combattere i disturbi del sonno dei bambini e migliorare le notti di tutta la famiglia, i pediatri della Sip hanno steso un decalogo di buone abitudini.

 

  1. Rispettare sempre gli stessi orari sonno-veglia. È importante mettere a letto il bambino tutte le sere e svegliarlo tutte le mattine alla stessa ora.
  2. Farlo dormire nello stesso ambiente. Meglio non far addormentare il bimbo sul divano o nel lettone e poi trasferirlo nel suo lettino quando già dorme. Dovrebbe sempre addormentarsi nello stesso posto, con gli stessi rituali.
  3. Non farlo addormentare al seno. Nei primi due-tre mesi di vita è impossibile dissociare la fase di alimentazione da quella dell’addormentamento. Ma poi, quando si iniziano a cogliere certi segnali (non succhia più con forza, chiude gli occhietti), è bene staccarlo dal seno e metterlo nel lettino.
  4. Rispettare l’orario dei pasti durante il giorno. Anche se il bambino va al nido cercare di mantenere gli stessi orari di pranzo, merenda e cena.
  5. No a tablet&Co dopo cena. In realtà, questi dispositivi andrebbero usati sempre con cautela nei bambini piccoli. Tuttavia, sono assolutamente vietati nell’ora che precede l’addormentamento perché possono agitare e ostacolare il relax.
  6. Non dare troppo cibo o acqua prima di dormire. Invece di offrire al piccolo acqua, latte o camomilla prima di dormire e durante i risvegli, meglio ricorrere a un oggetto consolatorio.
  7. Regolare l’esposizione alla luce. Il ritmo sonno-veglia è governato dall’alternanza della luce e del buio. Sì, dunque, a mantenere la luce dell’ambiente durante il sonnellino pomeridiano; a ridurre l’esposizione il più possibile per la notte; a potenziarla appena svegli.
  8. Evitare sostanze eccitanti dopo le 16. Dopo la merenda, quindi, niente cioccolata, tè (al limite solo deteinato) né bevande contenenti caffeina come la cola.
  9. Offrire una dieta equilibrata. A cena proporre cibi contenenti fibre e triptofano che è un precursore della melatonina, come carni bianche, pesce azzurro, verdure verdi, legumi e cereali.
  10. Niente lettone. Abituare i bambini all’autonomia e a dormire bene vuol dire anche lasciarli dormire nel proprio ambiente.

 

 

 
 
 

Da sapere!

I disturbi del sonno più comuni nei bambini sono: insonnia (20-30%), parasonnie (25%), disturbi del ritmo circadiano (7%), disturbi respiratori del sonno (2-3%), disturbi del movimento legati al sonno (1-2%), ipersonnie (0,01-0,20%).

 

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