Dormire di più può prevenire il diabete nei bambini?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 22/09/2017 Aggiornato il 22/09/2017

Il diabete infantile è diventata una vera e propria emergenza. Si è ora, però, scoperto che dormire di più può essere un’efficace arma di prevenzione

Dormire di più può prevenire il diabete nei bambini?

Dormire di più potrebbe ridurre il rischio di diabete nei bambini(), secondo una ricerca della St. George’s University di Londra (Gran Bretagna), da cui è emerso che i bambini che dormono un’ora in meno a notte hanno un peso corporeo maggiore e più massa grassa, una glicemia più alta e una maggior livello di resistenza all’ormone che regola la concentrazione di zucchero nel sangue, l’insulina.

Il sonno influenza il metabolismo

I ricercatori hanno coinvolto 4.525 bambini di 9-10 anni e confrontato diversi parametri chiave del metabolismo con le ore di sonno dormite in media. Hanno così riscontrato che dormire di più potrebbe ridurre il rischio di diabete nei bambini: 30 minuti in più di sonno per notte potrebbero essere associati a una riduzione di 0,1 kg/metro quadrato dell’indice di massa corporea e una riduzione dello 0,5% nella resistenza all’insulina.

Segnalati sempre più casi

In Italia oggi si contano circa 20mila tra bambini e adolescenti con diabete mellito tipo 1 e l’incidenza aumenta di circa il 3% all’anno, mentre l’età della diagnosi si riduce: sebbene il maggior numero di esordi continui a manifestarsi tra i 9 e gli 11 anni, aumentano le diagnosi nei bambini sotto i 3 anni. Il Registro italiano per il diabete di tipo 1 ha stimato che in Italia ogni anno si ammalano 6-7 bambini su 100mila tra zero e 14 anni, nelle regioni peninsulari dagli 8 ai 15, con punte di 20 in Sicilia e di 40 in Sardegna.

Cause ancora sconosciute

La causa del diabete di tipo 1 non è ancora nota. Alcune teorie ipotizzano un’origine genetica, altre fattori ambientali predisponenti. Anche se questo studio ipotizza che dormire di più potrebbe ridurre il rischio di diabete nei bambini, non è possibile prevenire la patologia, ma la complicanza più frequente, la chetoacidosi. Dopo la diagnosi, è importante impostare al più presto una corretta terapia insulinica, affinché il piccolo possa affrontare tutte le attività della sua età, senza particolari limitazioni, fatta eccezione per l’assunzione moderata di dolci o di alimenti zuccherati. 

 

 
 
 

Lo sapevi che? 

Sete eccessiva, bisogno più frequente di fare pipì e un improvviso calo di peso sono i campanelli d’allarme da tenere d’occhio.

 

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